31 marzo 2015 Viaggio della Memoria: una grande emozione per più di 400 ragazzi Marika Venezia, vedova di Shlomo, le sorelle Andra e Tatiana Bucci, Sami Modiano, Piero Terracina: tante le testimonianze toccanti dei sopravvissuti all’orrore della Shoah che i nostri ragazzi hanno ascoltato seduti proprio sulle rotaie dove arrivavano i treni con i deportati

di Maria Rosaria Spadaccino, Corriere della sera, 31 marzo 2015

La seconda rampa, quella dove i deportati venivano separati – a sinistra gli uomini, a destra le donne – si trasforma in un luogo pieno di vita. Ieri un vero flash-mob, realizzato da oltre 400 studenti delle scuole del Lazio con i loro professori e la delegazione guidata dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti, proprio là ha srotolato uno striscione: «Ad Auschwitz 70 anni dopo – Liberi dal Nazifascismo».

Una scritta lunga oltre venti metri. «Invieremo questa foto anche al presidente della Repubblica e a tutti voi», assicura ai ragazzi Zingaretti. Un momento di condivisione per gli studenti del «Viaggio della memoria», organizzato dalla regione Lazio, in collaborazione con la comunità ebraica di Roma,
arrivato dopo i primi racconti degli ex-deportati. Piero Terracina, Sami Modiano, Andra e Tatiana Bucci: davanti al vagone, narrano i momenti drammatici del loro arrivo.

«Io e Andra siamo arrivate con tutta la famiglia – racconta Tatiana Bucci, sopravvissuta insieme alla sorella, arrivate nel campo di sterminio all’età di 6 e 4 anni. Un viaggio fatto in condizioni pazzesche, un secchio era il wc per tutto il vagone. Appena scese ricordo i cani che abbaiavano, un’enorme confusione e la fila di alberi che vedete. Andra aveva ancora la varicella, non stava bene e i cani ci stavano addosso. Nostra nonna e zia Sonia furono messe in una fila, noi nell’altra; la loro, evidentemente, era la fila sbagliata: non le vedemmo mai più».

I ragazzi sono in silenzio, seduti proprio sulle rotaie, parte importante del racconto. C’è un vento forte e gelido, «quello tremendo che arriva dai Carpazi, mio marito me ne parlava spesso di questo vento», racconta Manica Venezia, vedova di Shlomo, uno degli ex-deportati che per anni ha accompagnato gli studenti nei viaggi ad Auschwitz-Birkenau. Piove a dirotto. «Quando siamo scesi dal vagone abbiamo capito che era l’inferno: cani rabbiosi, le Ss coni bastoni ed un vento gelido – spiega Terracina. Il 90  per cento d noi andava a destra, gli altri a sinistra: in quella fila finirono i miei familiari, non sapevo che non li avrei più rivisti».

Napa Kent ha 18 anni, è nato a Roma da genitori filippini, è sordomuto, frequenta l’istituto tecnico Magarotti. Ha lo sguardo velocissimo, afferra con gli occhi tutto quello che la giornata emozionante gli sta offrendo. La professoressa Silvia Nardone, utilizzando la lingua dei segni, gli racconta tutto. «Quando uno dei deportati parlava, lui si è emozionato e mi ha detto “certo per questi ragazzi è stata durissima”».


Tag: Blog
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