10 novembre 2015 La nuova sanità del Lazio: meno costi più qualità Nella nostra Regione questi due fattori, miglioramento della spesa e miglioramento dei servizi, stanno andando di pari passo: siamo molto contenti. Andiamo avanti con il contenimento dei costi e la riduzione del disavanzo, ma allo stesso tempo stiamo miglioriamo i servizi per tutte e tutti

Nella sanità del Lazio stiamo dimostrando che si può intervenire in maniera efficace sulla qualità della spesa: riduciamo i costi e gli sprechi, e insieme miglioriamo le cure e aumentiamo i servizi. Qui da noi questi due fattori, miglioramento della spesa e miglioramento dei servizi, stanno andando di pari passo e siamo molto contenti. Il rapporto redatto da Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sull’andamento della spesa sanitaria nelle regioni italiane, mostra che a differenza del resto d’Italia, nel Lazio abbiamo un contenimento dei costi.

Siamo sulla strada giusta: stiamo contenendo i costi. Nel 2014 in Italia la spesa è aumentata di una media dello 0,89%. nello stesso anno, il lazio ha contenuto la spesa dello 0,18% rispetto all’anno precedente. sappiamo che c’è ancora molto da fare. a partire dalla riduzione dei disavanzi di alcune aziende ospedaliere. ma il dato generale è di una riduzione dei costi.

Avanti anche con la riduzione del disavanzo. La stima relativa all’anno 2015 parla di un disavanzo ulteriormente ridotto, fino a 282 milioni. nel 2006 il disavanzo del lazio sfiorava i 2 miliardi. Quando siamo arrivati in regione eravamo a 669 milioni. Ora siamo a quasi un terzo in meno. È un risultato straordinario, anche perché, se confermato, significherebbe che il disavanzo del Lazio è per il secondo anno consecutivo sotto la soglia del 5% del fondo sanitario regionale, condizione per uscire dalla fase commissariale.

Oggi il quarto appuntamento in cui illustriamo i dati Prevale elaborati dal dipartimento di epidemiologia del ssr della Roma E: si tratta di uno strumento importantissimo che  contiene le informazioni  sulle cure erogate da tutte le strutture sanitarie regionali e ci sta aiutando a migliorare la qualità delle cure in alcune aree strategiche. Oggi abbiamo presentato i dati relativi al primo semestre del 2015.

Anche qui le cose stanno migliorando:

Gli interventi per fratture del collo del femore entro due giorni dall’accesso nella struttura di ricovero. E’ un dato che continua a migliorare, siamo passati dal 41% nel 2013 al 49% nel 2014, fino al 53% nel primo semestre del 2015. È un intervento che si rivolge ad una fascia crescente di popolazione e che se eseguito in tempi più brevi garantisce un migliore recupero funzionale del paziente, meno dolore, minori complicanze post-operatorie, riduzione mortalità. C’è ancora una forte eterogeneità tra le strutture di ricovero, sulla quale continueremo a lavorare.

Angioplastica coronarica: entro 90’ dall’accesso nel punto di ricovero. In questo caso registriamo un dato sostanzialmente invariato nel i semestre 2015 (43%) rispetto al 2014 (comunque in aumento rispetto al 2013, quando eravamo al 35,4%). Anche qui un dato positivo sulla riduzione dell’eterogeneità tra le strutture: stiamo riuscendo a livellare verso l’alto l’efficacia delle cure. Tra le altre cose l’implementazione della rete cardiologica potrà incidere positivamente e lo verificheremo nelle rilevazioni di dicembre.

La riduzione dei tempi di degenza. Nel caso delle operazioni di asportazione della colecisti, ad esempio, è aumentata ulteriormente, passando dal 61% nel 2013 al 67% nel 2014, fino al 72% nei primi 6 mesi del 2015. Ridurre i tempi di degenza inappropriati è particolarmente importante, poiché non solo si limitano i costi ma si riducono anche i rischi di complicanze per i pazienti operati.

La diminuzione dei cesarei primari. Nel I semestre del 2015 abbiamo avuto infatti una diminuzione maggiore rispetto agli anni precedenti: 1.5% in meno rispetto al 2014 a fronte di una media di meno 0.5% a partire dal 2010, quando la proporzione era del 33%, siamo scesi ora al 28.7%.

C’è ancora molta strada da fare, ma sembra che finalmente siamo riusciti a dare una scossa a uno degli storici punti deboli della sanità laziale. Nessun trionfalismo, siamo consapevoli che c’è da lavorare ancora tantissimo, ma dal lazio diamo un segnale molto preciso.

 


Tag: Blog
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