27 marzo 2015 Paziente salvato da una valvola biologica: è la prima volta al mondo Una bella pagina per la sanità del Lazio che è fatta anche di tante eccellenze, come quella dei medici e degli infermieri del Policlinico Tor Vergata. Una squadra eccezionale che ha portato a termine per la prima volta al mondo un intervento delicatissimo su paziente in pericolo di vita, a cui è stata applicata un valvola biologica non invasiva

di Anna Rita Cillis, La Repubblica, 27 marzo 2015

Non era in grado di affrontare un’operazione classica per la sostituzione della valvola mitralica con una biologica: troppo rischiosa per lui. E così a Tor Vergata hanno optato per un intervento innovativo, non invasivo e a cuore battente. E due giorni fa la tecnica è stata sperimentata con successo per la prima volta al mondo. Un primato per l’ospedale romano, dove l’intervento è stato realizzato senza aprire il torace e senza circolazione extracorporea: la nuova bio-valvola è stata infatti inserita sul paziente per via transcatetere a cuore battente.

A realizzarla I-Heart Team” dell’ospedale composto dai cardiologi Francesco Romeo e Gian Paolo Ussia, dal cardiochirurgo Giovanni Ruvolo e dal cardioanestesista Pasquale De Vico, e da una serie di assistenti e infermieri specializzati che si sono alternati durante l’intervento.

Il via libera è arrivato dal Comitato etico che, «in considerazione della gravità delle condizioni cliniche del paziente e per la mancanza di alternative terapeutiche, ha autorizzato l’intervento per motivi compassionevoli», raccontano i vertici di Tor Vergata, e aggiungono: «Il paziente è stato svegliato a poche ore dalla procedura, e dopo solo 12 ore è stato trasferito dalla Terapia intensiva all’Unità coronarica di cardiologia in ottime condizioni cliniche».

Ora il cardiologo Francesco Romeo, che insieme ai colleghi ha portato a termine l’eccezionale intervento in prima mondiale, non nasconde una certa emozione: «Abbiamo tremato un po’, il paziente ha 77 anni ed era ad altissimo rischio. Inoltre i pochi tentativi precedenti, tutti fatti all’estero, non avevano avuto esiti positivi. Invece è andato tutto bene. Il paziente è contentissimo e ora è già in reparto, e sono convinto che questa nuova opzione rappresenti un grande passo avanti per la cardiochirurgia».

Romeo racconta anche che «per la prima volta non siamo ricorsi alla circolazione extracorporea, ma la nuova valvola è stata inserita per via transcatetere a cuore battente».


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