8 novembre 2010 La Capitale senza fili

L’intervista di Nicola al Corriere della Sera – 8 novembre

di Alessandro Capponi

Una Capitale senza fili. E la storia di una promessa fatta in campagna elettorale poi diventata realtà: Nicola Zingaretti parla del suo «Provincia Wi Fi», il progetto che ha portato 400 (300 solo a Roma) hot spot — i «ripetitori» che consentono di navigare senza fili — in piazze, locali, università e ospedali. Spiega, Zingaretti: «Il confronto con Londra o Parigi sulle reti immateriali adesso lo vince Roma. Prima si poteva anche dire che certe cose accadevano solo nelle metropoli europee diverse dalla nostra. Adesso no: ora Roma, per quel che riguarda Internet senza fili, è all’avanguardia in Europa».

A Prati c’è un locale, «Il forno dei desideri», in via Avezzana: dentro, oltre a sfilatini, rosette e commesse gentili, ci sono i ragazzi coi computer, a navigare senza pagare. Fossimo a Madrid, a Parigi, a Londra, nessuno se ne stupirebbe. Ma siamo a Roma. Allora bisogna chiedere ai proprietari del forno, per scoprire che se internet lo trovi, gratis, dal fornaio, il merito è della Provincia, di Nicola Zingaretti.

Presidente, va bene la «Provincia Wi Fi»: ma non le sembra di aver esagerato?

«Intanto, voglio dire che il paragone con Londra o Parigi adesso lo vince Roma. Prima si poteva anche dire, che certe cose accadevano solo nelle metropoli europee diverse dalla nostra. Adesso no: ora Roma, per quel che riguarda Internet senza fili, per le reti immateriali, è all’avanguardia in Europa».

Scusi sa, ma sembra tanto uno spot: di quelli che piacciono ai politici…

«Solo che qui ci sono dati concreti: nessuna metropoli europea vanta una rete pubblica che serve un’area di cinquemila chilometri quadrati. Roma sì, adesso. E aumenteremo ancora…».

Dunque, la storia va spiegata: Zingaretti in campagna elettorale promette «Provincia Wi Fi», e dopo poco comincia a piazzare «ripetitori» in giro per la città. In centro – dal Pantheon a Ponte Milvio – e anche in Provincia, da Castel Gandolfo a Canale Monterano. Sembra un’iniziativa tra le tante, per un po’. Poi però chi gira per la città si accorge, sempre più spesso, che qua e là, nelle piazze, nei bar, sui prati, ci sono ragazzi coi portatili, a navigare senza spese.

Zingaretti, scusi: quanti ripetitori avete installato?

«Si chiamano hot spot, e con questo termine si intende l’area servita dal wireless, dove cioè ci si può collegare senza fili. Ne abbiamo messi trecento a Roma e cento fuori città. E c’è un altro dato: senza la benché minima pubblicità, abbiamo già quarantamila abbonati».

Cosa pensa della decisione del governo di non prorogare il decreto Pisanu?

«E’ un passo in avanti per la liberalizzazione del Wi-Fi nel nostro Paese. In ogni caso noi, rispettando la legge, avevamo trovato un modo per far registrare gli utenti una sola volta».

Tutta questa attenzione a internet senza fili, presidente, porterà anche polemiche: sembra di sentire già i soliti luoghi comuni, «con tutte le cose importanti da fare…».

«Non ne posso più di certa retorica. Certo, le infrastrutture materiali sono importantissime. E però sarebbe anche il caso di rompere la cultura dei due tempi, prima una cosa e poi l’altra. L’Italia farebbe bene a dotarsi di autostrade e infrastrutture, del resto il mio partito lo sostiene da tempo. Ma il Paese farebbe anche bene a non rimanere indietro con le reti immateriali: perché non sono più il futuro, ma il presente. Sono l’idea moderna del concetto di infrastruttura. E i giovani che vanno all’estero lo capiscono benissimo. E poi, se posso dirlo con un po’ d’orgoglio, noi abbiamo stroncato la banalizzazione delle reti immateriali. La miopia assoluta italiana sembra non capire che la vera competizione europea si gioca certo sulle infrastrutture ma anche sulla qualità dei servizi alla persona, sulle reti immateriali. Noi l’abbiamo capito. E la risposta della gente ci spinge ad andare avanti…».

Continuerete?

«Eccome. Gli hot spot diventeranno cinquecento entro fine anno».

Qual è il costo per la collettività?

«Noi abbiamo fatto tutto con un milione. Il progetto dura tre anni e alla fine ne investiremo, complessivamente, due. E però poi penso all’uso che si fa di questa tecnologia…».

Faccia un esempio.

«Il Policlinico Umberto I. Lì usano la nostra rete senza fili sia per questioni mediche sia per i pazienti».

Ha portato come esempio un ospedale: vuole commuoverci?

Ne faccio un altro. Le università, le tre pubbliche di Roma usano il nostro sistema. Sembra una sciocchezza: ma adesso un ragazzo di Castel Gandolfo si prenota all’esame senza dover venire a Roma, senza spendere soldi. Poi li stiamo mettendo anche nei distretti artigiani, nei tour operator, insomma: ovunque. Le possibilità che offre la rete sono infinite, noi offriamo l’accesso».

Ma i commercianti che vogliono installare «Provincia Wi Fi», quanto pagano?

«Centocinquanta euro, e pensiamo noi a tutto. La cifra così bassa fa sì che le richieste siano in vertiginoso aumento: non solo locali famosi, anche pasticcerie, bar, ristoranti».

E fornai appunto, sì. Qualcuno si è lamentato?

«Gli operatori telefonici, ma non tutti. Solo alcuni, che hanno cercato di impedirci questa diffusione ed è superfluo spiegare perché…».


Tag: Blog
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