Risparmiamo valorizzando gli immobili della Regione Quando siamo arrivati nessuno conosceva il numero delle proprietà regionali, una vergogna. Ci siamo messi al lavoro fin da subito per fare un censimento di tutte le proprietà. Vogliamo diminuire il numero delle sedi in affitto e cominciare a usare al meglio il nostro patrimonio. Abbiamo catalogato tutte le proprietà per venderle o valorizzarle, così possiamo ridurre i debiti del passato e abbassare le tasse per i cittadini



Società partecipate, controllate e altri uffici regionali si trovano in sedi distaccate e spesso in affitto. È una vergogna perché fino ad oggi centinaia di stabili di proprietà della Regione hanno rappresentato solo un costo e invece potrebbero avere una grande utilità sia in termini sociali che di risparmio.

Al via il censimento delle proprietà. La nostra Regione possiede un patrimonio immobiliare immenso, fatto di circa 15.000 unità immobiliari tra terreni, fabbricati e porzioni di fabbricati. Una quantità enorme ma difficile da gestire. Per questo abbiamo lavorato fin subito con l’agenzia del demanio, prima di tutto per conoscere meglio il nostro patrimonio.

Abbiamo diviso il patrimonio in  nove gruppi e finalmente abbiamo le idee chiare.

Pronta la classificazione del patrimonio regionale. È la prima volta che viene fatto un lavoro simile. Ecco come stiamo lavorando:

La prima fase. Abbiamo preso in considerazione 6.280 unità del patrimonio e le abbiamo classificate in 662 compendi, tra immobili e terreni agricoli su cui è già possibile avviare un percorso di valorizzazione e ottimizzazione. Il valore totale del patrimonio classificato è di almeno 1,4 miliardi di euro.

La seconda fase. Riguarderà il resto del patrimonio: 1.645 unità  di entità e valore minore a cui si aggiungono anche le 6.685 del Demanio e il patrimonio di Asl, società partecipate e altri Enti.

Riduciamo il debito e abbassiamo le tasse. Sarà possibile grazie alle entrate che otterremo dalla messa a reddito degli immobili che ci consentirà, appunto, di ridurre il debito e alleggerire il carico fiscale sui cittadini.

Eliminiamo le sedi in affitto. Alcuni uffici e società partecipate regionali spendono ogni anno migliaia di euro per prendere in affitto delle sedi. Pagare affitti costosi a società private, quando si hanno immobili vuoti, è uno spreco di risorse intollerabile. Soprattutto in questo momento di crisi sociale ed economica, vogliamo lavorare per creare e promuovere luoghi di aggregazione e di condivisione, per questo vogliamo affidare gli spazi a progetti culturali e sociali.

Nove gruppi per i 662 compendi. L’obiettivo è sempre lo stesso: valorizzare e ottimizzare il rendimento degli immobili. Gli interventi variano a seconda delle caratteristiche dei diversi immobili: dalla vendita, alla permuta con altre pubbliche amministrazioni, a progetti speciali per il territorio e il sociale.

Per sapere come abbiamo diviso i gruppi e come vogliamo valorizzare gli immobili vai qui.

Messa in sicurezza le strutture. È un altro aspetto molto importante. Per restituire il nostro patrimonio alle cittadine e ai cittadini del Lazio vogliamo salvaguardarlo dal degrado. Abbiamo sistemato, ad esempio, l’edificio scolastico Ex Gil in viale Adriatico a Roma e riaperto gli impianti sportivi abbandonati da anni.

Finalmente abbiamo messo mano a un tema sul quale non si era mai fatta chiarezza. Non ci fermiamo qui ma andiamo avanti per valorizzare e razionalizzare questi beni che negli ultimi anni spesso hanno rappresentato solo un costo.


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