30 novembre 2015 Terapia del dolore, al via la nuove rete L'obiettivo è quello di garantire la continuità assistenziale in tutte le fasi delle malattia a tutte le persone con patologie oncologiche e a tutti i pazienti portatori di una patologia di dolore cronico. Abbiamo individuato due centri di riferimento e ventuno ambulatori in tutto il Lazio

Terapia del dolore, al via la nuove rete. L’obiettivo è quello di garantire la continuità assistenziale in tutte le fasi delle malattia a tutte le persone con patologie oncologiche e a tutti i pazienti portatori di una patologia di dolore cronico. In base ad una recente ricerca condotta in Europa, l’Italia si colloca ai primi posti con una prevalenza di pazienti con dolore cronico del 26%, dopo la Norvegia e la Polonia. In questo percorso coinvolgeremo a breve i medici di medicina generale per la definizione dei percorsi che assicurino la presa in carico.

Accesso alle cure per i pazienti in tutto il Lazio nelle strutture in grado di fornire prestazioni appropriate. In particolare abbiamo individuato due centri di riferimento e ventuno ambulatori in tutto il Lazio: i due centri di riferimento sono il Policlinico Umberto I e il Policlinico Tor Vergata.

Di seguito l’articolazione della rete:

L’Umberto I sarà punto di riferimento per 11 centri. Di questi, 6 si trovano nel Comune di Roma. Si tratta del S. Giovanni Addolorata, Nuovo Regina Margherita, S. Camillo, Grassi di Ostia, Fiumicino, S. Filippo Neri e S. Andrea, e 4 nelle province: ospedale di Civitavecchia, Belcolle di Viterbo, De Lellis di Rieti, Goretti di Latina e l’ambulatorio del Distretto territoriale di Gaeta.

Tor Vergata invece sarà punto di supporto per 10 centri. Di questi, 4 si trovano a Roma: Pertini, S. Eugenio, Presidio integrato S. Caterina della Rosa e Ifo e sei nelle province: ospedali di Colleferro, di Tivoli, Anzio-Nettuno, Genzano Frosinone e Sora.

I centri del San Giovanni-Addolorata e l’A.O. Sant’Andrea sono riconosciuti come centri di riferimento della rete per la tecnica di neuromodulazione, l’IRCCS I.F.O. ed il S. Filippo Neri per le tecniche invasive su pazienti oncologici e il centro S. Caterina della Rosa e l’A.O. San Camillo per le tecniche invasive su pazienti non oncologici.


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