7 ottobre 2016 Al via il Premio Petroselli per riqualificare la città Non ho avuto la fortuna di conoscere Petroselli ma se sono diventato una persona di sinistra è perché sono rimasto stregato dalla sua concretezza e da cosa evocava la sua storia. E proprio la concretezza è stato il faro per istituire il Premio: questo riconoscimento mette in moto un'azione definita che cambierà la città

Oggi sono 35 anni dalla morte di Luigi Pretoselli: quando ci siamo incontrati con sua moglie Aurelia per immaginare come onorare la memoria di questo grande sindaco, abbiamo pensato che la cosa migliore sarebbe stato un progetto che entrasse nel vivo delle nostre città occupandosi in maniera attiva della più importante intuizione di Petroselli. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo ma se sono diventato una persona di sinistra è perché sono rimasto stregato dalla sua concretezza e da cosa evocava la sua storia. E proprio la concretezza è stato il faro per istituire il Premio: questo riconoscimento mette in moto un’azione definita che cambierà la città.

Ripartiamo dall’idea coraggiosa di città di Petroselli. Questo premio nasce come una grande scommessa su un’idea coraggiosa di città e di comunità che ha caratterizzato tutta la vita politica di Luigi Petroselli. Mettiamo al centro  i giovani e i temi della riqualificazione urbana e delle periferie. Porteremo Petroselli in tutte le università di Roma chiedendo agli studenti di mettersi al servizio delle periferie con un progetto e l’impegno per realizzarlo.

I grandi principi che animano il premio sono:

La rigenerazione del tessuto urbano: l’idea principale di questa iniziativa è quella di cancellare la vergogna di spazi urbani senza dignità. A un modello perdente fondato sul consumo di suolo, opponiamo un modello di edilizia pubblica che si basa sulla realizzazione di insediamenti urbani di qualità, aperti, integrati, sicuri, dotati di spazi verdi e di servizi che possono rendere più facile la vita a chi ci abita e ci lavora.

Mettere insieme le forze attive della città: un altro grande elemento di forza di Petroselli fu la capacità di mettere insieme attori diversi attorno a progetto comune per la città. Oggi, per rivitalizzare le realtà urbane serve recuperare quello spirito: premieremo progetti che mettano insieme architettura, sociologia, sport: progetti che sappiano individuare i bisogni complessi di una comunità e diano loro risposte complesse.

I giovani al centro di un progetto di sviluppo infine i giovani. Abbiamo voluto coinvolgere Laziodisu, perché questa scommessa si può vincere solo se si dà un ruolo attivo alle forze più giovani: abbiamo talenti straordinari che lavorano in tutto il mondo, ma che raramente riescono a mettere la loro professionalità al servizio dei luoghi in cui sono nati e vivono.

Dopo 35 anni dalla morte, abbiamo voluto provare ad avvicinarci alla figura di Petroselli con coerenza. Non solo celebrare e
ricordare, ma Petroselli entrerà nelle facoltà con i suoi valori, le sue idee, stimolerà gli studenti e le studentesse a preparare dei progetti. I progetti vincitori riceveranno un assegno, ma soprattutto l’Ater si impegnerà a realizzare i progetti così come sono stati pensati dai ragazzi. Un atto dovuto non solo per il ricordo ma per la coerenza: trasformare la città partendo dai quei valori. Ora andremo fino in fondo per inaugurare, tra qualche mese, la prima opera fatta in nome di Luigi Petroselli.


Tag: Blog
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