27 giugno 2017 Una sanità migliore per tutte e tutti: andiamo avanti Passo dopo passo stiamo dimostrando che è possibile migliorare la qualità delle cure e dei servizi. Sappiamo di non aver risolto tutti i problemi, ma ci sono tante buone notizie. Qualche esempio? Non esistono più differenze di accesso dovute al livello d’istruzione, aumenta il numero di interventi entro le 48 ore per la rottura del femore e di quelli salvavita per gli infarti

Qualità delle cure e uguaglianza: andiamo avanti. Come ogni anno, oggi abbiamo illustrato i dati elaborati dal dipartimento di Epidemiologia con il sistema Prevale: è un appuntamento fisso che non rappresenta solo un atto di trasparenza, ma anche di controllo e di governo sul sistema di cure della nostra regione. Lo scorso anno avevamo presentato risultati importanti  e anche per quest’anno vengono confermati gli elementi positivi e una crescita nella qualità.

Conti in ordine e cure migliori. Dopo 10 anni andiamo avanti per uscita dalla fase di commissariamento. I dati Prevale ci mostrano come questo risultato vada di pari passo con quello del rispetto dei Lea, ossia i Livelli essenziali di assistenza sanitaria, dell’innalzamento della qualità e della riduzione delle diseguaglianze territoriali e sociali nell’accesso alle cure. Tutto questo è possibile, grazie alla programmazione e a scelte strategiche precise.

Diminuisce la disparità di accesso alle cure: non esistono più differenze di accesso dovute al livello d’istruzione né per l’angioplastica, né per il parto cesareo. Si tratta di risultato importantissimo, soprattutto in una fase di debolezza economica delle famiglie che ha ripercussioni –  come sappiamo – anche sull’accesso alle cure sanitarie.

Migliora la qualità della chirurgia oncologica: nel 2015 abbiamo aggiunto due nuovi indicatori legati alla chirurgia oncologica della mammella. L’intervento ricostruttivo della mammella, dopo quello di asportazione del tumore, è passato dal 48%, del 2015, al 54%, del 2016. Inoltre, è diminuito il ricorso al secondo intervento a 120 giorni di distanza dal primo, che è passato dall’8.5%, nel 2015, al 6.7% nel 2016.

Ecco, nel dettaglio, i 4 principali risultati:

  1. Femore: grandi passi in avanti sulla tempestività di intervento chirurgico a seguito della frattura. Era uno degli obiettivi richiesti ai Direttori generali delle Asl, che è stato così introdotto tra i criteri di valutazione del loro operato. In particolare, passiamo dal 31%, del 2012, al 53%, del 2016 di pazienti operati entro le 48 ore. Aver aumentato di circa il 22% in quattro anni gli interventi entro le 48 ore significa aver migliorato, e spesso salvato, la vita di migliaia persone. Questo ci ha permesso anche di ridurre i costi derivati dalle complicazioni che avvengono quando non si opera con tempestività.
  2. Angioplastica coronarica: un ottimo risultato, passiamo dal 30%, del 2012, al 47%, del 2016. Inoltre, la mortalità a 30 giorni dal ricovero è passata dal 10%, nel 2012, all’8%, nel 2016.  Un passo avanti importante è stato l’esperimento – partito a Viterbo e poi esteso a tutto il Lazio – delle ambulanze telecollegate, per trasmettere l’elettrocardiogramma all’ospedale prima ancora dell’arrivo del paziente, riducendo così i tempi di intervento.
  3. Colecisti, anche qui netto miglioramento. Sulla riduzione dei tempi di degenza, dopo l’asportazione della colecisti, passiamo dal 57%, del 2012, al 76%, del 2016. Questo dato significa migliorare le cure per il paziente, ma anche ridurre i tempi di occupazione dei posti letto e, quindi, anche dell’attesa per gli altri pazienti.
  4. Parti cesarei, aggredita questa anomalia del Lazio. I dati del 2016 confermano che siamo riusciti ad abbattere la barriera del 30% dei cesarei, dopo molti anni di sostanziale stasi: siamo passati dal 31,4%, del 2012, al 27% del 2016, registrando un’ulteriore diminuzione rispetto al 2015 (28%).

Questi dati dimostrano che non solo la qualità delle cure è migliore ma che c’è anche più giustizia nell’accesso, che non dipende più, quindi, dal livello di istruzione.  Rimane ancora molto da fare, ma la ricostruzione dei servizi e del nostro sistema sanitario sta andando avanti in modo positivo.

 


Tag: Blog
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