16 ottobre 2014 Legge di stabilità: è molto semplice abbassare le tasse con i soldi degli altri Il “taglio ai trasferimenti alle Regioni” contenuto nei provvedimenti del Governo significa tagli al trasporto pubblico, alla sanità, alle borse di studio. Con questi tagli molte Regioni rischiano di entrare in disavanzo o di non poter tagliare le tasse. Siamo tutti pronti a contribuire ma bisogna partire da un principio di rispetto

È molto semplice abbassare le tasse con i soldi degli altri. Nei provvedimenti del Governo c’è scritto ‘’taglio ai trasferimenti alle Regioni’’, ma significa tagli al trasporto pubblico, alla sanità, alle borse di studio. Noi nel Lazio abbiamo già fatto il nostro dovere, abbiamo cancellato sprechi per 400 milioni di euro ogni anno e non vogliamo tagliare i servizi. E’ giusto, e infatti lo stiamo facendo, a volte più del Governo. Speriamo che questi nostri sforzi non
vengano vanificati.

Con questi tagli molte Regioni rischiano di entrare in disavanzo o di non poter tagliare le tasse, così come nel caso del Lazio. Finalmente la nostra Regione è alla vigilia dell’uscita dal commissariamento della sanità e della riduzione di Irap e Irpef ma se passassero questi tagli sarebbe vanificata la possibilità di abbassare le tasse. Così la lealtà dei rapporti istituzionali si logora perché i livelli di governo eletti a suffragio universale vengono sottoposti a un metodo di assunzione di decisioni che entrano nel vivo della carne.

Siamo pronti al confronto che però deve essere chiaro. Nessuno si sottrae a una volontà di rilancio del sistema Paese: tutto questo, però, deve essere fatto nella chiarezza dei messaggi che vanno dati ai cittadini e nell’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Tutti dobbiamo gestire le risorse che abbiamo a disposizione per produrre delle politiche di spesa compatibili, altrimenti è come  vi invitassi tutti a cena e facessi bella figura perché tanto paga qualcun altro.

In questa fase non siamo chiamati a condividere il raggiungimento di obiettivi di finanza pubblica dettati dalla Ue ma a finanziare scelte politiche che non abbiamo preso ma il Governo, prima con la vicenda degli 80 euro, a cui le Regioni hanno detto sì, e ora con provvedimenti condivisibili o meno che non stanno negli obiettivi strategici di finanza pubblica dell’Ue. 

Le Regioni hanno tutta la volontà di contribuire ma bisogna partire da un principio di rispetto.  Lo abbiamo fatto in diverse occasioni, come quando le Regioni si sono rese disponibili a sostenere lo sforzo degli 80 euro pur non avendolo deciso per la quota di 700 milioni indicata dal Governo. Noi abbiamo innanzi tutto un dovere che è quello di difendere i cittadini dei loro territori. Questo lo vogliamo portare avanti con la massima serenità, voglia di dialogo e, per quanto mi riguarda, anche condivisione di politiche di sviluppo auspicabili. Bisogna però che chi annuncia politiche di riduzione fiscale abbia anche le risorse per coprirle, non chiedendo ad altri di farlo.


Tag: Blog
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