5 aprile 2016 Ancora insieme ad Anac, per vigilare sui lavori all’Umberto I Poco più di un anno fa la Regione Lazio è stata il primo Ente in Italia a intraprendere un’azione di questo tipo per potenziare il sistema dei controlli e di monitoraggio: un’esperienza importante che ha fatto da apripista per altre amministrazioni e che ripetiamo su un’opera così importante e così attesa come la ristrutturazione del Policlinico Umberto I

Rinnoviamo una collaborazione virtuosa con Anac. Poco più di un anno fa abbiamo firmato un accordo di vigilanza collaborativa con l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. Siamo stati il primo Ente in Italia a intraprendere un’azione simile per potenziare il sistema dei controlli e di monitoraggio della nostra Regione. Un’esperienza importante che ha fatto da apripista per altre amministrazioni e che abbiamo deciso di rinnovare per includere una delle più grandi opere pubbliche tra quelle che interesseranno roma nei prossimi anni: la ristrutturazione del Policlinico Umberto Primo. Non posso che esprimere un ringraziamento. ma anche grande soddisfazione per la scelta di proseguire una collaborazione che per noi ha un semplice obiettivo: fare della Regione Lazio una casa di vetro.

Un importantissimo elemento di garanzia su un’opera così importante e così attesa: parliamo di un investimento di 240 milioni, risorse bloccate da 17 anni e che rimettiamo in moto per uno degli ospedali più importanti della nostra Regione che è un punto di riferimento per le cure anche al livello nazionale con 66mila ricoveri l’anno, di cui oltre 6.600 da altre regioni.

Un investimento all’insegna della legalità che produrrà anche dei risparmi di gestione: da 15 anni spendiamo circa 5 milioni l’anno per tamponare le emergenze dell’Umberto I. La Regione inserirà nella documentazione di gara e/o contrattuale relativa a ciascun affidamento la clausola secondo la quale si impegna ad avvalersi della clausola risolutiva espressa ogni qualvolta nei confronti dell’imprenditore o dei componenti la compagine sociale, o dei dirigenti dell’impresa con funzioni specifiche relative all’affidamento alla stipula e all’esecuzione del contratto sia stata disposta misura cautelare o sia intervenuto rinvio a giudizio per alcune fattispecie di reato.

I risultati prodotti fino ad oggi dal protocollo Anac. Il protocollo ci ha aiutato a vagliare preventivamente la conformità degli atti di gara e a garantire massimo rigore e massima trasparenza sui processi di acquisto di beni e servizi. Anac ci ha supportato nelle gare a maggiore complessità nel capitolato e nella strategia di gara.

Il nostro lavoro per la trasparenza e la legalità il protocollo con Anac va inserito in un ampio lavoro che abbiamo promosso per garantire trasparenza e legalità nell’azione pubblica. Lo abbiamo fatto in tanti modi: riducendo i centri di spesa,  sostenendo una forte rotazione dei dirigenti e dei funzionari; promuovendo la digitalizzazione, con la fatturazione elettronica, la centrale acquisti e la ricetta dematerializzata, solo per fare qualche esempio.

E ancora: abbiamo eliminato la discrezionalità amministrativa, introducendo un metodo rigoroso per il pagamento dei fornitori; controlli e lotta alle frodi sui fondi ue;  la piattaforma gecoweb, per gestire i bandi rivolti alle imprese in totale trasparenza poiché monitoriamo in tempo reale pagamenti e consentiamo a tutti di vedere come spendiamo le risorse, chi ne beneficia.

E infine trasparenza sugli affidamenti: un esempio? La legge sul demanio marittimo, con cui abbiamo eliminato la pratica del “rinnovo automatico” delle concessioni, e obbligato i comuni alla totale trasparenza sugli affidamenti. Proprio in virtù di quest’ultima norma che, per fare un esempio concreto, Roma Capitale ha messo online tutte le concessioni di Ostia.


Tag: Blog
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