25 giugno 2015 Lazio: risanati i conti e la sanità, andiamo avanti con lo sviluppo Per rilanciare lo sviluppo lavoriamo su un'azione che ha tre pilastri: il primo è il risanamento finanziario, che ci ha permesso di saldare i debiti ereditati per 9 miliardi. Il secondo è l'uscita dal commissariamento della sanità, il terzo sono gli investimenti con i fondi dall'Europa per 3,3 miliardi di euro

L’intervista di Daniele Autieri, La Repubblica Roma, 25 giugno 2015

«Il Lazio è salvo, ora riparte lo sviluppo». Parte da questo Nicola Zingaretti per raccontare quella che definisce «una giornata da ricordare».

Il governatore incassa il successo del lancio della nuova programmazione europea con un impegno e una promessa: «Utilizzeremo il 100% dei finanziamenti previsti dall’Unione». E aggiunge: «Ci presentiamo alla nuova programmazione avendo colmato il ritardo ereditato dal 2013, quando il Lazio era la peggiore regione del Centro-Nord per capacità di spesa dei fondi europei».

Quando partiranno i nuovi bandi? «Sono già partiti. Siamo i primi in Italia ad aver pubblicato un bando che inciderà sulla nuova programmazione, oltre ad aver avviato una serie di iniziative che partiranno già da quest’anno».

I 3,3 miliardi annunciati mettono insieme tre linee di sviluppo. Perché? «Siamo convinti che per tornare a crescere ci sia bisogno di un progetto che risponda a un’unica idea di sviluppo. Per questo abbiamo identificato 45 interventi, mettendo insieme le risorse previste da tre fondi differenti (il Fondo sociale europeo, il Fondo per lo sviluppo regionale e il Fondo europeo per lo sviluppo rurale). Così evitiamo che la spesa si disperda m rivoli senza produrre crescita. È stata una scelta molto apprezzata dall’Unione europea».

È un momento decisivo per le politiche di sviluppo regionali? «Definirei questo dei fondi europei come uno dei tre pilastri che permetteranno alla Regione di ripartire. Il primo è il risanamento finanziario, che ci ha permesso di saldare i debiti ereditati per 9 miliardi, dimezzando i tempi di pagamento alle imprese e conferendo liquidità preziosa al mercato. Il secondo è l’uscita dal commissariamento della sanità, dove per il 2015 prevediamo di portare finalmente a “zero” il disavanzo e quindi di poter cominciare a ridurre il carico fiscale già dal 2016/2017. A questi si aggiungono gli stanziamenti dell’Unione: 3,3 miliardi che sono, di fatto, il principale investimento per lo sviluppo economico del territorio».

La programmazione è ricca e a 360 gradi. Quali sono i punti di forza? «A mio avviso tutti: il sostegno allo stato sociale, le nuove politiche attive per il lavoro, start-up ma anche l’innovazione di filiera e degli apparati produttivi, il supporto alla formazione e alla ricerca. Interventi differenti, che si ispirano ad un’unica strategia. E tutto guarda ad una politica industriale moderna, come confermano i progetti sul lavoro. Fino ad oggi, il sostegno all’occupazione si declinava soprattutto nel ricorso agli ammortizzatori sociali. Con i nuovi fondi vogliamo fare in modo che il lavoro venga creato e che chi lo cerca non debba farlo da solo, ma con politiche di accompagno».

Tutto questo ha un obiettivo… «Trasformare il Lazio nella regione leader della ripresa. Abbiamo le risorse umane e imprenditoriali e adesso anche quelle finanziarie che ci permetteranno di arrivare fino al 2020. Un circolo virtuoso, destinato ad agire da attrattore anche per gli investitori internazionali».


Tag: Blog
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