15 ottobre 2010 Capitale Metropolitana: migliorare i servizi ai cittadini delle ‘periferie comuni’

L’incremento demografico, negli ultimi dieci, è a doppia cifra. Nella provincia di Roma, la crescita è stata del 12,2% e ha riguardato in particolare i Comuni della prima cintura (+22,4%), quasi il triplo dell’8,9% registrato nel resto del territorio. ”
Tra il 2001 e il 2009, Pomezia è cresciuta del 43,1%, Bracciano del 32 e Monterotondo del 24,3%. Parte da qui il rapporto sulla condizione sociale, economica e territoriale, curato da Palazzo Valentini e presentato presso la Facoltà di Lettere dell’università di Tor Vergata. Ma, a dispetto dell’aumento della popolazione, lo studio, che ha chiesto l’opinione a 1000 intervistati, evidenzia carenze nei servizi per cultura, sanità e commercio, insufficienza di spazi pubblici, forte pendolarismo e poche occasioni di lavoro.
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"L’analisi effettuata – ha spiegato Nicola – serve per condividere le possibili idee di sviluppo, per far sì che i modelli istituzionali abbiano come motore un disegno credibile di ciò che serve al territorio. Bisogna fare molto, ma bisogna pensare a quello che si deve fare". Da qui, l’utilità del rapporto, dal quale emergono altri due aspetti importanti: il primo denuncia l’inadeguatezza delle infrastrutture telematiche mentre il secondo guarda con attenzione alla mobilità. Su 1000 residenti intervistati per i 24 quartieri presi in considerazione, tra Roma e i Comuni di prima cintura, il 40,2% delle persone sentite si reca quotidianamente nella Capitale per raggiungere il proprio posto di lavoro. Il dato è ancora più marcato (53,6% del totale) tra gli studenti delle scuole superiori e universitari.
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Diffuso trasversalmente alle comunità locali, il pendolarismo su Roma, dice ancora lo studio, è particolarmente accentuato tra i componenti delle famiglie di recente insediamento. Complessivamente, quello pubblico, è il mezzo utilizzato quotidianamente dal 16% della popolazione. "I dati lo dicono con chiarezza. Dobbiamo puntare – ha aggiunto – sul trasporto su ferro, con nuove tecnologie e togliendo i passaggi a livello, e su una mobilità più efficace. E poi dobbiamo esaltare la vocazione dei territori perché l’economia si trova sui territori ma spesso non viene utilizzata. Negli anni scorsi c’è stato uno sviluppo demografico che ha distrutto i paesaggi ed i territori. Dobbiamo invertire la tendenza: l’economia cresce se rilanciamo le vocazioni turistiche, archeologiche, enogastronomiche, una ricchezza molto diffusa che spesso non è conosciuta".
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Altro capitolo, l’immigrazione. Il livello, dice l’analisi, è abbastanza elevato e tale da limitare la frequenza di dinamiche di conflitto: il 4% dei 1.000 intervistati, infatti, considera alto il livello di integrazione, il 48% buono, il 29 basso e il 20 praticamente nullo. Il 69% si dice molto d’accordo sulla necessità di favorire l’integrazione, contro il 18% per cui è corretta l’ affermazione che non ci sia posto per gli immigrati (71% poco d’accordo, 11% non sa).
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L’occasione è stata infine colta da Nicola per presentare un’idea innovativa: "Stiamo studiando un progetto di housing professionale per promuovere dei luoghi nei quali giovani professionisti potranno avere a disposizione infrastrutture e uffici a basso costo e con un contratto triennale, che permetta l’avviamento alla professione. Stiamo vagliando – ha detto – quali edifici mettere a disposizione e, quindi, pubblicheremo dei bandi per permettere a questi ragazzi di farsi una propria professione senza rimanere schiacciati dalla durezza del mercato e di farlo vicino casa".


Tag: Blog
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