30 marzo 2015 Sami Modiano: il coraggio di ricordare e trasmettere la memoria Sami aveva solo tredici anni quando arrivò ad Auschwitz. Da anni ci accompagna nei nostri Viaggi della Memoria insieme a chi come lui avuto la forza di sopravvivere, la voglia di raccontare e la capacità di renderci partecipi

Sami Modiano era un bambino sveglio e studioso, tra i primi della sua classe: le leggi antisemite del regime fascista, però, lo costrinsero a lasciare la scuola a otto anni. Ad Auschwitz Sami ci arrivò all’età di 13 anni dopo quasi un mese di viaggio su un treno piombato che era partito dalla Grecia: nel campo di sterminio perse la sorella Lucia e il padre Giacobbe.

Eravamo inconsapevoli di dove andavamo a finire, un ufficiale tedesco con un semplice gesto del dito decideva chi doveva sopravvivere e chi doveva andare a morire nelle camere a gas. Qui c’era semplicemente la morte, ho perso tutti quanti”: salvo quasi per caso da un destino già scritto, Sami sentì subito addosso il senso di colpa per avercela fatta. Durante la deportazione strinse una grande amicizia con Piero Terracina, che da anni come lui si impegna per trasmettere ai nostri giovani la memoria di questo orrore.

Da anni Sami ci accompagna nei nostri Viaggi della Memoria insieme a chi come lui avuto la forza di sopravvivere, la voglia di raccontare e la capacità di renderci partecipi.  Questo è il modo più corretto non tanto di celebrare, quanto di essere coerenti con il dovere etico di non perdere la memoria.


Tag: Blog
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