23 maggio 2014 Con Napolitano per ricordare insieme agli studenti gli anni bui del terrorismo Oggi al Teatro Argentina di Roma c’è stato l'ultimo incontro dell'iniziativa 'Il terrorismo raccontato ai ragazzi', un progetto che ci sta molto a cuore, a cui hanno partecipato 47 scuole, 100 docenti e 2.000 studenti delle scuole superiori

In questi mesi, partendo dal bel libro, di Giovanni Bianconi, “Figli della notte” abbiamo permesso a 47 scuole del nostro territorio, con oltre 100 docenti e 2000 studenti coinvolti, di conoscere le vite di uomini, donne e famiglie che negli anni più duri della violenza politica e del terrorismo hanno pagato in prima persona, con la vita dei propri  cari, la battaglia per difendere la libertà di tutti.

Per riaffermare i valori della nostra democrazia di fronte a chi voleva negarli e, per questo, uccideva.

Il successo di questi incontri ci ha convinto a ripetere e ampliare questo progetto che torneremo a proporre anche il prossimo anno, presentando nuove figure e nuovi temi su cui riflettere. Lo faremo per due motivi: il primo è riaffermare il valore della memoria collettiva, a partire, come Lei, Presidente, ci ha insegnato in questi anni, dalla disponibilità a un esercizio antiretorico di ricostruzione lucida, puntuale e realmente condivisa della nostra storia recente, anche attraverso la promozione di un confronto pubblico sulle sue pagine meno esplorate.

Perché un Paese che non coltiva la propria memoria è un Paese più fragile.

È un Paese che, esattamente come un individuo, rischia di diventare un malato.

Un essere umano che non ha memoria è una persona insicura che non apprende da sé stesso, dai suoi successi e dai suoi errori, agisce d’istinto proprio perché non ricorda e non riconosce il proprio posto nel mondo, lo stesso vale per le comunità e i cittadini. Un Paese senza memoria è un Paese insicuro che non capisce perché determinati avvenimenti accadono e non ha termini di paragone cui fare riferimento. Un Paese che ha una memoria forte è, al contrario, un Paese più forte e sicuro di sé anche nell’affrontare le sfide del presente, perché può trarre insegnamento dalla sua storia, ed evitare che le circostanze del passato possano ripetersi.

Per questo, per ricordare le vittime che, anche nella nostra città e nella nostra Regione, hanno pagato con la vita la follia della violenza politica, abbiamo realizzato una pubblicazione che sarò distribuita a tutti i partecipanti a questa giornate e che, riproponendo i testi di un volume curato alcuni anni fa dalla Presidenza della Repubblica, racconta le loro storie, il loro impegno per la democrazia e le loro vite.

La seconda ragione per cui abbiamo creduto molto in questo progetto è riaffermare il valore della nostra democrazia, quella per cui tante persone hanno dato la vita, e che non deve essere mai considerata in modo burocratico, come un bene acquisito per sempre, ma deve essere vissuta come un orizzonte da conquistare ogni giorno, rinnovando una scelta individuale e collettiva, come comunità che si riconosce in un campo di valori, di responsabilità e speranze, di diritti e di doveri.

È importante, allora, tornare a parlare di quegli anni, perché la storia del sconfitta del terrorismo è, certo, una storia fatta di inchieste giudiziarie, segnata dall’impegno delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della magistratura per smantellare la rete della violenza politica. Ma quella sconfitta non sarebbe mai stata possibile senza il sostegno di una reazione democratica, civile, popolare e diffusa; e senza la lungimiranza di statisti, come Aldo Moro – la cui scomparsa abbiamo ricordato pochi giorni fa, e di cui oggi torneremo a parlare – che in quegli anni, di fronte alla sfida di chi negava la democrazia e i suoi valori, seppero osare nuovi spazi di democrazia, includendo nuove forze sociali nella sfera dei diritti e allargando a nuovi soggetti l’esercizio del potere.

Attraverso il Progetto ABC – Arte Bellezza Cultura – siamo molto impegnati nei percorsi di recupero della memoria insieme alle scuole della nostra Regione. Nei nostri progetti sul terrorismo, su Cinema e Storia, sui Luoghi di Moravia, così come nel Viaggio della Memoria che anche quest’anno ci ha portato a visitare il campo di Auschwitz insieme a oltre 400 ragazzi e ragazze, abbiamo incontrato e ci siamo confrontati con una generazione straordinaria. Giovani Persone libere, aperte, curiose. Giovani italiani che Lei oggi, qui, Presidente, con la sua presenza incoraggia ad andare avanti per costruire un Paese migliore.


Tag: Blog
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