17 maggio 2012 Un benvenuto di pace a Gilad Shalit Un benvenuto di pace a Roma per Gilad Shalit, prigioniero di Hamas per 1941 giorni che, appena rilasciato nell’ottobre scorso, lanciò un importante messaggio di collaborazione tra israeliani e palestinesi. La sua visita è una festa per la libertà e un segnale dell’impegno che le nostre Istituzioni e il nostro territorio assumono per rilanciare il cammino di pace in Medioriente

Nel 1997, quando era solo un bambino di 11 anni e frequentava la classe V B della Scuola Elementare Maale Ha Galil, nella Galilea Occidentale, Gilad Shalit scrisse una bellissima favola sulla pace, che è stata successivamente tradotta in italiano, e che nei prossimi mesi metteremo a disposizione di tutte le scuole del nostro territorio, perché possa aiutare a riflettere su quanto avviene in quella parte del mondo così importante e che sentiamo così vicina.

“Quando lo squalo e il pesce si incontrarono per la prima volta” è una storia che racconta, con le parole e l’ingenuità di un bambino, la scoperta dell’amicizia, il superamento delle differenze (mamma-squalo e mamma-pesciolino che, inizialmente,impediscono ai figli di frequentarsi e solo alla fine saranno convinte che due piccoli nati per essere nemici, possano, invece,convivere, e giocare insieme, senza per forza uccidersi). È una storia sul desiderio e la possibilità della pace attraverso l’apertura all’altro e la curiosità per il diverso.

È con grande emozione, ma soprattutto con questa speranza, che oggi Roma accoglierà e festeggerà il suo concittadino Gilad Shalit. Tutte le Istituzioni Locali romane hanno accompagnato e sostenuto in questi anni l’impegno di Noam e Aviva, genitori splendidi, alla continua ricerca di una soluzione per ottenere la liberazione del figlio.

Gilad non ha dimenticato il suo sogno di infanzia quando, appena liberato nell’ottobre scorso, dopo 1941 giorni 4 ore e 45 minuti di prigionia nelle mani dei terroristi di Hamas, rilasciato solo in contropartita della liberazione da parte di Israele di mille detenuti palestinesi, ha auspicato “che questo scambio porterà alla pace tra israeliani e palestinesi e che rinforzi la collaborazione tra le due parti”

La sua visita porta, quindi, il segno inequivocabile della festa per la libertà ritrovata e dell’impegno che le nostre Istituzioni e il nostro territorio sono pronte ad assumere per rilanciare il cammino per la pace in Medioriente, per chiudere i troppi anni di violenze e lutti di cui sono vittime le popolazioni israeliane e palestinesi, e spingere la comunità internazionale, a partire dal quartetto formato da Onu, Usa, Russia e Ue ad uno scatto di responsabilità in direzione del rilancio del processo di pace, sulla base non della recriminazione sui torti o le manchevolezze, ma del riconoscimento di “due ragioni”: il diritto sacrosanto di Israele a vivere nella pienezza della sua legittimità, nella certezza del suo futuro e senza paura dei suoi vicini; il diritto, ad esso legato, dei palestinesi ad avere una patria e uno Stato indipendente.


Tag: Blog
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