10 marzo 2017 Salute: ricostruiamo una rete di servizi efficienti al servizio delle persone Reparti più moderni, ambulatori aperti nei fine settimana, assunzioni di nuovo personale. Anche in provincia di Frosinone gli interventi per migliorare l'assistenza e i servizi sono stati tanti. Abbiamo aperto la fase della ricostruzione: pensiamo a operatori e diritti dei cittadini

di Corrado Trento, Ciociaria oggi, 10 marzo 2017

Oggi inauguro le nuove sale operatorie del presidio ospedaliero di Alatri. Il nosocomio in questi anni è stato umiliato e costretto ad un ridimensionamento con un grave danno per i cittadini del territorio. Noi siamo persone serie. Abbiamo chiuso la fase dei tagli e della distruzione e aperto quella della ricostruzione.
Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, arriva questa mattina in Ciociaria.

Presidente, sblocco dei concorsi per primari e delle assunzioni. E questo il punto di svolta per la sanità provinciale?

La prima cosa che abbiamo fatto è stata l’abolizione delle macroaree che avevano umiliato tante professionalità e relegato strutturalmente la sanità delle province a una sanità di serie B. Il riavvio delle assunzioni, inoltre, è la testimonianza concreta del risanamento della sanità effettuato in questi anni. I conti sono tornati in ordine, aumentano i livelli di cura, e questi due fondamentali parametri di governo del sistema sanitario ci consentono di tornare a investire su strutture e personale. Medici, infermieri e operatori sono stati le prime vittime della stagione commissariale, che con il blocco del turnover ha fatto aumentare la precarizzazione del lavoro e impedito l’ingresso di nuove forze nel sistema.

Il personale è l’anima della sanità, l’elemento indispensabile per assicurare cure e assistenza di qualità. Noi abbiamo chiuso la lunga fase del blocco. Ripartono le assunzioni, i precari gradualmente vengono stabilizzati, facciamo concorsi per primari. In questa provincia, nel 2014, c’erano state appena 5 assunzioni; nel 2015 sono diventate 22, e nel 2016 sono state 75. Aumenteranno ancora nel 2017. E sono pronti ad arrivare i nuovi primari.

Uscita dal commissariamento: cosa significherà concretamente?

Nei fatti, il Lazio sta già gradualmente tornando a una fase di autonomia di governo della sanità, come indicano alcuni fatti importanti. Uno tra tutti, lo sblocco da parte del Governo di 264 milioni di euro per l’edilizia sanitaria. Risorse ferme da anni, che ci assicureranno un intervento fondamentale per rinnovare e rendere tecnologicamente più avanzati i nostri presidi sanitari. Parliamo, per la sola provincia di Frosinone, di interventi per quasi 12 milioni di euro, che utilizzeremo per azioni attese da molto tempo, come la ristrutturazione dell’intera rete perinatale.

A che punto siamo con il progetto sulla rete sanitaria della provincia di Frosinone?

Una delle grandi urgenze che abbiamo affrontato è stata quella di ricostruire un’offerta sanitaria di qualità nei territori, mortificati dallo smantellamento di strutture e punti di riferimento che ha caratterizzato gli anni precedenti. Ci siamo dati questa missione. Penso alla costruzione delle reti: ad esempio la rete oncologica, grazie all’adozione del sistema delle Breast Unit, con riferimento al presidio di Sora per questa provincia; o alla presa in carico dei pazienti con diabete, con il ruolo innovativo che stiamo dando alle Case della Salute, come avviene in quella di Pontecorvo. Stiamo creando servizi più efficienti, anche grazie all’uso delle tecnologie, come la trasmissione dei tracciati dalle ambulanze, aperto strutture che prima non c’erano: penso alle tre Case della Salute già presenti nella provincia di Frosinone e alle altre due che apriremo a Ceccano e Ferentino. Ma posso citare anche la rete delle elisuperfici, l’arrivo delle nuove ambulanze, gli interventi di ristrutturazione effettuati su tante strutture sanitarie.

Cosa risponde a chi, come Forza Italia per esempio, continua a dire che le file ai Pronto Soccorso sono le stesse?

È ovviamente ancora un problema serio, figlio di una stagione di tagli, ma anche in questo stiamo cambiando le cose. Chiaramente, c’è ancora molto da fare, ma gli accessi ai Pronto Soccorso sono in costante diminuzione in tutto il Lazio, circa 100.000 in meno rispetto all’anno scorso. Il fenomeno, in parte, riguarda anche gli ospedali della provincia di Frosinone. Peraltro, in questo territorio sono stati avviati tre ambulatori del week end che hanno fatto registrare complessivamente fino ad oggi oltre 4.300 accessi.

Neurochirurgia all’ospedale di Frosinone sarà il primo passo per il Dea di secondo livello. In quali tempi secondo lei?

Questa è un’altra svolta. Fino a qualche anno fa si trattava solo di un sogno, ora è realtà. La Regione Lazio ha autorizzato, tra i cinque primari destinati alla provincia di Frosinone, anche l’assunzione di un direttore per la UOC di Neurochirurgia. Entro l’anno sarà espletato il concorso per l’assunzione del direttore di Neurochirurgia a Frosinone. A seguire, sarà attivato il reparto.

La Regione Lazio ha prorogato il commissariamento della Asl di Frosinone fino al 31 dicembre 2017, promuovendo l’operato di Luigi Macchitella. Il prossimo passo?

Macchitella sta lavorando molto bene. Ora la missione è dare piena attuazione alle indicazioni operative contenute nell’atto aziendale che, a sua volta, è strettamente correlato ai programmi operativi 2016/2018, il cui decreto è stato definitivamente approvato nei giorni scorsi dopo il via libera da parte del Ministero della Salute. Per raggiungere questi obiettivi sono state autorizzate circa 100 assunzioni delle quali 54 già eseguite e, per le restanti, sono in corso di perfezionamento le relative procedure. Inoltre, qualche giorno fa, ho firmato il decreto per l’assunzione di 53 primari in tutto il Lazio: 5 primari saranno destinati alle strutture della provincia di Frosinone, di cui 3 (Otorinolaringoiatria, Neurochirurgia, Ortopedia e Traumatologia) per l’ospedale di Frosinone, 1 per l’ospedale di Cassino (Ortopedia e Traumatologia) ed 1 per l’ospedale di Sora (Pediatria).

Non solo Frosinone. Quale funzione e ruolo per le strutture di Cassino, Sora e Alatri?

A questi presidi – che bisogna sempre ricordare prima del nostro arrivo erano a rischio chiusura – abbiamo dato una precisa vocazione dentro la rete sanitaria di questa provincia. Gli ospedali di Cassino e di Sora svolgono le funzioni proprie del Dea di I livello il primo, e di ospedale a vocazione oncologica il secondo. L’ospedale di Alatri è il naturale complemento di quello di Frosinone ed è destinato molto presto a diventare riferimento aziendale provinciale della chirurgia a degenza breve (ndr: massimo 5 giorni). Avremo così una forte riduzione dei ricoveri e decongestionamento degli ospedali di Frosinone, Cassino e Sora per tutti quegli interventi delle branche chirurgiche che si potranno fare ad Alatri e potranno essere anche il doppio degli attuali. Ma ad Alatri, come sapete, è stata anche avviata qualche giorno fa la Chirurgia Laparoscopica in 3D.

Anno 2013, quando si è insediato. Anno 2017, oggi. Come è cambiata la sanità provinciale nell’era Zingaretti?

Stiamo ricostruendo la speranza, restituendo dignità a questa bellissima terra nella programmazione sanitaria. La fase della distruzione è stata definitivamente chiusa ed è iniziata quella della ricostruzione. Oggi la situazione è cambiata nel clima interno all’Azienda con miglioramento delle funzioni. Voglio ricordare inoltre anche le importanti azioni promosse sul campo della prevenzione oncologica, dove il Lazio ha fatto enormi progressi, e un’iniziativa come “Aria pulita!”, con la quale destiniamo 500.000 euro al Comune di Frosinone e 3,5 milioni ai Comuni della Valle del Sacco per intervenire su una situazione cronica e gravissima di inquinamento. Con responsabilità e con il lavoro, stiamo costruendo un sistema che sappia garantire a tutti un diritto costituzionale come quello alla salute. Basta tagli, ora pensiamo a operatori e diritti dei cittadini.


Tag: Blog
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