3 novembre 2017 Imprese: numeri record per l’export del Lazio Dal 2014 ad oggi, abbiamo coinvolto le 2700 aziende del nostro territorio in un processo di internazionalizzazione. Puntando su innovazione e ricerca, quindi, oggi si sta registrando un vero boom di esportazioni. Contro una media nazionale dell'8%, infatti, il Lazio ha raggiunto +15.5% nei primi sei mesi del 2017. Un vero record

di Francesco Di Frischia e Lilli Garrone, Corriere della Sera, 3 novembre 2017 

Sono 2.700 le aziende del Lazio che, anche grazie al sostegno della Giunta Zingaretti, hanno fatto affari oltre confine. Così molte imprese non sono solo uscite dalla crisi, ma puntando su innovazione e ricerca, hanno trovato terreno fertile nei mercati internazionali, soprattutto nei settori della produzione di auto (Fca a Cassino), nel settore chimico, dei farmaci (nell’area della Pontina e vicino Latina), nell’aerospazio e nella produzione di mobili da bagno a Civita Castellana (Viterbo). Ecco i motivi del boom dell’export, registrato dall’Istat nella regione (+15,5% nei primi sei mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2016), soprattutto se lo si paragona con la media nazionale (+8%). Gerardo Iammunno, presidente della Piccola Industria di Unindustria regionale, la definisce “la grande sorpresa”. Un risultato al quale hanno contribuito anche le province di Frosinone con quasi un miliardo e mezzo in più di export rispetto l’anno precedente e Roma con più 450 milioni di euro. L’economia laziale quindi corre e fa crescere anche la locomotiva Italia.

Nel Lazio c’è una forte ripresa. E in questo momento le industrie con il vento in poppa sono il farmaceutico e l’automobilistico – commenta Gerardo lammunno. In particolare la produzione targata Fca a Cassino è aumentata del 226%. Inoltre – aggiunge – emergono nuove realtà: dall’ortofrutta a Latina alla produzione di sanitari a Civita Castellana che ormai vengono esportati in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti”. Basti pensare che vi sono 43 industrie in questo settore, delle quali 37 a Civita Castellana. Nella classifica della produzione risultati positivi pure dalla chimica (+30%), metallurgia (23,9) e alimentare (+11). Lazio – ricorda Iammunno – è un distretto fortissimo per la produzione di sanitari in Italia». Lo sa bene il manager, visto che la sua azienda è specializzata proprio in mobili da bagno: ha costituito nel 1995 con il fratello Rino la “Gran Tour srl” (produce mobili da bagno), che oggi è un complesso industriale di 3o mila metri quadri. Nel 2011 la società si è ampliata con l’apertura di una seconda azienda, la “Rain Box” (che produce box doccia). Così il fatturato totale 2016 è di 7,5 milioni con 50 dipendenti.

“Gli imprenditori sono per loro natura ottimisti – spiega Iammunno – ma finalmente dopo dieci anni riusciamo a vedere quella luce in fondo al tunnel”. La fine della crisi è sancita anche dai grandi investimenti che si stanno facendo non solo a Roma: “Sta arrivando la Locauto rent, gigante italiano nel noleggio di automobili, oltre al nuovo megastore Rinascente (250 milioni di investimento) – precisa – senza dimenticare Amazon a Passo Corese. E stanno per aprire un altro “Leroy Merlin” e la terza Ikea entro il 2019. C’è anche chi investe nel lusso, come “Marinella” (le famose cravatte napoletane) che adesso ha aperto anche a Roma”.

Il problema resta sempre il solito: le lungaggini burocratiche. “Bisogna che Comune e Regione cambino velocità”, conclude Iammunno. “Non si possono aspettare tempi biblici per un’autorizzazione nell’industria 4.0. Il mercato impone semplificazione e velocità”.


Tag: Blog
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