15 marzo 2016 Imprese bio: boom delle vendite per 3000 aziende Nell'ultimo anno il loro fatturato è aumentato del 10% e la superficie coltivata biologicamente supera i 105mila ettari. Il prodotto bio è in linea con le esigenze e le caratteristiche della terra, che non deve sopportare la presenza di prodotti sintetici. È un modo di coltivare sostenibile e compatibile con l'ambiente

di Salvatore Giuffrida, la Repubblica, 15 marzo 2016

II Lazio punta sull’agroalimentare e scopre la sua vena sempre più “bio”: spazio a sementi naturali come il favino e la colza o ai concimi organici come lo stabbio di stalla, ovvero le deiezioni di gallina o di vacca, niente fertilizzanti o disinfestanti. Torniamo all’agricoltura di 30 anni fa: il prodotto biologico, brutto a vedersi ma genuino, è sempre più richiesto e il Lazio è una delle prime regioni in Italia per consumo e produzione. Stando ai dati della Coldiretti, le aziende biologiche nel Lazio sono 3.100 e hanno in media una superficie di 38 ettari, contro i 4 di quelle convenzionali.

Nell’ultimo anno il loro fatturato è aumentato del 10% e la superficie coltivata biologicamente supera i 105mila ettari, di cui la metà destinati a foraggio, prati e pascoli. La provincia dove il biologico è più sviluppato è Viterbo, con l’olivo e la nocciola; l’agro romano si distingue per gli allevamenti “bio” e il frusinate per la temperatura, fresca e asciutta, adatta ai vini biologici. Infine Latina, dove il prodotto principe è il kiwi, che è tutt’altro che passato di moda e nell’ultimo anno ha registrato un 25% rispetto al 2014. All’aumento della produzione corrisponde l’aumento della domanda. Per lo sviluppo del settore ora attiva il piano da 260 milioni messo a punto da Regione e ministero con i fondi locali e Ue.

Alla fine di marzo saranno pubblicati i primi bandi per nuove imprese biologiche: la Regione ha stanziato complessivamente, tenendo conto cioè anche dei fondi europei, 90 milioni a cadenza annuale fino al 2020. Altri bandi da 60 milioni con fondi nazionali saranno destinati per ampliare la coltivazione biologica e ancora altri 100, con fondi regionali ed europei, sono riservati a investimenti strutturali e sulla qualità del prodotto.

La strategia illustrata dall’assessore regionale all’agricoltura Carlo Hausman punta alla creazione di un polo industriale biologico per la lavorazione e trasformazione del prodotto. Conserve, marmellate, sughi, che la Regione è pronta a portare nelle mense scolastiche, per 140mila pasti al giorno. Intanto un gruppo di produttori, sta realizzando al Car di Guidonia la piattaforma industriale e logistica di riferimento per il “Dio” nel centro e sud del Paese.

L’Italia, con oltre 55mila agricoltori e un ettaro su dieci, è il primo paese “bio” m Europa davanti a Spagna e Polonia. È un primato a cui il governo tiene molto, spiega il ministro dell’ agricoltura Maurizio Martina: «Se non noi, chi può aspirare a questo primato? Vogliamo rafforzare la leadership lavorando sulla sostenibilità come fattore competitivo. D biologico è una parte importante del modello agricolo di qualità che il Paese sta costruendo». Resta lavoro da fare in materia di certificazione: esistono riconoscimenti da enti privati ma non dall’Ue, i cui marchi riguardano il prodotto, non il metodo più o meno biologico con cui è stato coltivato.

«La Regione sta intervenendo per sostenere la tracciabilità del prodotto e della sua filiera produttiva», spiega l’assessore Hausman. La sfida è lanciata e Martina si dice «sicuro che il Lazio farà la sua parte». Secondo David Granieri presidente di Coldiretti Lazio, «l’Italia è prima al mondo co me sicurezza per uso della chimica in campagna, i registri sono aggiornati ogni anno e da noi, il Lazio è un esempio, si fa vero biologico». Ma dov’è la differenza tra prodotto convenzionale e biologico, che costa in media un quarto di più e rende un quarto di meno? La parola chiave è sostenibilità.

Il prodotto bio è in linea con le esigenze e le caratteristiche della terra, che non deve sopportare la presenza di prodotti sintetici. È un modo di coltivare sostenibile e compatibile con l’ambiente, destinato a espandersi sempre di più.


Tag: Blog
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