24 luglio 2017 Siccità a Roma: il punto della situazione Il limite della captazione di acqua dal lago di Bracciano è stato superato di molto con enormi rischi ambientali. Per questo abbiamo imposto la sospensione e chiediamo ad Acea, ossia l’ente gestore, di presentare una proposta alternativa. Da parte nostra, c’è tutta la volontà di collaborare per trovare una soluzione

La sospensione della captazione di acqua dal Lago di Bracciano non è stata una scelta, ma un obbligo, perché il livello era troppo basso e questo può generare una catastrofe ambientale.

Esiste una convenzione che prevede un limite che però è stato superato e di molto. Se è vero che è stato prelevato solo un millimetro d’acqua al giorno dal lago di Bracciano, dire adesso che bisogna bloccare l’acqua a tutti i romani, o a gran parte dei romani, per otto ore al giorno, credo sia un’esagerazione.

Non ho mai fatto polemiche e non farò polemiche soprattutto sui temi così delicati però chiedo ad Acea, che è l’ente gestore, di formalizzare una proposta alternativa. Noi faremo di tutto per collaborare, compreso anche valutare captazioni da altre fonti, per permettere di garantire il servizio idrico alla città. Credo anche che il governo, che sta valutando lo stato d’emergenza, farà la stessa cosa.

È arrivato il tempo di trovare soluzioni e, dialogando, sono sicuro si possano trovare. Abbiamo tempo 7 giorni per trovare tutte le possibilità al fine di limitare al massimo il disagio per i cittadini, ma è sbagliato chiudere gli occhi. Il problema c’è ed è grave. Sta finendo l’acqua a Roma.

Far uscire l’acqua dai rubinetti è un diritto, ma dobbiamo fare i conti con un problema enorme che è la siccità. Mi piacerebbe invitare qui Donald Trump per fargli capire cosa significa non rispettare gli accordi sul clima.


Tag: Blog
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