8 febbraio 2013 Un nuovo inizio: i progetti per Rieti e il suo territorio Nella provincia di Rieti il tasso di disoccupazione nel 2007 era del 5,3%, il più basso tra le province laziali. Oggi è raddoppiato, arrivando al 10,6%. Vogliamo portare le imprese fuori dall’emergenza, e per questo apriremo un tavolo di confronto con le multinazionali del territorio. E vogliamo fare di Rieti la prima provincia italiana sostenuta esclusivamente da fonti rinnovabili

Rieti è la “capitale” del patrimonio naturalistico e paesaggistico del Lazio
Terra di montagne, riserve naturali, sorgenti e corsi d’acqua; ricca di testimonianze archeologiche, storiche e culturali stratificate nel tempo; terra di feste, tradizioni ed eccellenze enogastronomiche. Rieti ha vissuto un lungo periodo di sviluppo economico e crescita del benessere. Poi ha incontrato la crisi.

Uscire dall’emergenza
Negli ultimi cinque anni il valore aggiunto prodotto nella provincia si è ridotto in termini reali del 12,3%. Le molte crisi aziendali che si sono susseguite hanno coinvolto anche alcune tra le più importanti realtà produttive del territorio sconvolgendone gli equilibri occupazionali. Il tasso di disoccupazione era al 5,3% nel 2007, il più basso tra le province laziali; alla fine del 2012 si stima che sia raddoppiato, arrivando al 10,6%. Solo negli ultimi due anni le ore totali di cassa integrazione guadagni sono cresciute del 172%, la cassa integrazione straordinaria del 218%, la cassa integrazione in deroga del 364%. È una vera e propria emergenza economica e sociale.

La Regione la affronterà stando a fianco dei cittadini, dei lavoratori, delle imprese in difficoltà, degli enti locali. Ogni risorsa disponibile sarà dedicata al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali. Immediatamente, con risorse regionali e accordi col sistema bancario, creeremo le condizioni per riaprire l’accesso al credito alle imprese permettendo a quelle che hanno una domanda da soddisfare di continuare a produrre.

Vogliamo andare al cuore delle problematiche che hanno portato alle situazioni di crisi più gravi ed eclatanti. L’idea di aprire un tavolo di confronto con le multinazionali insediate sul territorio riguarda tutta la regione, ma inizieremo proprio da Rieti.

Rilanciare lo sviluppo: green economy, turismo, agricoltura
In questo quadro, è altrettanto urgente lavorare per creare le condizioni per costruire una nuova prospettiva, un nuovo modello di sviluppo che possa coinvolgere l’economia locale partendo dalle sue vocazioni reali.

La montagna rappresenta l’80% del territorio reatino, la collina il restante 20%. Non si può non iniziare da qui per elaborare una progettazione seria e credibile.

La montagna produce acqua, aria pulita, foreste, sicurezza idro-geologica, bio-diversità: ricchezze ambientali che contribuiscono al benessere di tutta la regione e che vogliamo mettere in condizione di generare anche valore economico. L’incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è un obiettivo strategico e obbligato, se vogliamo andare nella direzione dello sviluppo sostenibile che l’Europa mette in cima agli obiettivi da finanziare con i Fondi strutturali: la montagna di Rieti sarà centrale in questo senso. Possiamo fare di Rieti la prima provincia italiana sostenuta esclusivamente da fonti rinnovabili.

L’affermazione della green economy nella realtà locale deve coinvolgere tutti i comparti produttivi.

Naturalmente il turismo, riprendendo il progetto abbandonato dalla Giunta Polverini di rilancio della stazione sciistica del Terminillo e valorizzando le opportunità di diversificazione dell’attrattività turistica del territorio nelle sue componenti enogastronomica, ecologica, sportiva, artistico-culturale, storico-archeologica. L’istituzione del Parco fluviale del Tevere e dell’Aniene è un progetto preciso che guarda a questa concreta prospettiva.

E poi l’agricoltura con le sue innumerevoli eccellenze, a cominciare dall’olio DOP della Sabina: vogliamo sostenerla con la semplificazione amministrativa, favorendo la costituzione di consorzi e reti tra imprese, aprendo dei canali diretti con il sistema della ricerca regionale, accompagnandola su mercati esteri sempre più grandi e sempre più attratti dall’unicità delle nostre produzioni tipiche.

E ancora l’industria. Dobbiamo guardare alle potenzialità che ci sono sul territorio – come il distretto dell’innovazione di Rieti-Cittaducale e il Parco Scientifico e Tecnologico dell’Alto Lazio – per sviluppare nuove linee di produzione. Vogliamo promuovere nel Lazio distretti della green economy e distretti per il riuso e il riciclo dei rifiuti, ambiti di specializzazione nei quali, accanto alle imprese impegnate in produzioni verdi, possano trovare posto centri di ricerca, dipartimenti universitari e servizi delle amministrazioni locali che offrano una risposta concreta alla domanda di innovazione delle imprese. Crediamo in questa prospettiva e pensiamo debba trovare sostegno nel riconoscimento di Rieti come Area di crisi industriale complessa: per questo ci attiveremo con il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro per la coesione territoriale, la Provincia e i Comuni del reatino.

La modernizzazione delle reti
Naturalmente, oggi, ci sono alcune condizioni ineludibili per sostenere lo sviluppo. Dei 73 comuni della provincia di Rieti, solo 20 hanno una piena copertura del territorio con le reti telematiche a banda larga. Circa il 40% della popolazione del reatino è esclusa in misura parziale o totale dall’accesso a internet. Per questo prendiamo l’impegno di realizzare la piena e completa rimozione del digital divide.

Ma è la complessiva carenza di infrastrutture a penalizzare lo sviluppo della provincia. Posta uguale a 100 la dotazione infrastrutturale dell’Italia, quella media del Lazio è di 158,9 mentre Rieti è ferma a 53,6. I vincoli finanziari di cui soffre la Regione ci impediscono di promettere che colmeremo interamente questa differenza, ma in cima alla lista degli interventi da realizzare mettiamo l’adeguamento e la messa in sicurezza della Salaria insieme alla riorganizzazione del servizio autobus del Cotral: sono le risposte che dobbiamo dare ai circa 10.000 pendolari che ogni giorno raggiungono Roma per lavorare.

Una sanità vicina alle persone
La decisione della Giunta Polverini di declassare gli ospedali di Magliano Sabina e Amatrice a punti di primo soccorso e ambulatori ha lasciato alla provincia il solo presidio ospedaliero di Rieti. Tutta l’area della Bassa Sabina risente da sempre della mancanza di un ospedale e, più che al De Lellis di Rieti, la popolazione è costretta a fare riferimento all’Ospedale S.S. Gonfalone di Monterotondo o al Sant’Andrea di Roma. La popolazione del nord della provincia guarda ormai fuori dal Lazio per trovare risposta alle sue esigenze di cura.

Per questo, vogliamo rivedere la logica con cui sono state costruite le macro aree, per garantire i livelli  essenziali di assistenza sui territori, e vogliamo realizzare un nuovo modello di sanità diffusa sul territorio, realizzando le Case della salute, anche come punti di primo soccorso, sviluppando l’assistenza domiciliare, valorizzando gli studi associati dei medici di famiglia, per garantire, con l’insieme di queste misure, un’assistenza costante per ogni cittadino ogni giorno della settimana.


Tag: Blog
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