18 ottobre 2012 Regione, la destra non vuole votare. A pagare sono imprese, lavoratori e famiglie Renata Polverini si è dimessa il 27 settembre ma non vuole far votare i cittadini. La destra sequestra la Regione per continuare a gestire appalti e nomine, mentre aziende, famiglie e lavoratori sono sempre più in crisi. Serve una Regione forte e funzionante, in grado di rispondere ai bisogni di tutti. Non credevo si potesse arrivare a tanto, deve tornare la speranza.

Alla Regione Lazio si è ormai creata una situazione paradossale. Renata Polverini si è dimessa ma continua a governare e non vuole andare al voto. Dal 27 settembre siamo in presenza di un vuoto democratico.

Giorni e giorni buttati e pagati dai cittadini. La destra ha sequestrato un’istituzione pubblica per scopi e fini di parte. Con questo immobilismo perdiamo 600 milioni di euro di investimenti dall’Europa. La scusa di attendere per riformare è una balla clamorosa da parte di chi, negli ultimi due anni e mezzo, non ha fatto nulla per cambiare. La realtà è che nel silenzio totale si punta a far passare i giorni per evitare il voto:  nel frattempo fanno nomine e continuano a gestire appalti. Non credevo si potesse arrivare a tanto.

Quando ci sono delle dimissioni si deve immediatamente votare. Ostacoli non ce ne sono, deve prevalere il buonsenso. In Lombardia, per esempio, Formigoni non si è ancora dimesso me si è impegnato per votare entro dicembre eppure ha una maggioranza di centrodestra come Polverini.

Nel frattempo le difficoltà aumentano, per tutti. Per esempio nei giorni scorsi Alitalia ha annunciato 700 nuovi esuberi e la Regione non fa nulla. Serve una Regione forte e nel pieno dei suoi poteri. Ci sono migliaia di persone messe sul lastrico o a rischio occupazione. Non si contano i casi di aziende in crisi o situazioni urgenti da affrontare. Non è giusto che a pagare siano sempre i lavoratori, gli imprenditori che convivono con la paura per il futuro.

Non ci meritiamo che il Lazio sia  lo zimbello d’Italia, il simbolo del malaffare. Abbiamo molto da fare per continuare a scrivere pagine e pagine della storia italiana e per diventare un modello di buongoverno per il Paese.

Deve tornare la speranza.


Tag: Blog
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