26 aprile 2015 Sla: garantiamo un’assistenza migliore ai malati e alle loro famiglie Abbiamo stanziato per il 2015 un finanziamento di 500mila euro. Il nostro impegno è offrire ai 447 pazienti del Lazio e alle loro famiglie tutte le cure necessarie senza dimenticare i più deboli e anzi offrendo loro maggiori attenzioni e servizi. A gestire le risorse sarà il San Filippo Neri

Per garantire un’assistenza migliore a pazienti fragili e non autosufficienti affetti da Sla e da gravi patologie neuromotorie abbiamo stanziato per il 2015 un finanziamento di 500mila euro. Il nostro impegno è offrire ai malati e alle loro famiglie tutte le cure necessarie senza dimenticare i più deboli e anzi offrendo loro maggiori attenzioni e servizi.

Nel Lazio i pazienti sono in tutto 447: di questi 380 in provincia di  Roma, 9 in quella di Rieti, 16 in quella di Viterbo, 26 in quella di Latina e 16 in quella di Frosinone. Per gestire le attività legate alle gravi patologie neuromotorie degenerative, anche alla luce della buona gestione degli ultimi anni, è stata individuata come azienda capofila l’Ospedale San Filippo Neri della Asl RM E.

Il San Filippo Neri gestirà le risorse finanziate per l’assistenza e per le attività legate all’acquisto e alla distribuzione dei diversi ausili, come quelli per la comunicazione interpersonale per i pazienti totalmente invalidi ed impossibilitati a comunicare autonomamente in maniera intellegibile. Il San Filippo Neri dovrà occuparsi anche della rendicontazione delle prestazioni nell’ambito dell’assistenza protesica.

Vogliamo sostenere con l’assegno di cura tutti coloro che ne faranno richiesta. Abbiamo dato continuità finanziaria agli interventi portanti del Piano regionale Sla adeguando le risorse destinate all’assistenza domiciliare e all’aiuto personale sulla base della progressiva mappatura dei bisogni reali sul territorio. Lo stanziamento 2014 era già salito a quasi 5 milioni, nel 2015 è aumentato ancora proprio perché l’impegno è quello di sostenere con l’assegno di cura tutti coloro che ne faranno richiesta sulla base dei parametri fissati dal Piano regionale.

Abbiamo anche avviato i percorsi di formazione per gli assistenti domiciliari. Questi corsi devono essere erogati dall’Asap, con la quale la Regione ha sottoscritto un’apposita convenzione. Si tratta di un percorso per l’erogazione di 300 ore di formazione per 350 assistenti domiciliari: 100 a Roma, 50 nel restante territorio della Città metropolitana e 50 in ognuna delle province del Lazio. Oltre alla formazione professionale, c’è anche il percorso di informazione destinato ai familiari, 500-600 persone circa, con il coinvolgimento dell’associazionismo dei malati.

Stiamo lavorando alla costruzione del Registro di patologia, è un progetto che abbiamo affidato all’Istituto superiore di sanità. Quello del Lazio sarà il quarto registro regionale esistente in Italia, dopo quelli di Piemonte-Val d’Aosta, Lombardia e Puglia, ma sarà il primo in Italia  a unire nello stesso strumento sia i dati sanitari che quelli sugli aspetti socio-sanitari, con l’intento di sostenere i PDTA, i percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali integrati.

 

 

 

Un impegno che è anche una questione di civiltà e un dovere per chi amministra.


Tag: Blog
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