21 ottobre 2014 Negli ospedali tagliamo 400 posti da primario, investiamo sui servizi Per razionalizzare la spesa stiamo provvedendo anche a tagliare 400 primari nelle strutture sanitaire della nostra Regione. Applichiamo così quanto previsto dal decreto Balduzzi, che richiede di rispettare il rapporto di 17,5 posti letto per unità operativa complessa

di Mauro Evangelisti, Il Messaggero, 21 ottobre 2014

Operazione spending review per  razionalizzare la spesa sanitaria:  scatta il taglio di quattrocento  primari dei 1.123 che operano nella  sanità del Lazio. Il provvedimento, già studiato un anno fa, diventerà operativo con gli atti  aziendali delle Asl che dovranno  essere presentati dai direttori generali  tra meno di un mese. Si  tratta di una sforbiciata importante  sul numero totale dei primari  degli ospedali di Roma e del  Lazio.

La parte più significativa, ovviamente, riguarda le strutture della Capitale. Alcuni numeri per comprendere il peso di ciò che si sta mettendo nero su bianco: secondo gli ultimi dati disponibili,  nel Lazio vi sono 1.123 unità  operative complesse (vale a dire  reparti guidati da un primario). La Regione deve applicare quanto previsto dal decreto Balduzzi,  che richiedeva di rispettare  il rapporto di 17,5 posti letto per unità operativa complessa.

Dunque, bisognerà portare quella  cifra a 722, che significa una riduzione  di 401 unità. L`aveva detto anche il governatore del Lazio,  Nicola Zingaretti, nell’intervista  rilasciata al Messaggero sul tema dei tagli alle Regioni indicati dalla  manovra del Governo: «Noi  stiamo facendo già moltissimo in
tema di spending review, di eliminazione  degli sprechi. E stiamo  per tagliare 400 primari».

C’è  una domanda però: cosa succederà  a coloro che attualmente ricoprono il ruolo di primario nelle unità operative complesse che saranno  eliminate? Un terzo di questi  posti, in realtà, sono ricoperti da «facenti funzioni» a cui non sarà rinnovato l’incarico; gli altri  saranno riutilizzati sempre all’interno
del sistema sanitario nazionale.

Altro tassello: la riduzione delle  unità operative semplici, che secondo  le stime della Regione sarà di altre 300 unità. Il piano era stato  già illustrato un anno fa, ma  ora i direttori generali sono chiamati all’applicazione pratica e  nel dettaglio (Asl per Asl, ospedale  per ospedale). Sempre per ottenere risparmi e razionalizzazioni  -ma l`operazione era partita  prima dei nuovi tagli del Governo – la Regione sta anche andando  verso la fusione di due Asl importanti  come la E e la A.

Il processo dovrebbe esaurirsi in un  anno e terrà conto del fatto che l`Asl Roma A, quella del centro, non ha più un ospedale nel suo  territorio, se non il Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina (che però è un ospedale privato religioso convenzionato). La E, invece, copre  il territorio a nord-ovest di Roma ed ha, nelle sue competenze,  l’Ospedale Santo Spirito.  Un’altra razionalizzazione in corso porta alla fusione dello Spallanzani con l’Istituto nazionale  dei tumori Regina Elena e l’Istituto dermatologico San Gallicano.

In vista della cura dimagrante chiesta dal governo, l`assessore regionale al Bilancio, Alessandra Sartore sta guardando anche in altre direzioni. Sul previsionale  2015 si parla di tagli del 40%. Sono pronte alcune leggi taglia-costi  (i consorzi di bonifica, i consorzi  industriali, l`unificazione  delle società dei trasporti). In  Consiglio si interverrà sui vitalizi,  che oggi pesano 19 milioni  l’anno.


Tag: Blog
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