18 novembre 2014 Sanità, prorogati i contratti per 2.700 tra medici e infermieri del Lazio L'obiettivo del provvedimento, che in passato veniva adottato l'ultimo giorno utile, il 31 dicembre, è garantire la continuità dei livelli essenziali di assistenza a tutti i pazienti e più certezze agli operatori. Quando il Lazio uscirà dal commissariamento, a fine 2015, riprenderà la stagione dei concorsi pubblici, fermi da oltre 10 anni

di Mauro Evangelisti, Il Messaggero, 17 novembre 2014

L’annuncio lo ha fatto il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, qualche minuto fa, a margine del dibattito sul piano di riordino della rete ospedaliera in corso in consiglio regionale: saranno prorogati i contratti di 2.700 tra medici e personale sanitario degli ospedali romani e delle altre quattro province laziali.

Tradizionalmente in passato questa procedura che serve ad evitare che le strutture vadano in tilt veniva completata nell’ultimo giorno disponibile, il 31 dicembre. Zingaretti ha spiegato che intende invece anticipare i tempi: «Voglio garantire la continuità dei livelli essenziali di assistenza e ho chiesto agli uffici di predisporre il decreto. È un provvedimento importante per migliaia di operatori al quale aggiungo un altro importante impegno. Quando il Lazio uscirà dal commissariamento, ossia a fine 2015, riprenderà la stagione dei concorsi pubblici nella sanità regionale, fermi da oltre 10 anni. Stop alle proroghe si torna alla normalità».

La sanità laziale, con il commissariamento determinato dal pianto di rientro dal maxi debito, convive con il blocco del turnover, ad oggi per 100 dipendenti che vanno in pensione se ne possono assumere 15.

Nel corso del dibattito, in cui Zingaretti ha spiegato le parti salienti del piano di riordino degli ospedali già illustrate nelle settimane scorse, ha anche annunciato che sarà perfezionato un accordo che prevede l’utilizzo di 400 giovani che stanno facendo il servizio civile nei pronto soccorso, per snellire e migliorare l’accoglienza.

Ha commentato il consigliere regionale del Pd, Riccardo Agostini: «E’ assolutamente necessario combattere una battaglia forte affinché il tavolo del mistero sblocchi il turn-over almeno del 30 se non il 50% . Non è una richiesta eccessiva perché è da 7 anni e mezzo che c’è il blocco e sono usciti circa 7500 dipendenti».


Tag: Blog
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