30 giugno 2014 Il testo unico sul commercio: semplifichiamo la vita delle aziende e dei cittadini L’avevamo detto e abbiamo mantenuto il nostro impegno. Finalmente la Regione avrà una sola legge sul commercio. Eliminiamo vincoli e oneri burocratici, garantiamo tempi certi agli operatori, tuteliamo i beni e i luoghi di valore storico, artistico e architettonico, l’ambiente urbano, la mobilità, la sicurezza, la salute, i diritti dei lavoratori. Scopri qui tutte le novità

Fino ad oggi cittadini e imprese hanno dovuto fare i conti con una serie di norme complicate e inutili: carte bollate, spese, burocrazia. L’avevamo detto e abbiamo mantenuto il nostro impegno. Per la prima volta nella storia il Lazio avrà una sola legge sul commercio. In questo modo semplifichiamo la vita di aziende e  cittadini , rilanciamo lo sviluppo e rendiamo la nostra Regione più vicina alle imprese.

Un unico testo con meno leggi e meno articoli: in particolare eliminiamo sei leggi che riguardano vari aspetti del commercio nel Lazio e cancelliamo più di 150 articoli: oggi sono oltre 300, ne resteranno solo 124. È una riforma attesa da oltre dieci anni. Appena sarà approvato, il testo inizierà  il suo percorso in consiglio regionale.

Tanti i provvedimenti previsti: eliminiamo vincoli e oneri burocratici, garantiamo tempi certi agli operatori. E poi tuteliamo i beni e i luoghi di valore storico, artistico e architettonico, l’ambiente urbano, la mobilità, la sicurezza, la salute, i diritti dei lavoratori.

Qui scopri maggiori dettagli su cosa prevede il testo.

Semplificazione

Meno burocrazia e più efficienza.  Il nuovo Testo prevede anche l’utilizzo della Scia, la segnalazione certificata inizio attività, per una serie di procedure che interessano le imprese. Dall’avvio al trasferimento dell’attività, fino all’ampliamento e alla modifica del settore commerciale: tutto questo riguarda gli esercizi fino a 400 mq. L’utilizzo della Scia è previsto anche per attività  che prevedono la somministrazione di alimenti e bevande, escluse le aree sottoposte a tutela.

Un unico punto di accesso per tutte le procedure amministrative. Tutte le imprese utilizzeranno Il Suap, lo sportello unico delle attività produttive, un sistema uniforme su tutto il territorio. Realizzeremo una piattaforma telematica unica che sarà a disposizione dei Comuni. E poi promuoviamo accordi e convenzioni per la costruzione di una banca dati condivisa con altre PA. In questo modo possiamo standardizzare i procedimenti e unificare la modulistica in formato elettronico.

Tempi certi e procedure più snelle per le Conferenze dei Servizi. Il Testo prevede anche l’eliminazione del parere regionale vincolante per l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento dei grandi mercati rionali. E non solo: laddove le norme lo consentano, prevede anche il rilascio contestuale del titolo edilizio e di quello commerciale nel caso di avvio di medie e grandi superfici di vendita. E poi non ci sarà più la possibilità di rilasciare autorizzazioni in deroga.

Decentramento ai Comuni e programmazione

Più funzioni e competenze ai Comuni. In particolare, trasferiamo alcune importanti funzioni su mercati, commercio su aree pubbliche e somministrazione. A Roma Capitale, tra l’altro, passeranno anche altre funzioni. Qualche esempio: la programmazione urbanistica e commerciale, la somministrazione, il trasferimento e l’ ampliamento di grandi e medie strutture di vendita. In particolare:

Eliminiamo le autorizzazioni in deroga. Con il nuovo Testo superiamo infatti il modello attuale di programmazione.

Affidiamo ai comuni la programmazione territoriale. Avverrà sulla base di indirizzi precisi e di criteri regionali qualitativi e urbanistici.

No al consumo di suolo. Il cambio di destinazione d’uso di aree non commerciali e l’ampliamento di strutture esistenti  non saranno più consentiti finché non saranno approvati i criteri regionali sulla programmazione territoriale, e fino a quando i comuni non avranno provveduto con l’adeguamento.

Arrestiamo la proliferazione fuori dalle regole delle grandi strutture. È un problema reale: dal 2001 a oggi nella nostra Regione sono stati autorizzati 1.174.000 mq di superfici: l’81% di questi in derogaper un totale di 99 nuove strutture e 27 richieste di ampliamenti.

Innovazioni

Sosteniamo la formazione di reti di impresa di vicinato. Lo facciamo con diversi incentivi, in particolare per la gestione di servizi comuni, per interventi di riqualificazione e arredo urbano e per migliorare la sicurezza. Per incentivare la nascita e il consolidamento delle reti d’impresa  stanziamo 15 milioni di euro per il prossimo triennio. Tra le altre cose promuoviamo anche l’autonomia finanziaria dei comuni, a cui diamo la possibilità di investire in diversi progetti parte delle imposte prodotte dalle reti di impresa.

Salvaguardiamo i locali storici come botteghe, librerie, teatri e cinema. Stanziamo 3 milioni di euro per un fondo apposito con cui garantiamo l’accesso al credito agevolato da parte dei locali e delle botteghe storiche. Abbiamo stabilito anche i requisiti necessari: 70 anni continuativi per attività di particolare valore storico-artistico, architettonico o di artigianato, 50 anni per le botteghe d’arte e 50 anni continuativi con la stessa tipologia di vendita per le attività di commercio, somministrazione, artigianato o miste, compresi cinema, teatri e librerie.

Punti di primo soccorso nelle strutture e nei centri commerciali superiori ai 10.000 mq. In questo modo garantiamo la sicurezza e la salute dei cittadini e dei lavoratori. Indicheremo con un regolamento apposito modalità e scadenze entro cui le strutture dovranno adeguarsi a questa norma.

Sosteniamo gli esercizi di vicinato con regole più semplici per sviluppare le attività anche attraverso l’accorpamento di locali contigui o l’ampliamento della superficie, con una semplice Scia: fino a 250 mq per i Comuni sotto i 10.000 abitanti e fino a 400 mq per tutti gli altri.

Aboliamo il principio di equivalenza. Diamo pieni poteri ai comuni in materia di commercio sulle aree pubbliche. Da oggi non esistono più le norme regionali che impedivano a un Comune di spostare camion bar da strade e piazze di pregio. Tra le altre cose il testo prevede vieta il commercio itinerante nei centri storici dei Comuni superiori a 30.000 abitanti. I Comuni potranno anche individuare altre aree dove estendere il divieto. E poi potranno individuare appositi spazi all’interno dei mercati da destinare al consumo e alla somministrazione di prodotti alimentari.

Maggiori servizi per distributori: dalla vendita di alimenti, a tabacchi e bevande. I Comuni potranno anche introdurre limitazioni all’utilizzo continuativo e senza assistenza degli impianti self service all’interno dei centri abitati. E poi sono previsti incentivi per dotare i nuovi distributori di impianti di erogazione di Gpl e metano. E per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

Nuove possibilità per le edicole  Con il nuovo testo consentiamo anche alle edicole di vendere bevande imbottigliate e prodotti alimentari non sottoposti a particolare forma di conservazione. Sarà possibile entro il limite massimo del 30% della superficie disponibile all’interno del punto vendita.

Contrasto all’abusivismo commerciale e alla contraffazione. Lo facciamo in diversi modi: attraverso la promozione di protocolli d’intesa con Comuni, reti d’impresa, associazioni e autorità prefettizie, finanziando campagne, azioni e progetti di educazione per i consumatori, promuovendo specifici progetti proposti dalle reti di impresa.

Accordi sugli orari di apertura delle strutture. Li definiamo su base volontaria  in ambito comunale o sovracomunale in modo che siano coerenti con le esigenze delle città, delle imprese e dei lavoratori. Con questo provvedimento discipliniamo anche la possibilità di aprire nel territorio i Temporary Store, attività di vendita della durata massima di 30 giorni. E poi abbiamo stabilito la definizione dei saldi invernali ed estivi: non più con una legge regionale, ma con una delibera di Giunta. I saldi potranno durare al massimo 6 settimane per ciascun periodo.

Utilizziamo organicamente i fondi europei. È la prima volta che accade nella nostra Regione: con la nuova programmazione 2014-2020 vogliamo sostenere le forme di e-commerce delle attività commerciali già presenti nel territorio;  sviluppiamo le aree mercatali ecologicamente attrezzate e valorizziamo l’innovazione dei sistemi imprenditoriali locali e territoriali.

Con il testo unico semplifichiamo la vita a chi fa commercio e a chi vuole entrare nel mondo del commercio, è un’altra promessa che abbiamo mantenuto, e anche un segno di quanto il Lazio stia cambiando la sua fisionomia.


Tag: Blog
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