4 agosto 2014 Torno Subito: il Lazio scommette sui giovani talenti Un modo intelligente per mettersi in mezzo a quella che altrimenti è per molti giovani la scelta secca tra l’uscire senza sapere se e quando tornare e il rimaner sospesi in quel limbo di disoccupazione con conoscenza che caratterizza un’ampia fascia della disoccupazione giovanile. Oltre al biglietto di andata e ritorno i giovani riceveranno una borsa di studio-lavoro di 1.200 euro per chi va negli Usa, mille per chi va in Danimarca, 800 per chi andrà a Milano, che servono a coprire le spese per un massimo di 8 mesi

di Aldo Bonomi, da ‘Il Sole 24 Ore’, 3 agosto 2014

Le frontiere e il loro attraversamento da parte della moltitudine sempre più impatta nei miei Microcosmi. Nell’ultimo anno mi sono occupato di quell’umanità dolente che, sospinta dalla vita nuda a rischio di guerre e carestie, si fra profuga e apolide verso la terra promessa attraversando il Mediterraneo.

Il destino, per chi ce la fa, è spesso di andare ad ingrossare l’esercito di riserva del lavoro servile. Al polo opposto attraversano le frontiere quelli che, dotati di competenze incorporate nella nuda vita, cercano di mettere al lavoro il sapere, la tecnica, nel lavorare comunicando e ricercando, apprese nelle nostre scuole e università.

Come ricordato nel rapporto Censis del 2013, nel 2012 erano oltre 1o6mila gli italiani andati a risiedere all’estero negli ultimi 10 anni, dei quali il 28% nel solo periodo 2011-12. Di tutti questi oltre la metà (54%) sono under35. Sempre secondo il Censis 1,1 milioni di famiglie italiane avevano un loro componente residente all’estero. Nel dialogo generazionale risuona l’antico adagio «mamma, mamma, dammi cento lire che in America voglio andar».

E chi non ricorda l’amara e provocatoria lettera al figlio del grand commis Piero Celli che lo invita ad un esodo senza ritorno dal nostro Paese. Per questo mi ha colpito il progetto «Torno subito» della Regione Lazio che rovescia l’adagio popolare e innerva con tracce di speranza il pessimismo di papà Celli.

Lunedì scorso il presidente Nicola Zingaretti ha incontrato a Roma i 50o giovani selezionati dal bando regionale. Si dà la possibilità a laureati e laureandi di scegliersi un`impresa, un’istituzione universitaria o un centro di ricerca, localizzati ovunque in Italia e nel mondo, presso cui non solo fare una work experience e acquisire conoscenze, ma anche tessere reti lunghe da riannodare al territorio di partenza in una seconda fase.

È un modo intelligente per mettersi in mezzo a quella che altrimenti è per molti giovani la scelta secca tra l’uscire senza sapere se e quando tornare e il rimaner sospesi in quel limbo di disoccupazione con conoscenza che caratterizza un’ampia fascia della disoccupazione giovanile. Oltre al biglietto di andata e ritorno i giovani riceveranno una borsa di studio-lavoro di 1.200 euro per chi va negli Usa, mille per chi va in Danimarca, 800 per chi andrà a Milano, che servono a coprire le spese per un massimo di 8 mesi.

Al loro ritorno nel Lazio avranno un reddito da cittadino in formazione di 400 euro peri 4 mesi di inserimento lavorativo. Interessante scavare in questo piccolo campione di under 35 anni per lo più 25-30 anni, in maggioranza costituito da ragazze (63%), che avranno come destinazione altre regioni italiane (48%) o uno dei 51 paesi nel mondo scelti dai giovani protagonisti. Nella fase di ritorno l`81% opererà in provincia di Roma, il resto nelle restanti province del Lazio e nei comuni del territorio.

Al di là dei numeri ciò che colpisce sono gli ambiti tematici verso i quali si sono indirizzate le scelte dei vincitori del bando. Temi da nuovo sviluppo che verrà: ambiente, beni culturali, cooperazione internazionale, sanità, architettura e ingegneria. E anche i luoghi scelti e alcune microstorie.

Così G.M., biologa di 27 anni si occuperà a Genova e Roma dei cambiamenti della fauna marina determinati dal global warming per identificare precocemente batteri nocivi per l’ambiente e la produzione ittica del litorale laziale. B.C., laureanda in Scienze Ambientali, porrà a frutto le sue competenze in gemmo-logia nel campo orafo, prima a Firenze e poi a Roma, mentre S.R., architetta, andrà a studiare la gestione degli orti urbani a Seattle per poi supportare lo sviluppo della rete del Comune di Roma. C’è poi G. P., laureata in giurisprudenza, che si recherà a San Francisco per acquisire conoscenze legali in materia di mecenatismo internazionale a sostegno del patrimonio artistico da sperimentare successivamente al Maxxi di Roma.

Interessante poi il fatto che tra i vincitori non manchino i nati all’estero. F.T. laureando in medicina nato in Camerun, si recherà nel paese di origine presso il Centro di Salute Mombo per avviare un processo di trasferimento tecnologico a basso costo, ma ad alto valore sanitario, per la diagnostica di malattie parassitarie, al suo ritorno porterà la sua esperienze al policlinico dell`Università Tor Vergata. A.X., laureata in lingue, di origine albanese andrà a in Bolivia ad occuparsi di supporto alle popolazione indigene nello sviluppo di attività artigianali.

Mi pare un uso intelligente dei fondi europei, e va evidenziato che le risorse provengono dal fondo sociale 2007-2013 che la Regione Lazio rischiava di perdere, non avendole utilizzate.


Tag: Blog
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