1 febbraio 2006 Prodi a Bruxelles: il momento delle idee

«È il tempo delle idee. Il tempo delle scelte strategiche, e di promuovere: l’azione, le proposte, il programma dell’Unione di centrosinistra. In concomitanza con la <a target="_blank" href="/archivio/3/PRODI784.pdf" .
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Da l’Unità del ” primo febbraio 2006
É il tempo delle idee. Il campo delle risse lasciamolo a chi ne è specialista. É il tempo delle scelte strategiche, e di promuovere: l’azione, le proposte, il programma dell’Unione di centrosinistra. Per l’Italia, per l’Europa. Credo, pertanto, che assuma un valore straordinario il fatto che Romano Prodi abbia deciso di presentare oggi il programma di politica estera, la strategia e le idee portanti della coalizione al Parlamento europeo di Bruxelles. La ragione di questa scelta non sfugga: s’avverte, ormai da tempo, il bisogno di ricollocare l’Italia nello scenario internazionale. Per anni, quest’Italia è stata azzoppata. All’Italia europeista, paese fondatore, è stata strappata l’anima. E ne ha sofferto, ne soffre ancora. Questa ferita va urgentemente suturata, perchè anche l’Europa ha necessità del sostegno italiano, in questa fase affannosa della sua avventura.
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É il momento delle idee. E della responsabilità. É tempo che l’Italia riprenda il proprio posto: contro l’ambiguità, le furbizie, e anche contro quanti alimentano, persino da posizioni di rilievo, un clima di disprezzo contro alcune delle principali conquiste dell’Europa, per esempio la moneta unica. Basta con le parole in libertà, basta con la confusione e con la demagogia. A noi spetta il compito, anche duro, di far chiarezza, di spiegare, di proporre, di ridare fiato e forza al processo d’integrazione. Il centro sinistra vuole governare e vuole più Europa, e non il minimo indispensabile. Andremo con questa parola d’ordine alla prova del 9-10 aprile. Sarebbe davvero sbagliato ipotizzare e lavorare per un’Europa piccola piccola. O pensare all’Italia del tutto fuori dal contesto europeo. Sarebbe la catastrofe.
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La porta delle pulsioni antieuropee va chiusa, possibilmente gettando via la chiave. Si deve chiudere una fase che definirei “debole”. Che l’Italia ha pagato in termini di credibilità e autorevolezza. La scelta di Prodi di recarsi a Bruxelles ha un altro valore e riguarda il destino dell’Europa stessa. É un fatto che l’Europa soffra di una preoccupante crisi di leadership. La crisi va affrontata e l’Italia ha, da questo punto di vista, la possibilità di svolgere una parte consistente in questo ruolo. Il governo di Berlusconi e Tremonti si porta addosso una pesante responsabilità. L’Italia, con Romano Prodi alla guida di un nuovo governo, si candida a riprendere in mano la bandiera europea. Con la Germania di Angela Merkel, in attesa che la Francia compia il suo percorso politico nel 2007, ha le carte in regola per creare un polo attorno a cui si aggreghino tanti altri Paesi desiderosi di difendere il processo d’integrazione, tirandolo dalla secche in cui si è cacciato.
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L’Europa puó rialzarsi. Lo farà. Certamente occorre una nuova Europa. Che si distingua con nuove e coraggiose proposte sul piano sociale, che utilizzi in alcuni campi lo strumento delle cooperazioni rafforzate, dia intensità e sostanza al coordinamento delle politiche economiche, riformi il bilancio comunitario. Già la presidenza austriaca ha offerto qualche segnale, seppur timido. La Finlandia della rieletta presidente socialista Tarja Halonen, seguirà. E, tra un anno, toccherà proprio alla Germania guidare la presidenza dell’Ue. Quest’occasione non va sprecata. Il treno, rimesso sui binari, puó riprendere la marcia e noi dobbiamo salirci sopra, alla partenza. E verrà anche il turno del trattato costituzionale, vedremo in quali forme, sarà l’ora di ripensare all’Europa che riacquista l’immagine di istituzione forte e che assicura valore aggiunto, solidale, in economia, nel sociale, nella politica verso il mondo. In quest’Europa già s’intravede anche la nuova Italia.
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Tag: Blog
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