16 aprile 2014 Dieci mosse per cambiare la sanità. Così portiamo il Lazio fuori dall’emergenza Con la riqualificazione della rete ospedaliera, una nuova rete di cure sul territorio e regole certe sulla trasparenza portiamo la sanità del Lazio allo sblocco turn over, con un bilancio virtuoso e nuovi investimenti. Ecco le novità più importanti dei nostri programmi operativi

Dopo anni di tagli e di riduzione dei servizi voltiamo pagina con un nuovo modello di sanità fondato sulla razionalizzazione della spesa e su una nuova offerta di servizi sul territorio. In particolare, la nostra azione si basa su tre scelte strategiche:

La riqualificazione della rete ospedaliera, per ridurre gli squilibri e l’inappropriatezza riaffermando il diritto alla salute dei cittadini.

Una nuova rete di cure sul territorio, per affermare un nuovo modello di integrazione sociosanitaria, riducendo i costi e innovando l’offerta di servizi.

Regole certe sulla trasparenza. Con processi efficaci e riconosciuti di valutazione e controlli. Così governiamo la spesa con razionalità, tagliare gli sprechi e costruire un sistema sanitario regionale più forte, coeso e integrato.

Ecco le dieci grandi novità del nuovo modello di sanità che stiamo costruendo per i cittadini.

Un bilancio virtuoso. Nel 2013 conti della sanità migliorano nonostante la riduzione del fondo sanitario: il deficit chiude a 610 milioni di euro, nonostante il taglio di 109 milioni di euro. A fine anno il saldo è in positivo di 112 milioni di nuovi risparmi e, senza il taglio del Fondo sanitario nazionale, sarebbe possibile chiudere il 2013 a circa 500 milioni.

Sblocco del turnover e aumento delle deroghe.  Il nostro obiettivo è superare del tutto il blocco delle nuove assunzioni. Lo faremo con una gestione più efficiente del personale e con la riorganizzazione della rete. Nel frattempo, intanto, aumentiamo le deroghe al blocco delle assunzioni  dei fuoriusciti nell’anno precedente: passano dal 10% al 15%.

Pareggio di bilancio dei conti della sanità a fine 2015. Contiamo di raggiungere questo risultato storico grazie a tre interventi principali che comporteranno notevoli risparmi: il taglio agli sprechi nell’acquisto di beni e servizi, grazie alla Centrale Unica, pari a 278 milioni di euro, il ricalcolo della popolazione censita dall’Istat, che vale almeno 300 milioni di euro, e la razionalizzazione della spesa farmaceutica, per 61 milioni di euro.

Nuovi investimenti per l’integrazione sociosanitaria, con il potenziamento della sanità territoriale e dell’integrazione sociosanitaria. Promuoviamo un investimento di 31 milioni di euro. Tra le altre cose abbiamo anche aperto il tavolo delle regole sulle RSA (Residenze Sanitarie per Anziani) con imprenditori e organizzazioni sindacali.

Razionalizzazione della spesa senza tagliare l’assistenza. La spesa ospedaliera oggi rappresenta più della metà della spesa totale della sanità del Lazio, il 53% contro il 44% della media nazionale. Per questo stiamo lavorando sulla riqualificazione della rete ospedaliera a partire dai criteri di appropriatezza e riforma organizzativa. Non tagliamo l’assistenza ma razionalizziamo i costi di gestione. Un esempio? La riduzione dei tempi medi delle degenze e l’adozione del modello di week-hospital, con ricoveri, quando possibile, dal lunedì al venerdì. Per quanto riguarda invece la razionalizzazione dell’offerta ospedaliera per acuti, per riallineare l’offerta di posti letto agli standard nazionali terremo conto dell’effettivo utilizzo dei posti letto, senza tagli lineari. E poi potenzieremo la rete della medicina d’urgenza e della terapia intensiva.

Abolizione delle macroaree.
Potenzieremo la sanità delle province Nord e Sud del Lazio, Viterbo e Latina. Il Santa Maria Goretti di Latina diverrà DEA, (Dipartimento d’emergenza e accettazione) di II Livello.  L’Ospedale di Belcolle di Viterbo, attuale Dea di I livello, sarà invece ulteriormente potenziato. Entro il 2016 attiveremo anche il nuovo Ospedale dei Castelli.

Case della salute e presa in carico dei pazienti cronici.  Completando il circuito delle Case della salute porteremo avanti la riorganizzazione della rete sociosanitaria territoriale. Partiremo  dalle strutture che hanno già avviato processi di trasformazione. E poi sarà avviato il progetto di presa in carico dei pazienti cronici.

Semplificazione della governance e taglio delle poltrone. Così riduciamo i costi delle strutture apicali, riguarderanno. Ecco i provvedimenti maggiori:

La fusione tra ASL Rm A e ASL Rm E, con la creazione di una nuova ASL, così riduciamo i costi.

L’accorpamento tra Irccs “Spallanzani” e Irccs IRE – ISG, con un’unica Direzione generale mantenendo però tre diverse direzioni scientifiche.

La chiusura dell’Agenzia trapianti, valorizzando le funzioni e le attività del Centro regionale trapianti. Questo comporterà un risparmio di 5 milioni di euro.

Un nuovo sistema di regole sulle norme di gestione, i criteri di remunerazione, i controlli e la trasparenza. Puntiamo a definire un nuovo patto di diritti e doveri tra tutti gli attori del sistema sanitario regionale. Tra i principali interventi abbiamo stabilito dei budget biennali, riduciamo i pagamenti a 90 giorni entro il 2014, potenziamo il sistema dei controlli e rafforziamo la trasparenza anche con un nuovo portale Open Data.

Una efficiente ‘holding sanitaria’. Con la riorganizzazione della governance della sanità regionale, vogliamo potenziare il ruolo di monitoraggio e verifica della Regione sulle azioni delle aziende sanitarie.


Tag: Blog
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