4 novembre 2014 Più posti letto negli ospedali e apriamo le Case della Salute, cosa cambia nella sanità del Lazio Va avanti il percorso per migliorare i servizi e la qualità delle cure e uscire dal deficit entro il 2015. Oltre ad aumentare i posti letto, con il nuovo programma operativo riorganizziamo la rete dell’emergenza, quella cardiologica, del trattamento ictus, trauma grave e rete perinatale. Servizi migliori in tutte le provincie

Finalmente il Lazio ha una visione nuova del proprio modello sanitario. Dopo anni di tagli che avevano destrutturato la rete oggi abbiamo presentato il nuovo modello Lazio della sanità. Stiamo ricostruendo una cosa che nel Lazio non c’era: una rete territoriale con un’offerta più efficace. Oggi abbiamo presentato il programma operativo 2014/2015, va avanti la riforma sanitaria che stiamo portando avanti da quando siamo arrivati.

È un passo molto importante perché ci stiamo preparando all’uscita dal commissariamento non distruggendo ma innovando la sanità, non umiliando i territori ma riorganizzando la rete. Aumentiamo la qualità delle cure, diversifichiamo l’offerta e i conti tornano in ordine. Il nostro obiettivo è azzerare il disavanzo entro dicembre 2015.

Nel 2007 si produceva un disavanzo sanitario di 2 miliardi di euro all’anno: oggi questa cifra  si è ridotta di  10 volte e nel 2015, per la prima volta dopo anni, andremo in pari. Con il programma operativo 2014/15 andiamo proprio in questa direzione. Abbiamo già ottenuto dei risultati importanti:

Cure più appropriate e quindi migliori. Nel 2007 venivano ricoverati in ospedale 201 cittadini su 1000, uno dei rapporti più alti in Italia: oggi anche questa cifra si è ridotta: siamo arrivati a 165,3 su 1000,  cioè quasi in linea con la media nazionale di 160 ricoverati per 1000 abitanti.

Il sistema ospedaliero regionale conterà su 21.611 posti letto: 17.581 e 4.030 con un rapporto di 2,99 per 1.000 abitanti per acuti e 0,69 per i post acuti. Aumentiamo del 6% i posti letto in tutto il Lazio, le nostre strutture potranno contare su 257 posti in più.  Miglioriamo l’offerta sanitaria nelle province e procediamo anche con la riorganizzazione del sistema della Capitale come centro di riferimento  per tutti i cittadini della Regione.

Ecco in particolare cosa prevede il provvedimento:

Rete emergenza. Il sistema dell’emergenza sarà articolato su 5 Dea di secondo livello in queste strutture: S. Camillo, Umberto I,S. Giovanni e Gemelli per Roma, S.Maria Goretti per Latina e Bambin Gesù per la pediatria. 21, invece, i  Dea di primo livello, 18 i Pronto soccorso.  Gli ospedali  di riferimento per l’emergenza pediatrica sono quattro : Gemelli, Umberto I,  S.Camillo, Bambin Gesù.

Rete cardiologica. 4 i centri di riferimento per l’emergenza  cardiochirurgica: Policlinico Umberto I, PTV, San Camillo e Gemelli. 19 servizi di emodinamica previsti. Per Roma saranno 13 i servizi  di  cardiologia  ed  emodinamica  di  supporto  alla  rete  dell’emergenza  territoriale, operativi h24 anche in regime di reperibilità notturna.

Rete ictus. Nel  2013 si sono registrati  nella Regione  Lazio circa 7.000 ricoveri per ictus ischemico e 1.700 per ictus emorragico. L’attuale configurazione della rete prevede 4 aree  con al vertice gli ospedali Ptv,  S. Camillo, Gemelli,  Umberto , 11 strutture con Unita di terapia neurovascolare, 19 con la presenza di un team neuovascolare. Il sistema sarà potenziato perché  entro  giugno  2015  è prevista l’apertura  dell’Unità  di  Trattamento  Neurovascolare, UTN  sia  presso  il de Lellis di Rieti che presso lo  Spaziani di Frosinone.

Rete trauma. Attualmente la rete per il trauma è articolata in 3 Centro traumi di alta specializzazione:  Policlinico Umberto I, Gemelli, S. Camillo. I Centri trauma di zona passano da 5 a 6: Ptv, S. Eugenio, S. Giovanni, S.Maria Goretti di Latina, Spaziani di Frosinone, Belcolle di Viterbo e 17 Pronto soccorso. Nella rete il S. Eugenio –CTO assume un ruolo di particolare rilievo in quanto sede dell’ Unità Spinale Unipolare e del Centro Grandi Ustionati regionale.

Rete perinatale. Entro il 31 dicembre 2015 la rete viene riorganizzata su due livelli di cura rispetto ai  tre attuali. Sono previste quattro reti assistenziali che fanno riferimento all’Umberto I, S. Giovanni, S.Camillo e Gemelli. con uno o due centri di II Livello ciascuna e relative strutture di I livello afferenti. Entro il 30 giugno è previsto l’accorpamento della UO ostetrica/neonatologica di Monterotondo (419 nati) con Tivoli e della UO ostetrica/neonatologica di Colleferro (407 nati) con Palestrina. Entro al stessa data è prevista anche la chiusura della Unità di  Tarquinia con la qualificazione di quella di Civitavecchia. Nel Presidio ospedaliero di Tarquinia l’attività ostetrica si mantiene come Casa di Maternità.

Vai qui per maggiori dettagli sulla riorganizzazione delle reti.


Tag: Blog
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