18 aprile 2016 Migliorare la qualità delle cure è possibile: andiamo avanti I dati forniti dal sistema Prevale sulla qualità delle cure e dei servizi sanitari nel Lazio ci dicono che siamo sulla strada giusta: la qualità delle cure sta migliorando in alcune aree strategiche; le scelte di riorganizzazione stanno dando i loro frutti, e oggi c’è un sistema che cura meglio di ieri, perché è più uniforme e quindi più equo. Scopri tutti i dettagli e le info

La qualità di cure e servizi sanitari nel Lazio sta migliorando. Quello di oggi è il quarto evento pubblico in cui illustriamo i dati elaborati dal dipartimento di epidemiologia sulle cure nella sanità del Lazio. Siamo sulla strada giusta, i dati ce lo dicono chiaramente: la qualità delle cure sta migliorando in alcune aree strategiche; le scelte di riorganizzazione stanno dando i loro frutti, penso in particolare al dato sulla diminuzione dei cesarei, che deriva in parte anche dalla scelta di chiudere i punti nascita sotto i 500 parti. E oggi c’è un sistema che cura meglio di ieri, perché è più uniforme e quindi più equo.

Sanità più efficiente e conti in ordine: due importanti fatti che sono avvenuti in questi anni sono quelli che riguardano i livelli essenziali di assistenza sanitaria, Lea, e la riduzione del disavanzo. Per la prima volta nel 2014 il Lazio supera lo standard minimo previsto sull’adempimento sui Lea, i livelli essenziali di assistenza, passando da 157 punti del 2013 a 168 nel 2014. Nello stesso periodo, tra 2013 e 2014, siamo riusciti quasi a dimezzare il disavanzo sanitario, passando da 669mln del 2013 a 355mln del 2014.

Ecco i dati forniti dal sistema Prevale, considerando in particolare il raffronto tra l’anno 2013 e il 2015:

Frattura del femore, grandi passi in avanti sulla tempestività di intervento. Il sistema sta rispondendo, passiamo dal 41% del 2013 al 54% del 2015 di pazienti operati entro le 48 ore.  Come sapete era uno degli obiettivi che abbiamo dato ai direttori, introducendolo tra i criteri valutazione del loro operato. Ricordiamoci sempre che non si tratta di percentuali, ma di persone: aver aumentato del 13% in tre anni gli interventi entro le 48 ore significa aver migliorato, e spesso salvato, la vita a 1.300 persone, tra l’altro, riducendo i costi. Stiamo riuscendo a cambiare il risultato anche in strutture storicamente più difficili come il Grassi di Ostia o il de Lellis di Rieti.

Angioplastica coronarica, ottimi interventi. C’è un ottimo risultato: passiamo dal 35% del 2013 al 45% del 2015. Possiamo notare che il trend di miglioramento ha rallentato nell’ultimo anno. Questo ci dice che dobbiamo continuare a lavorare sulle strutture meno virtuose, un passo importante sarà l’estensione dell’esperimento molto positivo effettuato a Viterbo sulle ambulanze telecollegate per trasmettere l’elettrocardiogramma alle strutture ospedaliere. Entro l’estate estenderemo questo modello al tutto il 118 di Roma: sarà un ulteriore strumento per migliorare gli standard di cura. Tra l’altro si riduce la mortalità per infarto a 30 giorni dal ricovero. Il miglioramento delle cure sta incidendo sul dato più importante, cioè sulla riduzione della mortalità: i decessi a 30 giorni dal ricovero per infarto nelle strutture ospedaliere del lazio passano dal 9% all’8%.

Riduzione dei tempi di degenza dopo l’asportazione della colecisti. Anche qui abbiamo un netto miglioramento: dal 61% del 2013 al 72% del 2015. Questo dato significa migliorare le cure per il paziente, ma anche ridurre i tempi di occupazione dei posti letto e quindi ridurre i costi per la regione i tempi di attesa per gli altri pazienti.

Parti cesarei, stiamo finalmente aggredendo l’anomalia. I dati del 2015 confermano che siamo riusciti ad abbattere la barriera del 30% dei cesarei dopo molti anni di sostanziale stasi: siamo passati dal 31,4% del 2012 al 27,7% del 2015. Voglio sottolineare ancora come questi dati siano anche frutto di alcune scelte precise: prima tra tutte quella di chiudere i punti nascita sotto i 500 parti l’anno. Erano strutture che lavoravano in maniera inappropriata e che rappresentavano un pericolo per mamme e bambini.

Non ci fermiamo qui ma andiamo avanti. Con i nuovi piani operativi 2016-2018 dovremo spingere sull’acceleratore su tutte le azioni avviate: dal consolidamento dell’equilibrio finanziario alla costruzione delle reti di cura per i pazienti cronici e all’avvio dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali fino al miglioramento della produttività delle aziende. e poi nuove politiche del personale e massima attenzione sugli standard di cura.

Persone e qualità delle cure al centro del sistema sanitario. Strumenti innovativi come prevale ci aiutano in maniera determinante, possiamo dirlo: migliorare la qualità delle cure è possibile.

 

 


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