7 gennaio 2014 Una storia dell’Italia bella e che funziona. Grazie ai volontari che hanno ritrovato i due bambini dispersi sul monte Livata Oggi ho voluto ringraziare tutte le persone che hanno permesso il ritrovamento dei bambini che si sono persi la notte del 31 dicembre sul monte Livata. Troppo spesso si parla solo delle cose che finiscono male, di quello che non va, noi oggi vogliamo raccontare qualcosa di diverso

Il 31 dicembre tutti siamo rimasti col fiato sospeso, due bambini di 4 e 5 anni si sono dispersi tra i boschi del monte Livata con la temperatura sotto zero. Come ricorderete, è stata una giornata di grande preoccupazione che per fortuna si è chiusa con un lieto fine: i bambini sono stati ritrovati poche ore dopo.

Oggi ho voluto ringraziare personalmente tutte le persone che si sono impegnate fin dal primo momento con generosità e passione e che poi hanno permesso il ritrovamento dei bambini.

Si tratta di un caso simbolico che porta alla luce una struttura straordinaria di protezione civile che funziona e che non dobbiamo dimenticare, fatto di donne e uomini straordinari che insieme ai volontari vigilano giorno e notte sulla nostra sicurezza e che ci mettono l’anima.

Nell’anno appena trascorso sono stati circa 2.500 gli interventi della Protezione civile regionale. Sono stati recuperati 73 dispersi e messi in atto 2.143 interventi per incendi, 9 per le frane e 201 per gli allagamenti. I pazienti trasportati con l’elisoccorso nel 2013 sono stati 1.852.

Troppo spesso si parla solo delle cose che finiscono male, di quello che non va. L’episodio del monte Livata ci dimostra che esiste un’Italia bella, che funziona, fatta di volontari e di persone generose a cui vogliamo dire grazie. Dal Corpo Forestale dello Stato alla Protezione civile, dai guardiaparco alle forze dell’ordine.

E i due bambini? Come ci ha raccontato il loro papà, Emanuele Tornaboni, ora stanno bene, oggi uno sta è tornato scuola. “L’hanno vissuta come possono viverla, sono due piccoli eroi, dai loro racconti si sono fatti forza, hanno preso dei sentieri durante la notte da soli per trovare la strada, la sopravvivenza. Sono caduti, si sono fatti male. si sono abbracciati. Si facevano coraggio l’uno con l’altro, si dicevano che sarebbe arrivato qualcuno, vedevano gli elicotteri quindi si rendevano conto che li stavano cercando. Però la cosa che ho capito è che loro due non hanno perso il controllo, non hanno pianto, non si sono disperati”, ha detto.


Tag: Blog
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