21 dicembre 2011 Upter: apre la nuova sede Sei nuove aule per i corsi a studenti senza titoli di studio e limiti di età. Un buon esempio di come le istituzioni possono collaborare per un grande progetto di formazione permanente che conta a Roma più di 16mila iscritti

All’Istituto Duca degli Abruzzi di via Palestro 38 è stata inaugurata la nuova sede dell’Upter, l’Università popolare di Roma la cui offerta formativa è rivolta a soggetti esterni alle istituzioni scolastiche. La struttura – che sul territorio romano conta attualmente 16.000 iscritti (per lo più della terza età), per circa 50.000 ore di lezione – è inserita nell’ ambito di un protocollo d’ intesa stipulato tra la Provincia di Roma e la stessa Upter, che prevede la concessione all’ università di sei aule per l’anno scolastico 2011/2012 per realizzare attività didattico-culturali.

In questo modo vengono restituiti alla collettività spazi del patrimonio scolastico della Provincia di Roma attualmente non utilizzati per le attività scolastiche. Le opere di manutenzione sono state realizzate a cura e a spese delle associazioni cui gli spazi vengono affidati per realizzare attività formative e culturali.

“In questa struttura – ha spiegato il presidente dell’Upter Francesco Florenzano – faremo quello che facciamo da tantissimi anni, cioè formazione permanente dei cittadini. Quando abbiamo iniziato l’ esperienza di Upter ci trovavamo in degli scantinati, eravamo in situazioni disastrose. Il nostro successo sta anche nel riuscire a modernizzare tutte le nostre sedi. Qui all’Upter – ha aggiunto Florenzano – abbiamo imparato che, oltre a fare formazione, riusciamo anche a far stare bene le persone, e questo è un grandissimo risultato. In questa sessione abbiamo avuto più di 16.000 iscritti, ed entro la fine del prossimo anno accademico contiamo di raggiungere quota 27.000”.

“Questa iniziativa – ha aggiunto Nicola – è importante soprattutto per due motivi: innanzitutto è l’esempio di come le istituzioni possono collaborare e realizzare dei fatti. Può sembrare banale, ma non è così: spesso tra i diversi enti manca la cooperazione, mentre in questo caso il pubblico ha deciso di cooperare per il bene comune. Il secondo motivo – ha aggiunto – è che stiamo parlando dell’Upter, e fare qualcosa per l’Upter significa fare qualcosa per Roma e per gli utenti di questa città. È importante riempire gli spazi urbani di cose utili e di strutture di qualità, e l’Upter promuove qualità e socialità”.


Tag: Blog
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