30 aprile 2017 Debutta la rete delle dimore storiche del Lazio: 1,4 milioni per la valorizzazione di ville e parchi Una grande innovazione per valorizzare il nostro patrimonio: la rete delle dimore storiche del Lazio. Casali, ville, complessi architettonici, parchi e giardini al centro di nuovi progetti di valorizzazione, restauro, recupero, risanamento, e soprattutto fruizione turistica da parte del grande pubblico. E in collaborazione con le università del Lazio prendono il via ora attività di formazione nel settore dei servizi turistico-culturali

di Laura Larcan, il Messaggero, 30 aprile 2017

C’era una volta un casolare malmesso nel quartiere Bravetta, incastonato nel verde selvaggio e brullo della cosiddetta Valle dei Casali che sembrava regalare a Villa Pamphilj una discesa amena verso il Tevere. Fino al 2007 non aveva né identità né passato, seppur la suggestione di edificio secentesco ne evocasse tutta la dignità storica. Poi la scoperta. Una di quelle che solo gli studiosi irriducibili delle carte dei faldoni d`archivio sanno fare. Fu così che Francesco Gatta e Guendalina Serafinelli identificarono il Casale Consorti con il Casino delle Delizie del grande pittore parmense Giovanni Lanfranco (giunto a Roma nel 1602) che si fece costruire la residenza dopo il 1625 a corredo di una sua vigna. E non a caso qui restano tracce di affreschi. A dieci anni da quella scoperta (seguita dal vincolo dei Beni culturali) per il Casale Consorti sembra giungere il momento della svolta, entrando a far parte della nuova Rete regionale delle dimore storiche del Lazio.

È stato appena pubblicato l`elenco dei 96 beni accreditati sul territorio, approvati con bollino di qualità dalla Regione Lazio. Cosa significa? Che casali, ville, complessi architettonici, parchi e giardini possono essere catapultati al centro di nuovi progetti di valorizzazione, restauro, recupero, risanamento, e soprattutto fruizione turistica da parte del grande pubblico. Tradotto: aperture, visite, restyling che aiutano un patrimonio millenario (dagli Etruschi al contemporaneo) ad essere conosciuto. E in collaborazione con le università del Lazio prendono il via ora attività di formazione nel settore dei servizi turistico-culturali. Come spiega l’assessore regionale alla Cultura Lidia Ravera, essere accreditati alla rete consente di accedere al tesoretto di 1,4 milioni di euro stanziati fino al 2018, grazie alla nuova legge per la tutela del patrimonio.

C’è tutta la storia del Lazio da scoprire nella rete delle straordinarie 96 dimore, che hanno risposto all’avviso pubblico della Regione ottenendo i requisiti necessari per il riconoscimento. A Roma oltre al Casale di Lanfranco, spiccano altre due sedi: il cinquecentesco Casale delle Vignacce, nel parco dell`Appia Antica, originariamente di proprietà della famiglia Caetani, e il quattrocentesco Casale di Boccea.

L’esplorazione del territorio regionale sembra evocare i fasti del Grand Tour. Nella golden list, ecco Palazzo Chigi di Ariccia (tanto caro a Luchino Visconti), ma anche la Torre di Chia a Soriano, ultimo rifugio di Pier Paolo Pasolini, il parco di Villa Torlonia a Frascati, il suggestivo Ninfeo Bramante a Genazzano. «La valorizzazione del patrimonio artistico e storico regionale continua ad essere fra le nostre priorità», ribadisce il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che ricorda come nella rete rientrino ora Palazzo Orsini a Bomarzo e  Palazzo Caetani a Cisterna, l’Isola Martana a Marta e Palazzo Colonna a Paliano, il Castello di Rocca Sinibalda e Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone, il Castello Ruspoli di Vignanello e Palazzo Chigi Albani a Soriano.

«Con la rete delle dimore storiche facciamo un ulteriore passo in avanti – riflette Zingaretti – Anche in questo campo abbiamo dato una svolta rispetto al passato: crediamo nella cultura, ci investiamo, e continueremo a farlo sempre di più».


Tag: Blog
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