Ripartiamo con i fondi europei Nel Lazio, nel 2012, hanno chiuso in media 90 imprese ogni giorno, 60 solo a Roma. A maggio del 2013 la nostra regione era l’ultima in Italia per l’utilizzo dei fondi europei. In pochi mesi siamo riusciti a impiegare tutte le risorse del 2013 senza far tornare un euro a Bruxelles. È un risultato molto importante perché questi fondi vanno alle famiglie, alle imprese e ai cittadini



Quando siamo arrivati, un anno fa, la nostra regione rischiava di fallire ed era anche l’ultima in Italia per l’utilizzo dei fondi europei. Nel 2012 hanno chiuso nel Lazio 90 imprese ogni giorno, 60 solo a Roma: una situazione grave, figlia di scelte economiche sbagliate e inefficienti.

In pochi mesi abbiamo impiegato tutte le risorse del 2013. Non abbiamo fatto tornare a Bruxelles neanche un euro: siamo soddisfatti perché queste risorse sono le più importanti su cui possiamo contare, perderle sarebbe stato un errore doppio. Oggi siamo al primo posto, insieme a Piemonte e Toscana, per il miglior utilizzo dei fondi dall’Europa.

Alla fine del 2013 abbiamo speso 861 milioni di euro di fondi, 433 milioni attraverso il programma europeo di sviluppo regionale e 428 milioni attraverso il Fondo sociale europeo.  In questo modo abbiamo superato del 15% la soglia minima necessaria a  non perdere le risorse.

Con queste risorse creiamo lavoro vero investendo sulle ricchezze e sulle potenzialità del Lazio, a partire dai settori innovativi, con soluzioni sostenibili per l’economia, l’ambiente e il territorio. Vogliamo dare a tutte le imprese della nostra Regione l’opportunità di accedere alle risorse europee.

Ecco come abbiamo investito i fondi:

Fondo europeo di sviluppo regionale (Por Fesr): 264 milioni di euro

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Psr Feasr): 160 milioni

Fondo Sociale Europeo (Fse): 57 milioni.

Il fondo per lo sviluppo regionale è stato diviso in due parti. La prima, pari a 175 milioni di euro, è stata già impiegata attraverso dei bandi pubblici in questi settori:

  • reti d’impresa (50 milioni);

  • accesso delle piccole e medie imprese ai programmi europei di ricerca (2 milioni);

  • digitalizzazione delle sale cinematografiche (3 milioni);

  • green economy (50 milioni);

  • efficientamento energetico degli edifici pubblici (25 milioni);

  • patrimonializzazione delle imprese (30 milioni) ;

  • interventi di collaborazione nella ricerca e nell’innovazione (15 milioni).


La seconda parte, pari a 89 milioni, è attiva da gennaio ed è stata suddivisa in questi ambiti di intervento:

  • innovazione e tecnologia (10 milioni);

  • prestiti partecipativi alle Start up (10 milioni);

  • strumenti digitali (4 milioni);

  • finanziamento del capitale circolante e degli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese (35 milioni);

  • plafond Lazio nel Fondo centrale garanzia (30 milioni).


La cabina di regia per i fondi europei. L’abbiamo istituita presso l’Assessorato al Bilancio  per gestire al meglio i fondi, rappresenta un’occasione straordinaria per cambiare e rinnovare il Lazio. Basta con gestioni frammentate e poco omogenee.

Soprattutto in un momento come questo i fondi europei sono fondamentali per la ripresa e la crescita della nostra economia, che vogliamo rilanciare per migliorare le condizioni generali di vita e di lavoro delle nostre città e dei nostri territori.

 


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