Più posti letto e più servizi negli ospedali: ecco la nostra riforma sanitaria In questi mesi abbiamo invertito la rotta per portare finalmente la sanità più vicina alle persone sul territorio. E poi abbiamo fatto partire una rete di integrazione sociosanitaria con servizi innovativi e di qualità. E entro il 2015 portiamo la sanità fuori dal deficit



Quando siamo arrivati abbiamo trovato una situazione drammatica:  una sanità commissariata da anni, 10 miliardi di debiti, fatture pagate dopo 254 giorni, servizi e posti letto tagliati e nessuna alternativa agli ospedali e ai Pronto soccorso.

La sanità torna più vicina alle persone sul territorio. L’avevamo detto e lo stiamo facendo in tanti modi: riducendo i tempi dei pagamenti alle imprese, eliminando gli sprechi. E poi abbiamo fatto partire una rete di integrazione sociosanitaria con servizi innovativi, di qualità e vicini ai bisogni delle persone.

Ecco cosa stiamo facendo:

Le Case della salute e la rete di sanità territoriale. Sezze, in provincia di Latina, a Pontecorvo, in provincia di Frosinone, a Rocca Priora, in provincia di Roma,  a Roma e a Magliano Sabina, in provincia di Rieti. Si tratta di un servizio aperto dodici ore al giorno dal lunedì al venerdì, in cui lavorano medici, specialisti, infermieri e altre figure professionali qualificate.

Nuovi reparti a degenza infermieristica. Sono strutture moderne e innovative dedicate ai pazienti che hanno superato la fase acuta della malattia e alle persone affette da patologie cronico-degenerative. In questi reparti i pazienti vengono seguiti fino alle dimissioni con un programma personalizzato di recupero. Così offriamo cure migliori a costi migliori: un letto costa 1200 euro al giorno in un reparto tradizionale, 200 euro al giorno in uno di degenza infermieristica.

257 posti letto in più nei nostri ospedali: per la prima volta torna il segno più. In particolare potenziamo la rete dell’emergenza, la cardiologia, il trattamento di ictus e traumi e la rete perinatale.  È il segno che la sanità del Lazio cambia e volta pagina, che siamo fuori dal tunnel, con un più 6% di posti letto per i nostro ospedali.

Il piano per ridurre le liste d’attesa. Stiamo investendo 7 milioni di euro per più di 100mila visite in più ai cittadini. Stiamo richiamando le persone in lista per anticipare la data, non era mai successo prima. In poche settimane abbiamo già anticipato 9000 esami.

Poliambulatori aperti il sabato, la domenica e i festivi. Salgono a tredici i poliambulatori a disposizione dei cittadini dalle  10 alle 19 anche il sabato e la domenica. All’accordo sui poliambulatori hanno aderito 500 medici di famiglia, stiamo portando avanti una vera e propria rivoluzione sui servizi e finalmente i cittadini hanno delle alternative all’ospedale.

Nuova gestione delle liste d’attesa. Oggi nel Lazio si producono  90 milioni di ricette all’anno, la maggior parte di queste arrivano dai medici di medicina generale e non indicano alcuna classe di priorità, ad esclusione del servizio già attivo del Dottor Cup. Da oggi i medici di medicina generale dovranno indicare nella ricetta che priorità ha la prescrizione: urgente, breve, differibile o senza priorità.

Fatture saldate a 60 giorni. Abbiamo fatto molto meglio del previsto e in meno tempo e finalmente siamo in linea con gli standard europei, è un’ottima notizia per il settore sanitario e l’intero territorio regionale. Poco dopo il nostro arrivo, a giugno 2013, i pagamenti erano a 254 giorni. Passo dopo passo ci stiamo lasciando alle spalle una situazione drammatica. Questo significa che possiamo investire i soldi della Regione per i cittadini e per chi ha bisogno di cure, non per pagare gli interessi bancari.

I risparmi della centrale unica degli acquisti. L’abbiamo estesa anche in am­bito sanitario e ci consentirà di risparmiare sull’acquisto di beni, servizi e forniture a partire dalla semplice siringa che fino a un anno mezzo fa poteva anche costare 10 centesimi per un ospedale e 2 euro per un altro. È solo uno dei provvedimenti che ci porterà a risparmiare un miliardo di euro entro il 2015.

Pareggio di bilancio dei conti della sanità. Contiamo di raggiungere questo risultato storico entro la fine del 2015. A quel punto il Lazio avrà tutte le carte in regola per uscire dal commissariamento e per tornare ad assumere personale qualificato per la nostra sanità, migliorando i servizi, le strutture e le cure sul territorio.

Sono solo alcune delle azioni che stiamo portando avanti per garantire finalmente a tutte e a tutti una sanità più efficiente e vicina alle persone. C’è tanto da fare e lo sappiamo ma siamo al lavoro con impegno e determinazione.

 


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