5 settembre 2013 Quattro mosse per uscire dalla crisi nel Lazio Dal pagamento dei debiti alle imprese ai fondi europei, eliminando gli sprechi e puntando sulla semplificazione per i cittadini. Ecco come vogliamo rilanciare economia e sviluppo

Come rilanciare in quattro mosse l’economia del Lazio ai tempi della crisi. Ecco il nostro piano.

DEBITI AZZERATI
Mossa numero uno. La Regione è stata la prima in Italia a firmare il contratto con il governo per il pagamento dei debiti alle imprese incassando 5,3 miliardi. Non solo. Adesso ha la possibilità di aggiungerne altri tre entro febbraio del 2014 e di mettere a pagamento 8,3 miliardi. Ebbene poiché i debiti complessivi della Regione assommano a dodici miliardi, a questo punto la giunta punta a ricontrattare con una transazione con i creditori e ad azzerarli. E ancora, oltre a immettere liquidità nel Lazio si trasformerà la Banca Impresa Lazio in un intermediatore finanziario per facilitare l’accesso al credito e si farà un accordo con l’Abi per
l`allentamento del credit crunch, cercando di diminuire la rata annua di 900 milioni che si paga su altri 10 miliardi di debiti già trasformati in mutui.

FONDI EUROPEI
Mossa numero due: sbloccare i fondi europei per sostenere la ripresa degli investimenti nell`innovazione e nelle start up. Sono già stati riattivati 347 milioni ed è stata istituita una cabina di regia per la gestione della nuova programmazione.

CONTRO GLI SPRECHI
Mossa numero tre: riorganizzare la macchina amministrativa. È stato approvato un piano di 36 articoli per la revisione della spesa. Si risparmieranno 230 milioni in tre anni e mezzo. Non solo: da venti direzioni regionali si è passati a dodici nella struttura di comando e si è rilanciata la centrale unica degli acquisti.

NO A LEGGI INUTILI
Mossa numero quattro: una cabina di regia per la semplificazione delle leggi e la per ridurre la burocrazia della vita dei cittadini e delle imprese, che ha già visto il taglio di circa 400 leggi inutili.

IL LAZIO IN NUMERI, TRA CRISI E OPPORTUNITA’

Intanto la crisi è drammatica. I disoccupati sono 311 mila, il 12,3%. Gli occupati diminuiscono rispetto al secondo trimestre del 2012 di 74milla unità e oltre 50mila aziende sono state messe in liquidazione negli ultimi sette anni.

Il Lazio, secondo l’EU Regional Competitiveness Index 2013 della Commissione Europea, è sceso nel 2012 dal 133° al 143° posto nella classifica di competitività tra le 262 regioni europee prese in considerazione. Nel particolare l’educazione universitaria è 164esima, l’efficienza del mercato del lavoro 183esima, la preparazione tecnologica 205esima e le istituzioni, secondo i parametri di corruzione e qualità dei servizi pubblici al 239° posto.

Alle voci positive invece ci sono 600 mila imprese con singole eccellenze nei settori tradizionali e in quelli innovativi. E nel 2012 c`è stato un aumento dell`export de15% trainato dal settore farmaceutico. Però il 95% delle imprese ha meno di 10 addetti e il 65% solo uno, il 62% ha problemi di liquidità e la spesa privata nella ricerca è solo lo 0,6 del Pil regionale.

Ancora. Il Lazio ha la più grande concentrazione di poli di ricerca e universitari: tre distretti tecnologici, due parchi scientifici, 48 enti di ricerca, 218 laboratori, 14 mila docenti e ricercatori. Ed è la prima regione per numero di laureati. Ma il 29,6 dei giovani laureati svolge mansioni sotto qualificate e solo il 4,6% dei brevetti europei registrati in Italia tra il 1999 e il 2010 viene dal Lazio.


Tag: Blog
Per partecipare alla discussione sulle ultime attività seguimi su Facebook Se vuoi essere aggiornato sulle notizie più importanti iscriviti alla newsletter.
PUOI LEGGERE ANCHE
parajumpers outlet
buy AAA Replica Watches rolex watches datejust tag heuer replica