07.01.2012 E’ arrivato il tempo della serietà

È arrivato il tempo della serietà, serve un impegno diverso sulla sicurezza. In un’intervista a Repubblica ho spiegato che occorre dare delle risposte concrete per combattere il declino sociale ed economico della nostra città. E archiviare una fase nella quale purtroppo, su questo tema, hanno prevalso spot e improvvisazione.

Le forze dell’ordine devono vigilare e presidiare il territorio, le istituzioni garantire più politiche sociali e culturali. Un bagaglio di conoscenze che non appartiene alla destra: mancanza che, unita alla crisi economica, ha accresciuto la paura sul futuro, ha costruito un terreno favorevole all’exploit criminale. È come quando si abbassano le difese immunitarie in una persona: i virus diventano più aggressivi e spesso letali.

Di seguito puoi leggere l’intervista, in formato pdf e testuale e, in fondo, se vuoi, puoi commentare e dare la tua opinione.

Questa stagione va archiviata. Basta spot sulla sicurezza

Intervista a Nicola Zingaretti di Giovanna Vitale

La Repubblica, 7 gennaio 2011

“Credo sia arrivato il tempo della serietà” avverte il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. Attento ad evitare lo scontro frontale con chi, il sindaco Alemanno, sulla paura conquistò il Campidoglio, e tuttavia deciso a smascherare il bluff della destra. “Occorre dare risposte concrete per combattere il declinismo sociale ed economico della nostra città. E archiviare una fase nella quale purtroppo, sul tema della sicurezza, hanno prevalso demagogia e improvvisazione”.

A chi si riferisce, presidente? «Per anni c’è stata una strategia, sia nazionale sia locale, che ha fatto spot sulle ronde, sull’esercito nelle periferie, sulle ordinanze salvifiche dei sindaci e nelle stesse ore tagliava soldi a commissariati e forze dell’ordine. Un’incoerenza totale tra parole e fatti».

Eppure in queste ore, a chi lo accusa di aver sottovalutato i 35 morti ammazzati del 2011, Alemanno ha replicato di aver lanciato l’allarme da mesi e di non essere stato ascoltato. «Beh non si capisce con chi se la prenda, visto che fino a qualche settimana fa tutta la macchina della sicurezza era in mano a lui, al sottosegretario Mantovano, al ministro Maroni e al premier Berlusconi. Ben altra risposta è arrivata dal ministro Cancellieri: a poche ore dall’agguato di Tor Pignattara ha convocato i vertici di istituzioni e polizia, mentre a 20 giorni dal suo insediamento ha sottoscritto il patto per Roma sicura che garantisce l’arrivo di 400 agenti in più. Semmai bisognerebbe riflettere sui tragici errori fin qui commessi».

L’illusione La destra si è illusa che contro il crimine bastasse reprimere, mentre spetta alle istituzioni vincere il degrado con cultura e politiche sociali Quali? «Il più macroscopico è stata l’illusione che la sicurezza potesse essere garantita solo con la repressione, che è un compito delle forze dell’ordine, mentre alla politica e alle istituzioni spetta il dovere, non certo secondario, di riempire di vita i quartieri portando lavoro, cultura, sport, politiche sociali, associazionismo. Solo così si dà un’anima alla città: puntando sui valori quali solidarietà e senso di comunità. Più polizia, da sola, non basta».

L’ex sindaco Veltroni ha accusato Alemanno di aver smantellato quell’idea di città aperta e inclusiva costruita dal centrosinistra. Lui ha replicato che sarebbe un guaio “ricadere nel vecchio errore buonista per cui contro il crimine basta la solidarietà”… «La verità è che la destra ha fatto confusione sulle funzioni e sui ruoli. Le forze dell’ordine devono vigilare e presidiare il territorio, le istituzioni garantire che nei territori ci sia un tasso di coesione sociale forte, antidoto e barriera al dilagare di un degrado che non è delinquenza, ma il brodo nel quale può attecchire, in quanto esaspera gli animi ed esaltale paure. In questo senso l’arretramento degli ultimi anni mi pare oggettivo».

Sta dicendo, come molti suoi “colleghi” del Pd, che la politica del sindaco-sceriffo è fallita? «Io credo che il sindaco abbia mille altri modi per aiutare i poliziotti a fare il proprio lavoro, soprattutto con le politiche sociali e culturali. Un know how che però non appartiene alla destra: mancanza che, unita alla crisi economica, ha accresciuto la paura e l’incertezza sul futuro, ha reso più fragile il tessuto civile, costruito un humus favorevole all’exploit criminale. È come quando si abbassano le difese immunitarie in una persona: i virus diventano più aggressivi e spesso letali».