6 febbraio 2013 Un patto istituzionale per cambiare la sanità del Lazio Con il Governo Bersani abbiamo una grande opportunità. Insieme vogliamo costruire un nuovo Patto Istituzionale per cambiare la sanità del Lazio, capace di raggiungere nei prossimi cinque anni 3 fondamentali obiettivi: affermare il merito e la trasparenza, costruire un sistema di valutazione efficace, riorganizzare i percorsi di cura

La sanità del Lazio rappresenta un grande tema nazionale. La mancanza di una politica regionale adeguata, l’opacità dei processi decisionali e di spesa, di cui gli scandali e gli sprechi emersi anche in questi mesi sono solo il fenomeno più evidente, e l’assenza di un modello organizzativo efficace, sono la cause del perdurante squilibrio finanziario, del progressivo impoverimento del sistema di cure, della crescente precarizzazione del lavoro.

Per uscire dall’emergenza, il Lazio è chiamato a costruire un nuovo modello di sanità, capace di coniugare il miglioramento della qualità dei servizi con la razionalizzazione della spesa per rimettere al centro delle politiche il diritto alla salute dei cittadini, obiettivo primario riconosciuto dalla nostra Costituzione.

Con il Governo Bersani abbiamo una grande opportunità. Insieme vogliamo costruire un nuovo Patto Istituzionale per cambiare la sanità del Lazio, capace di raggiungere nei prossimi cinque anni 3 fondamentali obiettivi:

Affermare il merito e la trasparenza.
Vogliamo agire immediatamente per cancellare sprechi e irregolarità, costruendo, nei primi mesi di governo, un sistema sanitario trasparente e libero dalle pressioni dei poteri organizzati e della politica. Le azioni prioritarie per raggiungere questo obiettivo saranno:
– Il rilancio della Centrale unica degli acquisti, che deve essere rafforzata nella sua struttura con l’utilizzo di competenze presenti nel personale della Regione Lazio e deve avvalersi delle best practice esistenti sul territorio.
– La meritocrazia di tutte le nomine, grazie ad una commissione “terza” che verificherà le candidature ricevute, sulla base dei migliori curricula disponibili, e selezionerà gli idonei tra i quali verranno scelte le persone chiamate a dirigere ASL e ospedali. Tutto in maniera trasparente e verificabile sui siti web della Regione.
– La costruzione del sistema OpenSanità per rendere disponibili su internet tutti i dati della sanità del Lazio, non solo sulla governance, ma sull’appropriatezza e l’esito del sistema di cure.

Costruire un sistema di valutazione efficace.
Entro il primo anno di governo vogliamo costruire un’efficace sistema di valutazione per dare certezza alla pianificazione sulla base di criteri oggettivi di monitoraggio e controllo degli obiettivi:
– riforma radicale della struttura amministrativa regionale chiamata a compiere questo lavoro
– ricognizione delle migliori esperienze presenti in Italia
– rilancio dall’Agenzia di Sanità Pubblica, oggi mortificata e incapace di valorizzare le professionalità presenti al suo interno, che invece dovrebbe diventare il moderno strumento di sostegno all’innovazione e monitoraggio della qualità della sanità del Lazio accessibile ai cittadini e in grado di controllare l’appropriatezza dei percorsi di cura

Riorganizzare i percorsi di cura.
Con l’approvazione del nuovo Piano Sanitario Regionale, vogliamo varare, entro il primo anno di governo, una riorganizzazione più equa e sostenibile della rete ospedaliera e un nuovo modello di cure territoriali, fondato su:

1. Studi associati di medicina generale con funzioni diagnostiche di base, pediatria e servizio infermieristico funzionanti 7 giorni su 7 per 12 ore al giorno

2. Case della Salute: strutture polivalenti e funzionanti 7 giorni su 7 per 12 ore al giorno, dove i cittadini potranno ricevere assistenza amministrativa, svolgere le cure primarie, anche di intervento rapido, accedere alla diagnostica (analisi, radiografie, ecografie), ai servizi specialisti, tanto medici quanto riabilitativi, ai servizi socio-sanitari.

3. Ospedali di comunità, rivolti ai pazienti con patologie croniche e degenerative per trattamenti di cure intermedie, in modo da alleggerire la pressione inappropriata sui posti letto per acuti e postacuti della regione.

Per raggiungere questi obiettivi il Lazio ha bisogno di un profondo rinnovamento della politica regionale ma anche di una nuova politica nazionale più attenta ai diritti e ai bisogni dei cittadini.

Insieme al Governo Bersani possiamo raggiungere alcuni fondamentali obiettivi:

1. in accordo con le altre Regioni italiane riteniamo fondamentale rivedere la logica che ha guidato fin ad oggi l’impostazione dei Piani di Rientro. Ciò non significa allentare la pressione del Governo sul rispetto degli obiettivi e del loro timing: vogliamo azzerare il deficit sanitario del Lazio che oggi viene pagato con una insostenibile pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese.

Ma, proprio per raggiungere questo obiettivo, è necessario che l’affiancamento e il controllo sia meno sbilanciato sul fronte dei costi, ma stia in equilibrio con l’attenzione che meritano i livelli di assistenza. Il governo regionale della salute deve rispondere non solo dell’applicazione delle disposizioni di razionalizzazione dei costi, ma anche degli sforzi che compirà per costruire un sistema di assistenza territoriale efficace. Perché solo da una riorganizzazione del sistema, e partendo da un’analisi dei fabbisogni, si producono risparmi strutturali e sostenibili. Per questo vogliamo ricontrattare un piano di rientro di cui la Regione Lazio torni ad assumersi pienamente la responsabilità e riorganizzare le funzioni e gli obiettivi della struttura commissariale, a partire dal ruolo dei sub commissari.

2. La valorizzazione del patrimonio in disuso e il varo di un piano nazionale di investimenti per la qualità e l’ammodernamento delle infrastrutture ospedaliere, rappresentano una grande occasione per migliorare l’efficienza dei servizi e rilanciare l’economia. La scelta di tornare a destinare risorse reali alla modernizzazione delle strutture che prestano servizi ai cittadini può rappresentare uno straordinario messaggio di fiducia nello Stato e nel suo operato sul territorio.

3. Vogliamo definire assieme al Governo e a tutti i soggetti interessati i nuovi protocolli di intesa per la gestione dei Policlinici Universitari

4. Infine, insieme al Governo vogliamo assumere un’altra grande sfida: quella di restituire dignità al lavoro di chi vive nella sanità. Medici, professioni sanitarie sono il cuore di un sistema sanitario efficiente. Soprattutto chi svolge funzioni di assistenza diretta al malato non può vivere nell’ansia di una crescente precarizzazione, perché molti degli obiettivi di innovazione dall’efficienza alla qualità e appropriatezza delle cure dipendono direttamente dall’esercizio dell’autonomia e responsabilità professionale.


Tag: Blog
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