13 maggio 2017 Rifiuti a Roma, pronti a collaborare su tre priorità Prima di tutto si deve ridurre i rifiuti alla fonte, riusare e riciclare, sviluppare la raccolta differenziata a ritmi ossessivi e sottrarre a inceneritori e discariche tutto ciò che può essere riciclato. Qui e ora, si devono progettare e iniziare gli iter per la realizzazione degli stabilimenti necessari a mettere in sicurezza il ciclo dei rifiuti, generati a Roma e da trattare e smaltire nel territorio di prossimità. Qualunque scelta compiranno Roma Capitale e la sua Area Metropolitana, sarà vagliata in tempi cronometrici e con la massima disponibilità. Leggi il mio intervento su 'Il Messaggero'

Il mio intervento su Il Messaggero, 13 maggio 2017

Dobbiamo salvare Roma, dobbiamo farlo insieme nella chiarezza e in uno spirito di collaborazione e amicizia, aprendo una nuova fase. La crisi di questi giorni era prevedibile, come lo sono quelle del prossimo luglio e del prossimo periodo natalizio.

Proprio per questo la Regione Lazio ha consentito a Roma, con il placet del Governo, di inviare rifiuti “tal quale” in Austria, una misura assolutamente straordinaria. Questo, dopo aver permesso che ingenti quantità di rifiuti “tal quale” fossero trattate negli impianti laziali disponibili e dopo aver ottenuto, dalla Regione Abruzzo, un accordo interregionale che autorizza Roma a trattare rifiuti “tal quale” in quella regione. Tutte le autorizzazioni, che Roma Capitale e la sua municipalizzata hanno richiesto, hanno trovato puntuale e tempestivo riscontro da parte nostra, anche assumendoci il rischio di richiami europei ed esponendoci ad una critica delle altre province laziali come di altre regioni del Paese.

Il soccorso e il supporto a Roma Capitale lo stiamo offendo da tre anni e senza flessioni. Abbiamo erogato oltre 20 milioni di euro al Comune per sviluppare la raccolta differenziata e altri ne daremo, con la programmazione già approvata per il prossimo triennio, mentre siamo pronti ad autorizzare l`impianto di compostaggio, progettato da Ama a Rocca Cencia, non appena Roma Capitale darà il suo consenso.

Nonostante il dispiegamento di misure straordinarie che la Regione ha accordato a Roma Capitale, però, la crisi è ugualmente esplosa, per questo ci siamo indignati.

C`è stata una evidente sottovalutazione ed una incapacità gestionale e operativa sul territorio che, per due mesi, ha accumulato quantità esagerate di rifiuti negli impianti romani portandoli alla congestione. Le liti commerciali tra gli operatori pubblici e privati, i ritardi nelle evacuazioni dagli impianti dei rifiuti trattati e destinati allo smaltimento a lunghe distanze, la chiusura dell`inceneritore di Colleferro per una urgente “messa a punto” hanno fatto il resto, ma di qui al sabotaggio come all’evocazione dello spettro dei “poteri forti”, ce ne corre.

Nei giorni scorsi abbiamo offerto a Roma Capitale il nostro impegno a richiedere ad altre Regioni un ulteriore sforzo di temporaneo aiuto, se ritenuto necessario da Roma Capitale, ma ci è stato risposto che non serve.

La Regione non intende sostituirsi alle legittime prerogative del Comune di Roma, non intende ingerire o interferire sulla sua organizzazione logistica e operativa, non solo per rispetto istituzionale, ma soprattutto, perché la legge lo vieta. È la legge, non altro, che impone ai territori di chiudere il ciclo dei rifiuti, smaltimento compreso, in prossimità dei luoghi in cui i rifiuti vengono generati. Roma e la sua Area Metropolitana, devono conchiudere il ciclo nel perimetro di loro competenza così come hanno fatto le altre Province laziali.

Tutto qui, senza polemica e senza invocare disegni diabolici inesistenti. Dunque, nel breve periodo potremmo contare sulla sussidiarietà di altri territori laziali e di altre regioni e mettiamo pure in conto il prudenziale ricorso all`export fino alla primavera del 2018. Roma Capitale deve garantire la piena efficienza del circuito che la Regione le ha messo a disposizione ed evitare dissintonie che procurino nuove crisi nei prossimi luglio e dicembre. Deve farlo organizzandosi oggi e non a ridosso di quei mesi.

La Regione è pronta ad affiancare Roma Capitale, anche in questo lavoro, se ci sarà richiesto. Prima di tutto si deve ridurre i rifiuti alla fonte, riusare e riciclare, sviluppare la raccolta differenziata a ritmi ossessivi e sottrarre a inceneritori e discariche tutto ciò che può essere riciclato. Qui e ora, si devono progettare e iniziare gli iter per la realizzazione degli stabilimenti necessari a mettere in sicurezza il ciclo dei rifiuti, generati a Roma e da trattare e smaltire nel territorio di prossimità. Qualunque scelta compiranno Roma Capitale e la sua Area Metropolitana, sarà vagliata in tempi cronometrici e con la massima disponibilità.

Lo ribadisco: porte spalancate. Occorre localizzare, progettare e autorizzare un invaso per rifiuti trattati e innocui, occorre progettare e autorizzare una radicale riconversione degli impianti di trattamento meccanico biologico, smantellando quello del Salario e rilocalizzando le lavorazioni di rifiuti indifferenziati con la finalità di estrarne materie riciclabili e sottoprodotti destinati al reimpiego, occorre localizzare i siti in cui costruire linee di compostaggio necessarie a trasformare in energia e terriccio la grande massa di rifiuti organici raccolti in modo differenziato.

Localizzazioni, tipologie d`impianto, flussi di rifiuti in ingresso/uscita e relativi progetti esecutivi sono di competenza dei territori di Roma Capitale e della sua Città Metropolitana, la Regione è pronta a fare la parte che la legge le assegna, con celerità e amicizia.


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