Risparmiamo sull’acquisto di beni, servizi e forniture Negli anni scorsi, un plantare ortopedico dello stesso tipo aveva un costo che variava dai 5 ai 30 euro. Queste differenze hanno generato enormi sprechi. Oggi non è più così perché abbiamo introdotto la centrale unica degli acquisti anche nella sanità e un prezzo medio per l’acquisto dei prodotti



Nelle Asl e negli ospedali abbiamo trovato una vera e propria giungla dei prezzi per l’acquisto dei prodotti.  Lo stesso plantare ortopedico poteva costare 5 euro a un ospedale e 30 a un altro, così come lo stesso apparecchio oscillava nelle diverse strutture dai 200 ai 600 euro.

Abbiamo invertito la rotta, basta sprechi. Le enormi differenze tra i prezzi dei vari prodotti hanno comportato per anni un grande spreco enorme di risorse che potevano essere impiegate per offrire servizi migliori e  garantire strutture più moderne e funzionali ai pazienti. Per questo abbiamo deciso di invertire la rotta e dire basta a questi sprechi.

Ecco come siamo intervenuti:

Abbiamo introdotto un prezzo medio per i materiali che si usano nelle corsie ospedaliere, in sala operatoria e negli ambulatori pubblici.  È una delle prime cose che abbiamo fatto e siamo riusciti a risparmiare più di 15 milioni di euro. Siamo intervenuti per uniformare i costi sull’acquisto di oltre centro prodotti come ad esempio siringhe,  fili per sutura,  chiodi ortopedici,  forbici, pinze operatorie,  garze,  flebo, cateteri venosi e stent coronarici.

Centrale unica degli acquisti anche in am­bito sanitario. Ci consentirà di risparmiare sull’acquisto di beni, servizi e forniture a partire dalla semplice siringa che fino a un anno mezzo fa poteva anche costare 10 centesimi per un ospedale e 2 euro per un altro. È solo uno dei provvedimenti che ci porterà a risparmiare un miliardo di euro entro il 2015.

Risparmi sull’acquisto di beni, servizi e forniture. Anche questo è stato possibile grazie all’estensione della cen­trale unica degli acquisti in am­bito sanitario e in altri ambiti di spesa. Così risparmiamo 246 milioni di euro all’anno.

Razionalizzazione della spesa farmaceutica e riduzione delle consulenze. Ci comporta risparmi per 24 milioni di euro. Queste misure hanno permesso un evidente miglioramento dei conti regionali.

Eliminiamo i costi inutili. Il modello di sanità che vogliamo costruire non si basa solo sui numeri di un bilancio. I tagli lineari e indiscriminati fatti in passato non hanno portato a un risparmio effettivo, ma solo a una diminuzione dei servizi offerti. Noi vogliamo tener conto del bilancio, ma non ci dimentichiamo che il diritto alla salute è previsto dalla nostra Costituzione e vogliamo garantirlo.

Non ci fermiamo qui ma andiamo avanti per trasformare gli sprechi in servizi utili e all’avanguardia, per curare meglio ed essere vicini a chi ne ha bisogno.


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