13 giugno 2017 Una serata insieme ai sopravvissuti della Shoah Nel corso della serata presenteremo due documentari e potremo ascoltare ancora una volta le parole di alcuni testimoni che in questi anni sono tornati assieme a noi nei luoghi dove furono deportati oltre 70 anna fa. I protagonisti dei documentari sono loro, i testimoni. Ma protagonisti sono anche i ragazzi che hanno partecipato in questi anni ai Viaggi della Memoria

Sono ormai 10 anni che partiamo assieme ai ragazzi e ai loro professori per il “Viaggio della Memoria” in Polonia nei campi di Auschwitz e Birkenau. Abbiamo iniziato alla Provincia di Roma e proseguito poi alla Regione, portando in quei luoghi della memoria e del dolore oltre 5 mila studenti provenienti da più di 200 scuole di tutto il Lazio. Migliaia di nuovi occhi aperti sul baratro di orrore dei campi di sterminio, sulle storie di tanti che ci hanno lasciato troppo presto.

Racconteremo questa esperienza, sempre così intensa e toccante domani sera, 14 giugno, alle ore 20,00 al Centro Ebraico Italiano, in via dell’Arco de’ Tolomei 1, a Roma. Nel corso della serata presenteremo due documentari e potremo ascoltare ancora una volta le parole di alcuni testimoni che in questi anni sono tornati assieme a noi nei luoghi dove furono deportati oltre 70 anna fa. I protagonisti dei documentari sono loro, i testimoni. Ma protagonisti sono anche i ragazzi, la commozione visibile sui loro volti e l’eco fortissima prodotta dal dolore di chi provò sulla propria pelle la furia disumana e la violenza del nazifascismo. Una pagina del nostro passato da non dimenticare.

“Ho capito che non volevo che voi vedeste quello che hanno visto i miei occhi”, dice Sami Modiano alla fine di uno dei due documentari, rivolgendosi ai ragazzi. Abbiamo immaginato l’incontro di mercoledì innanzitutto come una forma ringraziamento, una festa, un abbraccio collettivo verso chi si è dato la missione di aiutarci a conoscere e non ha mai smesso, in tutti questi anni, di scuotere le nostre coscienze con racconti, ricordi e frammenti della propria vita segnata dall’esperienza della deportazione e dai sensi di colpa di essere riuscito a salvarsi, di essere tornato da un viaggio senza ritorno.

Dobbiamo tantissimo a chi – uscito vivo da quell’inferno – ha voluto ripercorrere quei luoghi e mostrarci una dimensione così intima e dolorosa: le cicatrici, gli affetti scomparsi e gli enormi vuoti lasciati per sempre dall’esperienza della deportazione. Vogliamo quindi esprimere loro la nostra gratitudine, ma anche ribadire con forza la necessità di un percorso di coscienza collettiva che si alimenti continuamente di nuova memoria, con il passaggio di testimone tra chi c’era e i cittadini del nuovo millennio. Quella del ricordo della barbarie nazifascista e della persecuzione razziale è una catena che va tenuta intatta e custodita come un bene prezioso e irrinunciabile, anche perché – ne abbiamo purtroppo conferma ogni giorno – molto più fragile di quanto pensiamo.


Tag: Blog
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