22 luglio 2015 Sanità: una rivoluzione regionale per la raccolta del sangue Per raggiungere il nostro fabbisogno di sacche di sangue fino ad oggi spendevamo 6 milioni di euro all’anno per acquistarle dalle altre Regioni. Oggi interveniamo con una nuova rete fatta di 27 centri negli ospedali e 436 punti di raccolta diffusi in tutto il Lazio e 10 autoemoteche per la raccolta itinerante nei comuni e nei centri commerciali

Uno dei settori più delicati della nostra sanità è proprio quello dell’approvvigionamento del sangue: attualmente la nostra Regione presenta una serie di criticità che vengono da lontano, e sono circa 30mila le sacche di sangue che mancano per raggiungere il nostro fabbisogno. Cosa vuol dire tutto questo? Non solo problemi organizzativi ma anche un impegno finanziario importante, perché per acquistare dalle altre Regioni le sacche mancanti spendiamo 6 milioni di euro l’anno. Con la nuova rete possiamo finalmente raggiungere l’autosufficienza:

Oggi abbiamo accreditato 27 nuovi Servizi di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale. Queste strutture si occupano della diverse fasi: dalla raccolta alla conservazione, all’assegnazione e distribuzione di emocomponenti. Questi centri, tra l’altro,  gestiscono inoltre attività ambulatoriali di Medicina trasfusionale per un totale di 360 punti di raccolta sangue temporanei,  10 associazioni (tra cui AVIS e  Croce Rossa) con  5 punti di raccolta sangue fissi, 71 punti di raccolta sangue temporanei e 10 autoemoteche.

Nei prossimi giorni la Regione nominiamo un nuovo responsabile del Centro regionale sangue, la struttura demandata che effettua le verifiche periodiche in merito al possesso dei requisiti specifici e a coordina la rete nelle attività di raccolta e distribuzione del plasma. Si tratta della dottoressa Stefania Vaglio, responsabile del SIMT del S. Andrea e collaboratrice del Centro nazionale sangue.


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