26 luglio 2016 Roma-Lido: il progetto Ratp non è fattibile, pronti a collaborare con Rfi A disposizione 100 milioni di risorse per sostenere i lavori di manutenzione sulle ferrovie ex concesse; e dal governo arrivano ulteriori 180 milioni per ristrutturare la Roma-Lido e dotarla di nuovi treni. Ecco alcuni tra i maggiori punti critici evidenziati

Sulla Roma-Lido occorre fare un po’ di chiarezza: grazie alla Regione Lazio l’annosa vicenda legata alla modernizzazione dell’ex ferrovia concessa Roma-Lido è stata portata all’attenzione del Governo nazionale ed è stata inclusa tra le opere strategiche con un finanziamento dello Stato centrale di circa 180 milioni di euro. Questo per ribadire l’assoluta centralità degli interventi da mettere in campo per migliorare la mobilità di decine di migliaia di romani che si muovono ogni giorno da Ostia e dai quartieri del quadrante verso il litorale.

Nessun regalo ad Atac, anzi è interesse della Regione Lazio trasformare una linea obsoleta in una moderna ferrovia metropolitana di superficie. Grazie anche all’esperienza avuta in questi tre anni di proficuo lavoro con Trenitalia e Rfi che ci ha consentito di trasformare le linee ferroviarie regionali (gestite da Trenitalia) in passanti nella Capitale con frequenze inferiori agli 8 minuti nelle ore di punta. Il lavoro istruttorio è stato scrupoloso ed approfondito, visto lo stato attuale della linea ferroviaria, da parte di tutti gli enti competenti. I maggiori punti critici evidenziati sono:

Ecco alcuni tra i maggiori punti critici evidenziati. In primo luogo la messa a disposizione dei beni individuati come essenziali, quali il deposito di Magliana (proprietà del Comune di Roma) e la quasi totalità del materiale rotabile in esercizio (proprietà di Atac Spa) non rientra tra le competenze della Regione. In secondo luogo la proposta non prevede né la realizzazione di nuove stazioni urbane, né la riqualificazione delle cinque stazioni esistenti, così come previsto dal Prg di Roma Capitale.

Le modifiche al progetto riferite all’obiettivo di una riduzione del contributo regionale (conto esercizio e investimenti), in realtà non trovano corrispondenza nei documenti presentati che, al contrario, prevedono un aumento del canone per i 25 anni di concessione, da 1.814 milioni della precedente proposta, ai 1.876 dell’attuale.

Tra le altre cose il progetto: 

Non è coerente in quanto, dall’analisi della nuova proposta, risulta un aumento dei costi e una frequenza diminuita, con un relativo aumento dei tempi fra partenze successive, con la tendenziale riduzione della produzione chilometrica a discapito dell’utenza.

Non è coerente con un adeguato rischio d’impresa, in considerazione anche della mancata assunzione di responsabilità degli incassi da bigliettazione, che rimarrebbero alla Regione e quindi non prevede un adeguato controllo dell’evasione tariffaria da parte del gestore. Nell’integrazione del progetto è stata esclusa la realizzazione di apparati di tornelleria.

L’attività svolta è stata comunque utile per evidenziare e condividere le criticità della linea e per definire gli interventi di ristrutturazione necessari. Già ora sono in corso da parte di ATAC, responsabile dell’esercizio e della manutenzione della linea, importanti interventi sul potenziamento delle sottostazioni  elettriche e delle stazioni. Altre opere sono in programmazione grazie alle risorse ministeriali sbloccate (circa 100 ml per le due ferrovie ex concesse) non utilizzate negli anni passati.

Si è avviata, inoltre, una collaborazione con RFI per definire un piano generale di ristrutturazione e messa in sicurezza, con l’obiettivo di utilizzare i 180 mln per la Roma–Lido, frutto dell’intesa fra Regione e Governo, appena disponibili. Una parte di queste risorse sarà destinata all’acquisto di nuovi treni.


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