3 settembre 2014 Assegniamo terre pubbliche ai giovani: le storie di chi ha vinto il bando della Regione Lavorare duro, recuperare terreni incolti e alberi spogli, avviare una nuova produzione e creare occupazione. Due dei vincitori del bando "Terre ai Giovani" da oggi possono iniziare i loro nuovi progetti che stanno rendendo il Lazio un modello di innovazione per tutta Italia. Qui lo racconta Mauro Favale per Repubblica

di Mauro Favale, la Repubblica, 3 settembre 2014

Francesco Ippoliti ha 35 anni e ha già ben chiaro quello che c’è da fare: “Bisogna sfalciare l’erba attorno alla pianta, potarla, zappare a fondo”. Lavorare duro almeno per un anno intero, forse due, recuperare 200 alberi di ulivo antichi ma ormai spogli. Poi, dal terzo anno dovrebbe iniziare la produzione. Se sei fortunato anche dal secondo”. Credere nella terra, più che “tornare alla terra”. Vale per lui, giovane imprenditore agricolo con qualche anno di esperienza sulle spalle, e vale per la Cooperativa “Officina del gusto”, i primi due vincitori del bando “Terre ai giovani”, i “pionieri” di un’iniziativa alla quale ognuno ha partecipato con uno spirito diverso.

“Una scommessa con un amico”, racconta Francesco. “Una speranza di futuro per i nostri giovani”, spiega invece Cesare Manfredi che di anni ne ha 54 anni, figlio e nipote di agricoltori, che per i “piccoli” della sua cooperativa si è imbarcato in questa impresa. Nove soci, 5 adulti, quattro giovani sotto i trent’anni, tra cui due ragazze. Martina Buceti ieri mattina era in Regione a raccogliere il premio per lei e per i suoi amici:15 ettari di un ex vigneto ormai incolto nel Viterbese.

Ventotto anni, una laurea in Relazioni internazionali, Martina si occuperà della parte che riguarda i rapporti della cooperativa con l’estero. Perché l’obiettivo è quello di creare un prodotto “finito”, a partire dalla coltivazione di nocciole e grano saraceno. Lì dove un tempo si faceva vino, infatti, dovrebbero nascere 4 ettari di noccioleto (la “tonda gentile” del viterbese) e 6 di grano saraceno. I cinque ettari restanti rimarranno per ora a superficie boschiva. Ma non è escluso che si possano tentare altre coltivazioni. “A seconda delle richieste del mercato”, sottolinea Martina. Intanto, però, grazie alle specificità degli altri soci su quegli ettari, un passo per volta, dovrebbe nascere un’azienda agricola capace di produrre dalle nocciole l’olio, il pesto, una crema di cioccolata, degli snack e, dal grano, pasta e merendine senza glutine. “Così potrò mangiarle anch’io che ho una marea di intolleranze”, spiega. Prima della fine degli studi, ha capito che quello che voleva fare “da grande” era comunque legato all’agricoltura.

Lei quel terreno nel comune di Proceno ancora non l’ha visto. “Ci andrò prestissimo, non vedo l’ora di partire”. Per Martina è il primo “lavoro vero” in un settore che vede impegnate nel Lazio poco meno di 100mila aziende, un terzo delle quali a conduzione femminile. Degli oltre 600mila ettari di terreno coltivato, circa 83mila sono riservati al biologico.

Così accadrà per l’area assegnata alla Cooperativa “Officina del Gusto” e così sarà anche per l’olio che produrrà Ippoliti, l’altro vincitore. Lui un’azienda agricola ce l’ha già e con un amico commercialista ha preparato un progetto di recupero di quei 7 ettari in località Meana, in provincia di Roma: “C’era un oliveto abbandonato da parecchi anni e ora proveremo a recuperarlo”. Ci vorranno un paio d’anni. “Ma il bello è anche questo – confessa – prendere una cosa da zero e farla valere”. Ancora quanto non lo sa. Sa, però, che all’inizio ci vorranno almeno duemila ore di lavoro per “ricaricare” quegli ulivi. E questo significa anche occupazione.

“Io nell’agricoltura ho sempre creduto – spiega – e in questi anni sempre più italiani vengono a chiedermi di essere impiegati”. Nessuno, al momento, può prevedere quanti (e in quanto tempo) posti di lavoro verranno creati. “Noi adesso partiamo – dice Manfredi, il presidente della cooperativa – se riusciamo a fare tutto quello che abbiamo detto, dalla coltivazione alla produzione, dal laboratorio di trasformazione alla vendita, l’occupazione si crea”. “Perché se la terra la curi – ricorda Ippoliti – alla fine ti ripaga”.


Tag: Blog
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