1 luglio 2010 Un altro frutto leghista avvelenato. A Roma 9 caselli, nessuno in Lombardia

L’intervista di Nicola a La Repubblica – 1 luglio 2010 ”
Il presidente della Provincia Zingaretti: ‘Effetti nefasti per la città, aumenti che infieriscono sulle fasce medio-basse Un altro frutto leghista avvelenato A Roma 9 caselli, nessuno in Lombardia’
 ”
IL PEDAGGIO sul Gra?
«È l’ennesimo frutto avvelenato della politica leghista contro Roma e i romani», denuncia Nicola Zingaretti. «Quando su 26 caselli dove si introducono gli aumenti, 9 stanno intorno alla capitale, 3 su Torino e gli altri distribuiti al massimo uno per capoluogo, l’intento punitivo nei confronti della nostra città risulta evidente», incalza il presidente della Provincia, annunciando un ricorso al Tar e la consultazione di tutti i sindaci del territorio per mobilitare il fronte del no. «Francamente mi dovrebbero spiegare perché non ce n’è neppure uno in Lombardia», ironizza l’esponente del Pd.
 ”
Presidente Zingaretti, la Lega è il principale alleato del Pdl che governa Roma: la sua osservazione suona come un paradosso.
«Basta stare ai fatti. Mai come stavolta si tratta di una misura ingiusta e iniqua: ingiusta perché un terzo dei caselli dove si pagherà di più si trova a Roma, iniqua perché colpisce ancora una volta i ceti medi e bassi, già penalizzati dalla crisi. Il pendolarismo di uscita e di ingresso dalla metropoli».
 ”
Come fa a dirlo?
«Dai volumi di traffico. Poiché ogni giorno entrano ed escono da Roma tra le 500mila e le 700mila persone, significa che gran parte di questo prelievo fiscale colpirà i pendolari, costretti a usare l’auto perché i treni funzionano poco e male. Le associazioni di consumatori hanno calcolato un esborso di circa 300 euro l’anno: forse a qualche miliardario può far ridere, ma per una famiglia normale è un salasso».
 ”
Non bisogna per forza usare la macchina per venire a lavorare a Roma.
«Anche i treni, in teoria. Ma se rimarranno i tagli alle Regioni, la stessa Polverini ha annunciato un taglio di 400 milioni sul trasporto pubblico locale. Risultato? Avremo una nuova tassa sul trasporto privato (il pedaggio sul Gra) senza che vi corrisponda un investimento sul trasporto pubblico. Una politica inaccettabile per due ragioni: perché a pagare sono sempre gli stessi e perché, nel caso della mobilità, significa accentuare traffico e caos sulle strade alternative per evitare quelle a pedaggio».
 ”
Eppure la manovra Tremonti qualcosa a Roma ha dato: 300 milioni per il piano di rientro non sono pochi.
«E’ vero, ma contestualmente ha cancellato la legge su Roma capitale che prevedeva uno stanziamento di 200 milioni: significa che il saldo attivo è di soli 100 milioni, in cambio dei quali è stato autorizzato un prelievo fiscale, a cominciare dall’Irpef, che alla fine vanifica i benefici. Più tasse e meno servizi: eccolo il bilancio del governo per Roma».
 ”
Però da qualche parte i soldi per risanare i conti bisognava trovarli.
«La cosa sbagliatissima non è l’entità della manovra, i famosi 24 miliardi, ma è che tutti i balzelli infieriscono sulle fasce sociali medio basse e salvaguardano la ricchezza di chi ha molto, senza colpire l’evasione. Per non parlare dei costi esorbitanti della politica, in gran parte dovuti alla corruzione e all’assenza di trasparenza nella gestione della cosa pubblica e degli appalti che ha generato, non so se dei reati, ma sicuramente un aumento della spesa. Anche a Roma. Una vera manovra di equità si realizza con un aripartizione dei sacrifici, non con tagli e tasse su chi utilizza i servizi. E soprattutto con politiche per lo sviluppo finalizzate a creare lavoro».
 ”
Secondo lei Alemanno è un po’ troppo timido nella difesa dei romani? In fondo ha accettato i diktat di Tremonti senza colpo ferire.
«Io non so se è timido. So solo che la Lega condiziona pesantemente la politica del governo con effetti nefasti su Roma. E infatti questo sarà un anno orribile per le famiglie, costrette a subire aumenti generalizzati su tutti i servizi: dagli asili nido alle mense scolastiche, dalla tariffa sui rifiuti all’Irpef. Ci mancava solo il pedaggio sul Raccordo».
 ”
Cosa pensa di fare adesso?
«Stiamo valutando se, come ha fatto la Provincia di Torino, esistono le condizioni per proporre un ricorso al Tar. Stiamo preparando una controproposta per rilanciare gli investimenti del trasporto su ferro e ascolteremo tutti i sindaci del territorio per mettere in campo un’azione congiunta contro i nuovi balzelli. La destra al governo penalizza Roma e i romani, noi non possiamo più stare fermi a guardare».


Tag: Blog
Per partecipare alla discussione sulle ultime attività seguimi su Facebook Se vuoi essere aggiornato sulle notizie più importanti iscriviti alla newsletter.
parajumpers outlet
buy AAA Replica Watches rolex watches datejust tag heuer replica