Sanità: via la politica, spazio ai più bravi Per anni i dirigenti e i primari della sanità sono stati scelti in base alla loro appartenenza politica. Questo sistema ha mortificato i nostri talenti migliori. Noi, invece, abbiamo affidato all’Agenas, un’agenzia nazionale, il compito di verificare i titoli e le esperienze dei candidati che sono stati scelti per capacità e merito



Vogliamo valorizzare il merito e il valore delle persone, basta con le logiche di appartenenza politica che hanno devastato il sistema sanitario regionale.

Quando andiamo da un medico, non gli chiediamo quali sono le sue idee politiche o chi sono i suoi amici, vogliamo solo che sia il più bravo. Per questo, abbiamo creato una barriera contro le influenze della politica nella sanità.

Per questo abbiamo voluto eliminare l’influenza della politica nelle scelte sulla sanità.

Abbiamo approvato nuove norme per la nomina dei direttori generali di Asl, aziende ospedaliere e istituti di ricovero.

Abbiamo scelto i manager per capacità ed esperienza, perché abbiamo voluto portare i più bravi e premiare il merito, non l’appartenenza politica.

Per la prima volta una commissione esterna ha valutato le candidature dei manager di Asl e ospedali della nostra regione e tutta la procedura è stata informatizzata. La selezione è stata divisa in tre fasi:

  • l’Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ha esaminato tutti i curricula ricevuti e ha ritenuto idonee 581 domande. Questo elenco è stato pubblicato sul sito della Regione;

  • questionario e colloquio finale dei candidati per verificare la loro capacità di riorganizzazione e gestione delle emergenze;

  • elaborazione di una breve lista con 50 nomi da cui selezionare i nuovi direttori.


I curricula sono pubblicati on line, così chiunque può verificare in modo oggettivo la formazione e le esperienze passate dei direttori.

Cinque parametri per valutare il lavoro in modo oggettivo. Vogliamo misurare gli obiettivi raggiunti e il livello delle cure e dei servizi offerti. Per superare questo esame i direttori dovranno realizzare 70 punti su 100.

Le esigenze dei pazienti vengono prima di tutto. I direttori che non offrono cure di qualità nelle strutture riceveranno delle sanzioni. Non vogliamo pensare solo ai conti in ordine, perché dietro ai numeri di un bilancio ci sono le vite delle persone.


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