28 aprile 2015 Da 35 a 6 società: andiamo avanti, tagliamo gli sprechi e miglioriamo i servizi È una vera e propria rivoluzione che ci consentirà di cancellare una massa cresciuta in maniera abnorme nel corso degli anni, al di là di ogni logica di efficienza e razionalità. Finalmente ci liberiamo dall’ossessione della gestione diretta e assolviamo alla funzione di coordinamento e programmazione

Al via il piano di razionalizzazione delle società regionali: è il più importante piano di revisione che la Regione abbia mai visto, una vera e propria rivoluzione che ci consentirà di cancellare una massa cresciuta in maniera abnorme nel corso degli anni, al di là di ogni logica di efficienza e razionalità. In questo modo applichiamo anche la legge che impone a Regioni e enti locali di predisporre il Piano di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie. Lo facciamo con lo stesso obiettivo di sempre, tagliare gli sprechi e migliorare i servizi per i cittadini.

Risparmi e semplificazione. Nuovi risparmi, ma soprattutto partecipazioni societarie semplificate al massimo   su un numero limitato di società che operano nei settori strategici. L’obiettivo è che siano completamente autonome dal punto di vista economico e finanziario, è un nuovo modello che stiamo realizzando. Finalmente l’amministrazione si libera dall’ossessione della gestione diretta e assolve alla sua funzione di coordinamento e programmazione. 

Passiamo da 35 a 6 società. Al termine dei processi di accorpamento e di dismissione la Regione avrà solo 6 partecipazioni dirette, di cui 4 avranno un ruolo strategico nei settori del Trasporto pubblico, Mobilità, Sviluppo Economico e Sistemi informativi e funzioni amministrative. Le altre due potranno essere eventualmente dismesse al completamento delle proprie attività specifiche.

In particolare il piano riguarda questi settori strategici: 

Sviluppo economico. Ad occuparsi di queste attività sarà la società Lazio Innova. In questo caso passiamo da 6 società che facevano capo a Sviluppo Lazio e che erano così articolate: 3 nel settore dello sviluppo, Sviluppo Lazio, Filas e Bic,  2 nel settore del credito, Bil e Unionfidi e 1 che si occupava della formazione del personale del servizio sanitario regionale. L’obiettivo è aumentare la qualità della gestione, dell’efficienza organizzativa e dell’efficacia degli interventi.

Sistemi informativi e funzioni amministrative. Anche per questo ambito il Piano prevede la fusione delle due società, Lait e Lazioservice, in un unico soggetto: tutto questo comporterà uno snellimento degli organi amministrativi e di controllo e la creazione di sinergie tecniche, organizzative e gestionali. Il piano prevede l’accorpamento anche dell’ASAP, l’associazione che opera nel campo della formazione, aggiornamento, qualificazione e perfezionamento del personale della regione.

Trasporto pubblico locale e mobilità. La prima fase di razionalizzazione prevede la scissione della società Cotral Patrimonio, che confluirà in parte nella società Cotral spa, per quanto riguarda mezzi e depositi, e in parte nella società Astral spa per le altre attività. Astral svolgerà le funzioni di agenzia per la mobilità oggi svolte da AREMOL, le attività di progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione della rete viaria regionale. Per quanto riguarda la soppressione di AREMOL, la Giunta regionale ha approvato una proposta di legge.

Nel 2018 raggiungeremo 40 milioni di euro di risparmi. quando l’intera operazione andrà a regime, nel 2018, avremo raggiunto circa 40 milioni di risparmi: 27 milioni dalle società dello sviluppo, nel biennio 2015-2017, 4,8 milioni già tagliati e 8,1milioni all’anno dalle altre attività di riordino, a partire dal 2018.

32 milioni le potenziali entrate che ricaveremo attraverso le dismissioni delle quote societarie detenute dalla regione. Il piano, come prevede la legge, è stato già trasmesso alla sezione di controllo competente della Corte dei Conti e pubblicato sul Burl e sul sito istituzionale della regione; diventerà attivo entro dicembre 2015.

Sui rifiuti la Regione passa da gestore a regolatore. Attualmente la Regione detiene il 100% di Lazio Ambiente, il Piano prevede l’ingresso in partnership di un primario operatore del settore per la gestione degli impianti industriali. Per quanto riguarda le gestione dei servizi di raccolta dei rifiuti solidi urbani spetterà ai Comuni decidere se entrare in Lazio Ambiente con l’acquisizione di quote societarie o trovare nuovi gestori mediante procedure di evidenza pubblica, salvaguardando i livelli occupazionali. Il ruolo della Regione nel settore dei rifiuti sarà, quindi, quello di ente regolatore e non gestore.

Non è un esempio isolato, perché abbiamo avviato una revisione seria e concreta della spesa fin da quando siamo arrivati, due anni fa. Qualche esempio? Abbiamo fissato un tetto ai compensi degli amministratori delle società e tagliato 500 poltrone tra cda, collegi dei sindaci, componenti degli organi di controllo per società, aziende sanitarie locali, consorzi di bonifica, consorzi industriali, enti parco, istituto Jemolo, Irvit, Arsial, Ater.

 


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