1 dicembre 2013 La sanità nel Lazio torna un diritto: quello che abbiamo fatto e stiamo facendo Siamo al lavoro per risolvere le tante emergenze della sanità nel Lazio e realizzare un nuovo modello. In pochi mesi di lavoro abbiamo ridotto il disavanzo e cercato di dare risposte alle piccole e grandi crisi della nostra sanità. Vogliamo assicurare a tutte e tutti servizi migliori

La sanità del Lazio è piena di emergenze. Da quando siamo arrivati ci siamo messi al lavoro per attuare i cambiamenti e le riforme che i cittadini ci chiedono. Per farlo non bastano buone idee e determinazione: serve anche una forte capacità di attuazione, indirizzo e controllo.

Per realizzare il nostro nuovo modello di sanità stiamo lavorando su più fronti:

Ridotto il disavanzo 2013. È sceso a 540 milioni di euro dai 605 milioni del 2012. Un risultato importante anche alla luce del taglio di 97 milioni che ha interessato il Fondo Sanitario Nazionale. Siamo al lavoro anche per raggiungere gli standard nazionali per il numero dei posti letto, che negli anni passati sono stati solo tagliati.

Dopo 9 anni fuori dal piano di rientro. È un obiettivo possibile che vogliamo raggiungere entro il 2016, realizzando una programmazione autonoma, trasparente, affidabile e condivisa. 

Sosteniamo la sanità territoriale. In tante periferie del Lazio non ci sono alternative agli ospedali  e spesso interi territori non possono contare su strutture efficienti e di qualità.  Vogliamo superare il modello che ha al centro l’ospedale. Oggi il 52% delle risorse a disposizione viene impiegato per gli ospedali, il restante 48% per il territorio e la prevenzione: abbiamo deciso di invertire la rotta per assicurare a tutte e a tutti servizi che funzionano.

Le case della salute. Saranno la base del nostro nuovo modello di sanità con cui vogliamo anche assicurare ai nostri cittadini l’integrazione tra servizi sociali e quelli sanitari. In una prima fase apriremo cinque Case della salute: i territori interessati saranno sia le province che l’area metropolitana di Roma.

Stabilizziamo i precari. Prorogheremo a breve i contratti a tempo determinato a tanti lavoratori che vivono da anni la difficile situazione del precariato. Avendo rispettato gli obiettivi del piano di rientro siamo nelle condizioni di richiedere con maggior forza al Governo lo sblocco delle nuove assunzioni e un piano per la stabilizzazione dei precari.

Riorganizziamo le Asl e la rete ospedaliera.  Per quanto riguarda le Asl i servizi saranno gestiti unitariamente e non più da ogni singola azienda. Ci riferiamo in particolare al personale,  all’informatica, alla logistica e all’amministrazione. Vogliamo mettere a disposizione dei nostri cittadini ospedali di qualità. Miglioriamo l’offerta ospedaliera anche investendo sulle tecnologie innovative. Fino ad oggi è stato utilizzato solo il 51% dei fondi disponibili.

Accordi con le altre Regioni. Li sottoscriveremo per gestire insieme i flussi della mobilità sanitaria: spesso i nostri cittadini scelgono di curarsi fuori dal Lazio, e questo significa maggiori costi per la Regione.

Esempi del nostro nuovo modello. In questi mesi abbiamo cercato di dare risposte alle piccole e grandi crisi della nostra sanità. L’abbiamo fatto dando il comodato d’uso gratuito alla Casa di ‘Peter Pan’, una struttura di eccellenza dedicata ai bambini malati di tumore e alle loro famiglie, che rischiava la chiusura. Con la firma dell’accordo tra azienda e sindacati abbiamo trovato una soluzione per il gruppo Idi-San Carlo, tutelando i lavoratori e garantendo il pagamento degli stipendi. Abbiamo stipulato un accordo con l’Inail per trasformare il Cto, storico ospedale della Garbatella, in un punto di riferimento per la traumatologia, la riabilitazione e la produzione protesi.  Abbiamo avviato un percorso virtuoso di collaborazione con il policlinico Gemelli, scongiurato il rischio di chiusura del Cem, il centro per disabili gravi della Croce Rossa italiana. Abbiamo impresso una forte accelerazione per le richieste di accreditamento  per circa 1.000 posti nelle residenze sanitarie assistenziali. E infine abbiamo presentato la nuova convezione con Antea, l’associazione che per prima ha lavorato sulle cure palliative nel Lazio.

In questi anni i tagli hanno soltanto impoverito i servizi senza incidere in positivo sul deficit: noi vogliamo tagliare gli sprechi e innovare i servizi perché siamo convinti di una cosa, che la sanità non è fatta di numeri ma di persone, storie e bisogni.


Tag: Blog
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