Diritto allo studio: più opportunità e risorse per i nostri giovani universitari Quando siamo arrivati abbiamo trovato una Regione incapace di garantire il diritto allo studio. In molti aspettavano dal 2008 il pagamento delle borse di studio: una vergogna. Noi abbiamo scelto di investire nuove risorse per garantire ai nostri giovani una formazione di qualità e un futuro migliore



Tante ragazze e ragazzi del Lazio erano costretti a sopportare inefficienze e disservizi perché, quando siamo arrivati, abbiamo trovato una Regione incapace di garantire il diritto allo studio. Per fare un esempio, su 16.562 aventi diritto nel 2013, solo 10.779 erano i beneficiari effettivi delle borse di studio e venivano pagati con anni di ritardo.

Saldati gli arretrati. In pochi mesi abbiamo investito nuove risorse per pagare le persone che aspettavano da più tempo – alcuni erano in coda dal 2008 – per poi ricominciare a pagare quelle in graduatoria.

Premi di laurea garantiti a chi ne aveva diritto e un fondo specifico per sostenere chi aveva abbandonato gli studi, per aiutare ragazze madri e studenti lavoratori. Grazie alla conferma di investimenti importanti e alla professionalità degli operatori, i nostri servizi di assistenza ai disabili e le residenze a loro dedicate restano un’eccellenza in tutta Italia.

Borse di studio per tutti gli idonei. Nell’anno accademico 2014-2015, per la prima volta dopo dieci anni, il Lazio è stata una delle poche regioni italiane ad evitare il fenomeno degli idonei non beneficiari, ossia coloro che pur avendo i requisiti non riuscivano a ricevere alcun compenso a causa della mancanza di fondi. Per questa ragione, utilizzando una parte delle risorse del Fondo sociale europeo, siamo riusciti ad investire decine di milioni di euro nel patrimonio formativo e culturale dei nostri ragazzi pagando borse di studio a più di 16mila aventi diritto per gli ultimi due anni accademici.

Stop ai furbetti. Grazie a un’operazione di controllo, insieme alla Guardia di finanza, abbiamo scoperto centinaia di studenti che dichiaravano redditi falsi per ottenere ingiustamente i benefici, sottraendoli così a chi ne aveva davvero diritto.

Una Regione più giusta e competitiva mette al centro del proprio progetto la conoscenza. Garantire il diritto allo studio significa garantire ai nostri giovani talenti una formazione di qualità e un futuro migliore.

 


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