8 febbraio 2013 Un nuovo inizio: i progetti per Viterbo e il suo territorio Per favorire la ripresa dell’economia a Viterbo e nel suo territorio punteremo al rilancio delle piccole e medie imprese, del turismo e dell’agricoltura. Per questo riformeremo la legge sui distretti industriali. Finora la Regione Lazio è stata troppo lenta nel pagamento dei suoi fornitori in questo territorio: cambieremo anche questo. E poi dobbiamo mettere fine all’emergenza arsenico e iniziare un ciclo virtuoso dei rifiuti

La provincia di Viterbo è una zona di rara bellezza che nasconde tesori di grande valore storico e naturalistico. La valle del Treja, il borgo di Calcata, il lago di Vico e i monti Cimini raccontano l’identità di luoghi antichi, prediletti dai Papi e scelti dagli etruschi e dai romani. L’intero territorio conserva intatto il suo fascino, ma paga oggi le conseguenze di una forte crisi economica alimentata da una cattiva gestione delle risorse della provincia.

La recessione colpisce l’intera zona del viterbese, fa registrare un tasso di disoccupazione dell’11,2% nel 2011 e, secondo le ultime stime, destinato a superare il 13% nel 2012 e nel 2013.

Ad essere coinvolti sono tutti i comparti produttivi: commercio al dettaglio e grande distribuzione, servizi, meccanica, trasporti privati, carta, la filiera delle costruzioni. Il distretto della ceramica di Civita Castellana – la concentrazione industriale più importante della provincia – ha perso già la produzione di stoviglie; ora il 90% delle imprese del comparto sanitari ha lavoratori in cassa integrazione o mobilità.

Non possiamo e non vogliamo assistere all’impoverimento della Tuscia
La politica economica che vogliamo portare in Regione articola un ventaglio di strumenti per rilanciare l’economia locale.

Anzitutto arginando l’emergenza, con azioni di sostegno alla liquidità delle imprese e al reddito dei lavoratori in difficoltà. Contestualmente, con la concentrazione di tutte le risorse economiche e professionali disponibili per supportare le imprese nei processi di innovazione, negli investimenti in ricerca e sviluppo, nell’individuazione di soluzioni ecocompatibili per le produzioni locali, nella costruzione di reti, nel necessario percorso di ampliamento delle quote di export sul totale del fatturato. L’incremento della produttività e la progressiva apertura ai mercati internazionali sono strade obbligate per riportare la competitività delle imprese e l’occupazione su un crinale di crescita.

Quello della ceramica è un distretto industriale che ha storia e radici da rilanciare, ma che oggi vive una fase segnata dalla crisi di un modello di sviluppo e dall’assenza di una visione strategica, che penalizza anche le realtà più innovative che non trovano strumenti per crescere. Per favorire la ripresa delle produzioni di Civita Castellana riformeremo la Legge regionale sui distretti industriali, rivedendone i rigidi criteri di classificazione per farne strumento di sostegno strategico e finanziario, promozione e marketing, formazione per le aziende e i lavoratori, capacità di innovazione e internazionalizzazione.

La Regione Lazio è indicata dalle imprese del viterbese come la Pubblica Amministrazione più lenta nel pagamento dei suoi fornitori (oltre 16 mesi, in media). Noi porteremo l’esperienza e la capacità amministrativa di chi è riuscito sempre a saldare le proprie fatture in un massimo di 60 giorni. E poi prendiamo un impegno: trasformare la Regione in un “pagatore leale”, rinunciando da subito a emanare bandi che non abbiano piena copertura finanziaria.

La modernizzazione delle infrastrutture
Dobbiamo rimuovere i vincoli al benessere delle persone e allo sviluppo dell’economia. Nell’indice di dotazione infrastrutturale elaborato dall’Istituto Tagliacarne nel 2011, la provincia di Viterbo presentava un ritardo di 34 punti percentuali rispetto alla media nazionale. La ferrovia Roma-Viterbo è al secondo posto nella graduatoria delle peggiori tratte italiane stilata da Legambiente nel 2012. Il territorio aspetta da troppo tempo il completamento della superstrada Civitavecchia-Viterbo-Orte-Terni.

Dobbiamo fare i conti con una carenza strutturale di risorse finanziarie, ma ci impegniamo ad aumentare la capacità e a migliorare il servizio della ferrovia metropolitana Roma-Viterbo. Nei primi mesi di consiliatura adotteremo un Piano regionale della mobilità sostenibile e della logistica che individuerà le priorità di intervento sull’assetto delle infrastrutture. Ma vogliamo essere chiari sin da ora: il completamento della Civitavecchia-Terni è senza dubbio una priorità strategica per lo sviluppo dell’intera economia regionale e in quanto tale sarà in cima alla lista degli interventi. Valuteremo con attenzione anche l’impegno finanziario richiesto per il potenziamento della Cassia, strada che oggi non consente tempi di collegamento civili con Roma.

Il turismo e l’agricoltura: grandi risorse
Pensiamo che la provincia di Viterbo abbia enormi opportunità di sviluppo legate ai comparti del turismo e dell’agricoltura.

La Regione lavorerà per integrare l’offerta turistica del Lazio e allargare a tutto il territorio i vantaggi della capacità di richiamo che Roma ha in tutto il mondo. Viterbo ha il mare e i laghi (sui quali interverremo con un piano per la riqualificazione delle coste), le terme, il suo patrimonio naturale, storico e architettonico, la via Francigena: è ora di valorizzarne il potenziale economico.

Politiche e strumenti per la semplificazione amministrativa, nuovi servizi alle imprese, un utilizzo dei Fondi comunitari coerente con le vocazioni territoriali e organizzato per favorire il collegamento tra imprese e ricerca, sostenere la crescita dimensionale delle imprese e i loro processi aggregativi: sono queste le linee di intervento principali che svilupperemo per supportare le eccellenze agricole locali delle nocciole, delle castagne, dell’olio.

Risolvere l’emergenza arsenico
Ma né l’agricoltura, né il turismo, né la vita dei cittadini del viterbese possono andare avanti se non si affronta e risolve l’emergenza dell’arsenico nell’acqua. Un dramma che coinvolge ben 54 comuni sui 60 della provincia. Per questo la Regione assicurerà risorse finanziarie adeguate a garantire la potabilizzazione dell’acqua con il completamento e la messa in opera dei necessari impianti di dearsenificazione.

No ai rifiuti di Roma nella Tuscia
Alimenta uno scenario di progressiva marginalizzazione della Tuscia e di totale disinteresse per il suo valore ambientale anche la prospettiva di portare la spazzatura di Roma nell’impianto di trattamento di Viterbo. Una scelta che non avalleremo.

Come abbiamo dimostrato nel governo della Provincia di Roma, crediamo fermamente nella raccolta differenziata, peraltro già elevata nella provincia di Viterbo, e nell’autosufficienza dei territori nella gestione e smaltimento dei rifiuti che producono. Seguiremo questa strada anche realizzando un’adeguata impiantistica per il compostaggio e nuove isole ecologiche.

Una sanità vicina ai cittadini
Le politiche sanitarie intraprese dalla giunta Polverini stanno desertificando il territorio, distruggendo la rete dei servizi e gravando oltremisura sull’ospedale di Belcolle, che fatica ad assorbire l’utenza dei presidi lasciati chiusi o declassati, come nel caso di Acquapendente, Civita Castellana, Tarquinia. La distanza dall’ospedale di Belcolle da tutta l’area dell’Alta Tuscia, sta costringendo molti cittadini a curarsi nelle vicine Umbria e Toscana: un tipico esempio di inefficienza che pesa sulla vita dei cittadini e sui conti della sanità laziale.

Partendo dalla ridefinizione della macroarea instituita dalla Polverini, vogliamo costruire un modello completamente diverso per potenziare la sanità territoriale e la risposta di prossimità alle esigenze di cura. Creeremo un coordinamento tra i servizi sanitari – erogati a domicilio e nelle strutture residenziali – e i servizi di sostegno sociale alle famiglie. Punteremo sulle forme aggregative dei medici di famiglia che garantiscano una continuità assistenziale 24 ore al giorno e il collegamento con gli altri servizi del territorio. Apriremo Case della salute e Ospedali di comunità, strutture polivalenti dove ricevere assistenza amministrativa, cure primarie, visite specialistiche e dove i pazienti con patologie croniche e degenerative possano rivolgersi per i loro percorsi di cura.


Tag: Blog
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